Trump offre un milione per denunciare frodi elettorali, dubbi anche sul voto in Brasile
A una settimana dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, Donald Trump promette un milione di dollari per segnalazioni di frodi che portino a condanne. Intanto mette in dubbio, senza presentare prove, il voto in Brasile.
Donald Trump punta sulle segnalazioni di irregolarità elettorali a pochi giorni dal voto americano del 3 novembre. Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato una ricompensa da un milione di dollari per chi fornirà informazioni su presunte frodi, a condizione che le denunce conducano all'arresto e alla successiva condanna dei responsabili.
L'annuncio è arrivato il 26 ottobre attraverso Truth Social, la piattaforma utilizzata dal presidente per comunicare direttamente con i propri sostenitori. La proposta riguarda sia le consultazioni già svolte sia le imminenti elezioni di metà mandato del 2026. Trump ha precisato che il pagamento sarà subordinato a un procedimento giudiziario concluso con una condanna, senza tuttavia indicare le modalità per presentare le segnalazioni o ottenere il denaro.
L'iniziativa si inserisce nella campagna per le elezioni di midterm, dalle quali dipenderà il controllo della Camera dei rappresentanti e del Senato. Il presidente ha già legato un'altra promessa economica al risultato delle urne, annunciando un assegno da 5.000 dollari per ogni cittadino americano adulto qualora i repubblicani conquistino la maggioranza in entrambi i rami del Congresso.
La distribuzione di questi assegni resta però una proposta politica, non una misura già approvata. Per realizzarla sarebbe necessario anche il via libera del Congresso, mentre non sono stati ancora definiti tutti gli aspetti finanziari e operativi del piano.
Le dichiarazioni di Trump sulle elezioni non si limitano agli Stati Uniti. Il presidente americano è intervenuto anche sul risultato delle presidenziali brasiliane del 25 ottobre, vinte da Luiz Inácio Lula da Silva contro Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro.
La riconferma di Lula è stata contestata dallo sfidante, che ha rifiutato di riconoscere la sconfitta e annunciato l'intenzione di chiedere l'annullamento del voto. La polemica riguarda soprattutto la decisione del giudice della Corte Suprema Cristiano Zanin di prolungare di due ore le operazioni elettorali, inizialmente previste fino alle 17.
La proroga era stata disposta dopo richieste provenienti da entrambe le campagne elettorali, legate a problemi nei trasporti e alle condizioni meteorologiche. Il provvedimento ha generato difficoltà organizzative perché alcuni seggi avevano già terminato le operazioni. Le autorità elettorali hanno successivamente chiarito che l'estensione fino alle 19 riguardava soltanto le sezioni ancora aperte.
Interpellato dai giornalisti prima di un nuovo appuntamento elettorale negli Stati Uniti, Trump ha espresso forti perplessità sullo svolgimento della consultazione brasiliana. Il presidente ha sostenuto che il voto gli fosse sembrato manipolato, pur senza presentare elementi concreti a sostegno dell'accusa.
Trump ha inoltre dichiarato di non aver sostenuto ufficialmente nessuno dei due candidati. Pur criticando la proroga dell'orario di apertura dei seggi, ha ribadito di avere buoni rapporti con Lula e ha ricordato che la responsabilità di governare il Brasile spetta alle sue istituzioni.
Le contestazioni sul risultato brasiliano arrivano mentre negli Stati Uniti si avvicina una scadenza elettorale decisiva per il futuro della maggioranza repubblicana. Tra la promessa di ricompense per le frodi e quella degli assegni da 5.000 dollari, Trump continua a concentrare la propria campagna sui temi della regolarità del voto e dei benefici economici annunciati agli elettori.
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