Ragusa, minorenne in comunità dopo l'indagine su TikTok: trovati manuali e propaganda jihadista

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Una ragazza minorenne residente nel Ragusano è stata collocata in comunità dopo un'indagine sulla propaganda jihadista diffusa su TikTok. Nei dispositivi sequestrati gli investigatori hanno trovato anche manuali e contatti online sospetti.

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Un dispositivo elettronico sequestrato durante una perquisizione e una serie di contatti con persone che si presentavano come appartenenti allo Stato Islamico sono tra gli elementi raccolti dagli investigatori nell'indagine su una minorenne albanese residente in provincia di Ragusa. La ragazza è stata collocata in una comunità per minori in esecuzione di un'ordinanza cautelare del Tribunale per i Minorenni di Catania. Le ipotesi di reato riguardano l'auto-addestramento e l'apologia con finalità di terrorismo, anche internazionale.

Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato di Ragusa, dopo un'attività investigativa che ha coinvolto la Digos e la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Gli accertamenti hanno ricostruito un presunto percorso di radicalizzazione attraverso l'esame delle attività online della giovane, dei materiali conservati nei suoi dispositivi e delle relazioni intrattenute su Internet.

Tra i contenuti individuati figurano documenti dedicati all'auto-addestramento e alla preparazione artigianale di esplosivi, filmati di propaganda delle organizzazioni jihadiste e materiale riconducibile al Daesh. Gli investigatori hanno inoltre rilevato comunicazioni con utenti che sostenevano azioni terroristiche e con interlocutori che dichiaravano di far parte dello Stato Islamico, senza che tale appartenenza risulti accertata.

Un altro elemento esaminato riguarda la produzione e la diffusione di immagini e contenuti digitali. Secondo gli specialisti della Polizia di Prevenzione, parte del materiale potrebbe essere stata realizzata attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Nei file sono stati riconosciuti anche riferimenti alla simbologia dell'estrema destra, messaggi antisemiti e contenuti favorevoli al radicalismo violento.

L'attenzione degli apparati di sicurezza si era inizialmente concentrata su un profilo social segnalato dall'Aisi, l'Agenzia informazioni e sicurezza interna. L'account pubblicava soprattutto su TikTok materiale riconducibile alla propaganda jihadista. Le verifiche successive della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione hanno consentito di identificare nella minorenne la persona che gestiva quelle attività online.

La Digos di Ragusa ha quindi approfondito la situazione della ragazza, svolgendo accertamenti anche nell'istituto scolastico frequentato dalla giovane. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la minorenne aveva modificato progressivamente le proprie abitudini e ridotto i rapporti sociali, frequentando principalmente alcune compagne di classe di religione islamica. Questo cambiamento è stato esaminato insieme agli altri elementi raccolti durante l'indagine.

Nel maggio 2026 gli agenti hanno effettuato una perquisizione, sequestrando un dispositivo elettronico successivamente affidato agli specialisti per gli accertamenti tecnici. L'analisi ha permesso di ricostruire la tipologia dei contenuti consultati, prodotti e condivisi dalla giovane, fornendo ulteriori elementi all'autorità giudiziaria sul presunto processo di radicalizzazione.

Nel materiale digitale sono stati trovati anche video riguardanti l'aggressione avvenuta nel marzo 2026 all'istituto scolastico Leonardo da Vinci di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. In quell'episodio una docente di francese era stata ferita al collo con un'arma da taglio da uno studente di 13 anni. La condivisione delle immagini relative all'accaduto è stata valutata dagli inquirenti nell'ambito degli accertamenti sui contenuti violenti presenti nei dispositivi.

L'insieme delle risultanze investigative è stato posto a fondamento della richiesta di una misura cautelare nei confronti della minorenne. Il Tribunale per i Minorenni di Catania ha disposto il collocamento in comunità, successivamente eseguito dagli agenti della Polizia di Stato.

Dopo gli adempimenti previsti, la ragazza è stata accompagnata nella struttura individuata per l'esecuzione del provvedimento. La vicenda si trova ancora nella fase delle indagini e le responsabilità contestate alla minorenne dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. La giovane resta presunta innocente fino a un'eventuale condanna definitiva.

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