Youssef Siher scarcerato, Nordio esclude ispezioni e difende l'autonomia dei giudici

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La liberazione di Youssef Siher senza misure cautelari sorprende Carlo Nordio, che però esclude l'invio di ispettori a Milano. Il ministro difende l'indipendenza dei giudici e teme nuove tensioni tra politica e magistratura.

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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha escluso l'invio di ispettori negli uffici giudiziari milanesi dopo la decisione di rimettere in libertà Youssef Siher. Intervenendo al Salone della Giustizia, il Guardasigilli ha spiegato di non condividere pienamente l'esito del provvedimento, ribadendo però il rispetto delle prerogative della magistratura.

La decisione della gip di Milano è arrivata il 28 ottobre, con la mancata convalida del fermo e il rigetto della richiesta di custodia cautelare avanzata dalla procura. Nei confronti di Siher non sono state disposte neppure misure meno restrittive, come gli arresti domiciliari. È soprattutto quest'ultimo aspetto ad aver sorpreso Nordio, alla luce delle argomentazioni presentate dagli inquirenti.

Il ministro ha precisato di conoscere la ricostruzione dell'accusa attraverso quanto pubblicato dai giornali. Sulla base di quelle informazioni, ha giudicato particolarmente articolate e solide le motivazioni con cui la procura milanese aveva chiesto il mantenimento della detenzione, riconoscendo anche la professionalità dell'ufficio giudiziario.

Nordio ha comunque ricordato che le decisioni dei magistrati devono essere esaminate nella loro interezza e possono essere contestate attraverso gli strumenti di impugnazione previsti dalla legge. Per questo, pur manifestando perplessità sull'esito della vicenda, ha chiarito che il ministero non intende disporre accertamenti ispettivi.

Il Guardasigilli ha inoltre espresso l'auspicio che la scarcerazione non diventi occasione per un nuovo scontro istituzionale. Le polemiche seguite alla decisione, secondo la posizione illustrata dal ministro, non devono compromettere il rapporto tra politica e magistratura.

Durante lo stesso intervento Nordio ha affrontato anche il tema delle manifestazioni pubbliche e delle nuove disposizioni sulla sicurezza approvate dal Consiglio dei ministri. Il ministro ha rivendicato l'efficacia del decreto sui cortei, richiamando le misure preventive introdotte dal governo, tra cui il fermo preventivo.

A sostegno della sua valutazione ha citato lo svolgimento pacifico della manifestazione domenicale che, secondo le previsioni richiamate dal ministro, avrebbe potuto rappresentare un momento di forte mobilitazione e tensione. Nordio ha attribuito alle nuove disposizioni un ruolo nel mantenimento dell'ordine pubblico, sostenendo che la prevenzione abbia contribuito a evitare disordini.

Le dichiarazioni distinguono così due aspetti della stessa vicenda: da una parte il rispetto della decisione giudiziaria su Siher, nonostante le perplessità espresse dal ministro; dall'altra la valutazione positiva del governo sugli strumenti introdotti per gestire le manifestazioni e prevenire possibili episodi di violenza.

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