Manovra 2027, taglio Irpef fino a 55mila euro per contenere la spesa a 1,3 miliardi
La riduzione dell'Irpef per il ceto medio potrebbe fermarsi nel 2027 alla soglia di 55mila euro. L'ipotesi dimezzerebbe il costo dell'intervento per lo Stato rispetto all'estensione a 60mila euro, rinviando l'ampliamento al 2028.
Un intervento fiscale in due fasi per alleggerire le imposte sul ceto medio senza impegnare subito tutte le risorse necessarie. È una delle soluzioni al vaglio della maggioranza in vista della legge di Bilancio 2027, con l'obiettivo di estendere la riduzione dell'aliquota Irpef dal 35% al 33% anche alla fascia di reddito superiore agli attuali 50mila euro.
La proposta prevede di innalzare inizialmente il limite a 55mila euro, contenendo la spesa pubblica intorno a 1,3 miliardi. Portare immediatamente il beneficio fino a 60mila euro richiederebbe invece circa 2,7 miliardi. Il governo potrebbe quindi distribuire l'intervento su due annualità, riservando al 2028 l'ulteriore ampliamento della platea, compatibilmente con l'esito delle elezioni e con le disponibilità finanziarie.
Per i contribuenti interessati, l'estensione fino a 55mila euro potrebbe tradursi in un risparmio aggiuntivo stimato fino a circa 500 euro all'anno, equivalenti a poco più di 40 euro mensili. Secondo le stime riportate, sarebbero circa tre milioni i nuovi beneficiari della misura.
La riduzione dell'Irpef già applicata ai redditi fino a 50mila euro riguarda attualmente quasi 13 milioni di contribuenti, tra lavoratori dipendenti e pensionati. Il vantaggio fiscale massimo previsto dall'intervento esistente raggiunge 440 euro annui, pari a poco meno di 37 euro al mese.
La scelta di procedere gradualmente risponde soprattutto alla necessità di trovare coperture adeguate. Il progetto di ampliare lo sgravio fiscale, già rinviato lo scorso anno, deve infatti confrontarsi con i vincoli europei sui conti pubblici e con margini di bilancio limitati, che rendono difficile finanziare nuove misure attraverso un maggiore deficit.
Resta inoltre aperto il confronto con gli istituti bancari sul contributo superiore a cinque miliardi di euro che l'esecutivo intende destinare alla copertura di una parte della manovra. La disponibilità effettiva di queste risorse sarà uno degli elementi decisivi per stabilire quanto spazio concedere alla riduzione delle imposte.
Il limite di 55mila euro rappresenta dunque una possibile soluzione per realizzare almeno una parte dell'intervento fiscale già nel 2027, lasciando a una fase successiva l'obiettivo di estendere l'aliquota agevolata fino ai 60mila euro di reddito.
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