Campo largo, il caso Acerbo divide il Pd prima del vertice con M5S e Avs di venerdì

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Il vertice di venerdì tra Pd, M5S e Avs dovrà chiarire anche chi potrà entrare nel campo largo. Intanto il sostegno parlamentare a Rifondazione comunista divide i dem, dopo le dichiarazioni di Maurizio Acerbo su Hamas e il 7 ottobre.

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Il sostegno del Partito democratico a Rifondazione comunista apre una controversia nel centrosinistra proprio mentre i principali alleati preparano il primo confronto sulla futura coalizione. Le dichiarazioni di Maurizio Acerbo su Hamas e sul 7 ottobre hanno provocato le proteste di diversi esponenti dem, che contestano anche la decisione di favorire la rappresentanza parlamentare del suo partito.

La discussione arriva alla vigilia dell'appuntamento fissato per venerdì 30 ottobre, quando Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni si incontreranno per definire il percorso politico del campo progressista. Il confronto servirà a stabilire come costruire un programma condiviso e quali forze coinvolgere nell'alleanza. I rappresentanti dell'area centrista, almeno in questa prima fase, resteranno fuori dal tavolo.

Uno dei problemi riguarda proprio i criteri per ammettere nuove formazioni nella coalizione. Tra le possibilità considerate negli ambienti parlamentari c'è quella di riconoscere un ruolo ai partiti che dispongono di una rappresentanza alla Camera o al Senato. Una soluzione che potrebbe favorire anche Rifondazione comunista, grazie alla componente costituita a Palazzo Madama con il contributo del senatore democratico Andrea Crisanti.

Il Pd ha infatti messo a disposizione Crisanti per consentire alla formazione guidata da Acerbo di ottenere una presenza parlamentare utile anche sul piano elettorale. La nuova legge prevede la raccolta di 6.000 firme per collegio per le liste che si presentano per la prima volta, mentre determinate condizioni di rappresentanza parlamentare consentono di evitare questo adempimento.

La scelta aveva già provocato malumori nell'area riformista del Partito democratico. Durante l'assemblea di Libertà Eguale a Orvieto, Lia Quartapelle aveva criticato l'operazione, sostenendo che facilitare l'ingresso di Rifondazione nella coalizione attraverso il prestito di un senatore dimostrasse di non aver compreso gli errori politici del passato.

A rendere più difficile la situazione sono intervenute le parole pubblicate sui social da Acerbo. Il segretario di Rifondazione ha sostenuto che inneggiare al 7 ottobre non costituisca un reato, affermando che in una democrazia sarebbe lecito esprimere sostegno tanto a Israele quanto a Hamas. Dichiarazioni che hanno innescato una serie di reazioni critiche, soprattutto tra gli esponenti del Pd.

Il senatore Filippo Sensi ha contestato apertamente il sostegno parlamentare concesso a Rifondazione, ricordando con una battuta polemica che i democratici avevano persino messo a disposizione un proprio senatore. Acerbo ha replicato accusando Sensi di essere difficilmente riconducibile alla sinistra e definendo strumentali le critiche ricevute. Ha inoltre precisato di essere contrario sia a Hamas sia a Benjamin Netanyahu.

La spiegazione non ha convinto Sandra Zampa. La senatrice democratica si è detta allibita dal comportamento di Rifondazione, che dopo aver ottenuto l'aiuto del Pd avrebbe messo in discussione l'appartenenza al centrosinistra di uno dei suoi esponenti storici. Zampa ha chiesto direttamente a Schlein di intervenire per interrompere la polemica.

Una posizione critica è arrivata anche da Andrea Orlando, secondo il quale non si può incitare a favore di Hamas, così come non si può esaltare la Decima Mas. Il dirigente democratico ha richiamato la necessità di mantenere una distinzione netta rispetto a organizzazioni e riferimenti incompatibili con i valori democratici.

Particolarmente dura anche la reazione di Angelo Bonelli, già contrario alla decisione della segretaria dem di aiutare Rifondazione. Il leader verde ha definito Hamas il peggior nemico del popolo palestinese e ha criticato chi ne celebra le azioni. Bonelli ha precisato di non voler formulare valutazioni penali, riservate alla magistratura, ma ha espresso un giudizio politico nettamente negativo nei confronti di chi inneggia all'organizzazione.

La controversia si inserisce in una fase nella quale le forze del centrosinistra stanno cercando di organizzare la propria presenza parlamentare anche in vista delle prossime elezioni. Nell'area moderata e riformista si stanno formando nuove componenti, con l'obiettivo di ottenere condizioni più favorevoli per la presentazione delle liste.

Al Senato è nata la componente Avanti Psi - Progetto Civico Italia, che riunisce i socialisti di Enzo Maraio e il movimento civico di Alessandro Onorato. L'operazione è stata resa possibile dal contributo del senatore del Movimento 5 Stelle Luigi Nave, messo a disposizione per completare la rappresentanza necessaria.

Alla Camera, invece, Riccardo Magi ha promosso la costituzione del gruppo Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d'Europa. All'iniziativa partecipano Benedetto Della Vedova, Bruno Tabacci, Luca Pastorino e Aboubakar Soumahoro. L'ufficio di presidenza di Montecitorio è chiamato a esaminare la richiesta. Tabacci, intanto, aveva già lavorato a un possibile coinvolgimento di Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli.

Italia Viva-Casa Riformista beneficia già dell'esenzione dalla raccolta delle firme. Il quadro delle rappresentanze parlamentari potrebbe quindi incidere direttamente sulla composizione del futuro tavolo politico, qualora Pd, M5S e Avs decidessero di adottare questo criterio per coinvolgere le altre forze.

Il vertice di venerdì dovrà affrontare anche questa questione, oltre a individuare un metodo di lavoro per arrivare al programma comune. Le tensioni sul caso Acerbo mostrano però quanto sia delicata la scelta degli alleati, con posizioni differenti non soltanto tra i partiti del campo progressista, ma anche all'interno dello stesso Partito democratico.

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