Ostia, donna morta dopo una presunta puntura d'insetto: autopsia dopo le dimissioni
Una donna di 38 anni di Ostia è morta il 25 ottobre dopo settimane di problemi di salute iniziati con una presunta puntura d'insetto. La famiglia contesta i precedenti accessi in ospedale e la Procura di Roma ha disposto l'autopsia.
La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sulla morte di una donna di 38 anni residente a Ostia, deceduta il 25 ottobre all'ospedale San Camillo dopo un progressivo peggioramento delle condizioni di salute. I familiari hanno presentato una denuncia chiedendo di chiarire quanto accaduto durante i diversi accessi alle strutture sanitarie. Tra le possibili cause del decesso viene valutato anche il morso di un ragno violino, ma al momento non esistono conferme definitive.
La magistratura ha disposto l'autopsia per accertare l'origine delle complicazioni che hanno portato alla morte della donna e verificare se vi siano state eventuali responsabilità nella gestione del caso. Gli investigatori dovranno ricostruire le visite, le diagnosi e i trattamenti effettuati nelle settimane precedenti al decesso.
Secondo la ricostruzione fornita dai familiari, i primi problemi sarebbero comparsi a settembre, quando la donna aveva notato una puntura sulla gamba, accompagnata da gonfiore e dolore. Si era quindi rivolta al pronto soccorso dell'ospedale Grassi di Ostia, dove le sarebbe stata diagnosticata un'infiammazione provocata da un insetto e prescritta una terapia antibiotica.
Il trattamento, tuttavia, non avrebbe prodotto i miglioramenti sperati. La 38enne aveva così deciso di rivolgersi all'ospedale militare del Celio, a Roma, dove un chirurgo avrebbe eseguito diverse medicazioni. Stando a quanto riferito dai parenti, in quella fase non sarebbero stati effettuati ulteriori esami diagnostici, mentre i disturbi continuavano ad aumentare.
Il 18 ottobre la donna era tornata al Grassi in condizioni sensibilmente peggiorate. Per camminare aveva ormai bisogno delle stampelle e, oltre al dolore alla gamba, accusava problemi alla schiena, alle articolazioni e un forte bruciore addominale. Dopo la visita sarebbe stata nuovamente dimessa, questa volta con una diagnosi di dolore lombare e l'indicazione di sottoporsi a una risonanza magnetica.
Nei giorni successivi il quadro clinico si sarebbe aggravato ulteriormente. Il 21 ottobre, quando la donna aveva ormai difficoltà anche a parlare, una cugina avrebbe richiesto l'intervento di un'ambulanza. Trasportata ancora una volta all'ospedale di Ostia, sarebbe stata sottoposta ad accertamenti che avrebbero rivelato una grave infezione del sangue.
I medici avevano quindi disposto l'intubazione e il trasferimento urgente all'istituto Spallanzani di Roma. Qui i familiari sarebbero stati informati della gravità delle condizioni della paziente. Successivamente la donna era stata trasferita nella terapia intensiva del San Camillo, dove gli accertamenti avrebbero rilevato un polmone gravemente compromesso, con aree di necrosi, e alterazioni della funzionalità di cuore, fegato e reni.
Il 25 ottobre, dopo oltre un mese dalla comparsa dei primi sintomi, è arrivato il decesso. La vicenda ha spinto la famiglia a rivolgersi alla magistratura per comprendere se una diversa valutazione iniziale o ulteriori accertamenti avrebbero potuto individuare prima la causa del peggioramento.
Una delle ipotesi prese in considerazione riguarda il ragno violino, il cui morso potrebbe essere stato inizialmente scambiato per una comune puntura d'insetto. Resta però da stabilire se questa sia effettivamente l'origine della lesione e quale rapporto possa esserci tra l'episodio iniziale, l'infezione successiva e il decesso. Anche l'eventuale presenza di una reazione allergica deve ancora essere accertata.
Spetterà agli esami medico-legali chiarire le cause della morte e fornire agli inquirenti gli elementi necessari per valutare la successione degli interventi sanitari. La denuncia dei familiari costituisce il punto di partenza dell'indagine, mentre eventuali errori diagnostici o responsabilità dei medici restano da dimostrare.
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