Treni scontrati in Spagna, una delle tre italiane disperse è salva: ne mancano due
Una donna italiana coinvolta nello scontro ferroviario di Urda, in Spagna, ha contattato il Consolato a Madrid per comunicare di essere al sicuro. Restano senza notizie due connazionali, mentre proseguono le verifiche negli ospedali.
Si riduce da tre a due il numero delle cittadine italiane ancora disperse dopo il grave incidente ferroviario avvenuto mercoledì 28 ottobre nei pressi di Urda, nella provincia spagnola di Toledo. Una delle donne inizialmente considerate irreperibili ha contattato il Consolato italiano a Madrid, confermando di essere in buone condizioni. La connazionale si trovava a bordo del convoglio Renfe coinvolto nello scontro con un treno della compagnia Iryo.
La comunicazione è arrivata dalla Farnesina, che continua a seguire la situazione attraverso l'Ambasciata e il Consolato generale a Madrid. Per le altre due italiane non sono ancora disponibili informazioni sufficienti a chiarirne la sorte. Il personale diplomatico mantiene i contatti con la polizia spagnola, le strutture sanitarie e i centri di assistenza allestiti dopo l'incidente, anche per verificare l'eventuale presenza di persone ricoverate ma non ancora identificate.
Il disastro si è verificato sulla linea ferroviaria ad alta velocità che collega Madrid a Siviglia. Un treno AVE di Renfe ha tamponato un convoglio Iryo fermo sui binari nella zona di Urda. La violenza dell'impatto ha provocato il deragliamento di diverse carrozze, alcune delle quali sono precipitate lungo una scarpata, complicando le operazioni dei soccorritori.
Secondo il bilancio provvisorio comunicato dal presidente della Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page, le vittime sono almeno 68. I feriti risultano 107, con 18 persone indicate in condizioni critiche nella ricostruzione iniziale dell'emergenza. Il numero dei morti potrebbe cambiare con il completamento delle operazioni di recupero e identificazione.
La Guardia Civil ha ricevuto 29 segnalazioni relative a persone che i familiari non sono riusciti a rintracciare dopo l'incidente. Non è escluso che alcuni dei nominativi riguardino passeggeri trasferiti negli ospedali senza che sia stato ancora possibile accertarne l'identità. Le squadre di emergenza continuano a lavorare nell'area dei vagoni danneggiati, mentre le autorità raccolgono informazioni per ricostruire la situazione dei viaggiatori.
Le verifiche riguardano anche le cause dello scontro. Gli investigatori stanno esaminando il funzionamento del sistema di sicurezza e segnalamento LZB, che avrebbe subito un'anomalia prima dell'incidente. Una delle ipotesi riguarda un guasto informatico seguito da una possibile decisione errata nella gestione della circolazione ferroviaria.
Secondo la ricostruzione preliminare, il treno Renfe avrebbe ricevuto l'autorizzazione a riprendere la marcia nonostante il convoglio Iryo fosse ancora fermo sulla stessa linea, circa 25 chilometri più avanti. La situazione non sarebbe stata corretta prima che i due mezzi entrassero in collisione. Si tratta di circostanze ancora sottoposte ad accertamento, sulle quali dovranno pronunciarsi gli organismi incaricati dell'inchiesta.
La magistratura spagnola ha disposto misure per proteggere l'area dell'incidente, vietando l'ingresso alle persone non autorizzate e impedendo la rimozione di materiali che potrebbero risultare utili agli investigatori. L'obiettivo è conservare gli elementi necessari a stabilire la sequenza degli eventi e le eventuali responsabilità.
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha programmato una visita al Centro di coordinamento operativo integrato di Toledo per partecipare alla riunione dedicata alla gestione dell'emergenza. La Moncloa ha comunicato che il premier seguirà direttamente l'andamento dei soccorsi e delle attività di assistenza. Il governo ha inoltre proclamato tre giorni di lutto nazionale.
La collisione di Urda arriva a circa nove mesi da un altro grave incidente sulla stessa direttrice ferroviaria. Il 18 gennaio 2026, nei pressi di Adamuz, in provincia di Cordova, erano rimasti coinvolti un treno Alvia di Renfe e un convoglio Iryo, in un disastro che aveva provocato 46 morti.
Per le autorità italiane resta prioritario rintracciare le due connazionali delle quali non si hanno ancora notizie certe. Il lavoro del Consolato prosegue negli ospedali e nelle strutture che accolgono i superstiti, mentre le famiglie attendono ulteriori comunicazioni sull'esito delle ricerche.
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