Juventus, Boniek vede pochi campioni e allontana lo scudetto: Inter favorita
La Juventus ha buoni giocatori ma non abbastanza campioni per puntare allo scudetto, secondo Zbigniew Boniek. L'ex bianconero considera l'Inter la squadra più attrezzata e vede nella Roma segnali positivi dopo il pari di Napoli.
La qualità dei singoli, più ancora dei risultati, rappresenta il principale limite della Juventus secondo Zbigniew Boniek. L'ex attaccante bianconero, oggi vicepresidente dell'Uefa, ritiene che la formazione allenata da Luciano Spalletti non abbia ancora le caratteristiche necessarie per competere con le migliori squadre della Serie A. Un giudizio che riguarda soprattutto la composizione della rosa e la capacità di imporsi sugli avversari.
Intervenuto a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, Boniek ha descritto il momento juventino come una fase complicata, nella quale le discussioni sugli allenatori rischiano di distogliere l'attenzione dal problema principale. Tra chi rimpiange Antonio Conte e chi critica Spalletti, l'ex calciatore polacco individua una carenza di campioni capaci di cambiare il livello della squadra. Anche la vittoria ottenuta a Lecce non lo ha convinto del tutto, soprattutto per l'assenza di quella superiorità tecnica che aveva caratterizzato la Juventus del passato.
Per Boniek, dunque, i bianconeri non possono essere considerati oggi tra i principali candidati allo scudetto. Il campionato, tuttavia, presenta equilibri differenti rispetto alle stagioni precedenti. Alcune formazioni tradizionalmente competitive accusano ritardi, mentre altre stanno trovando continuità e risultati attraverso un gioco convincente.
Nella valutazione dell'ex attaccante, l'Inter conserva il potenziale maggiore per conquistare il titolo. Boniek ha riservato apprezzamenti anche alla Lazio, protagonista a suo giudizio di un avvio di stagione particolarmente positivo, riconoscendo i meriti della squadra e del lavoro svolto dall'allenatore. Giudizi favorevoli sono arrivati inoltre per il Como, che sta confermando le proprie qualità, e per il Frosinone, considerato una delle sorprese più piacevoli per il calcio espresso.
Un discorso specifico riguarda la Roma, che secondo Boniek sta mantenendo un rendimento competitivo accompagnato da prestazioni interessanti. Il pareggio ottenuto allo stadio Maradona contro il Napoli viene interpretato come un risultato capace di rafforzare la fiducia dei giallorossi. Diversa la situazione della formazione partenopea, alla quale l'ex calciatore attribuisce maggiori rimpianti per l'occasione non sfruttata.
Il Napoli, pur avendo conquistato importanti successi nelle ultime stagioni, non avrebbe ancora raggiunto un'identità collettiva convincente. Boniek distingue il valore dei singoli dal funzionamento complessivo della squadra, osservando che disporre di buoni calciatori non garantisce automaticamente un rendimento all'altezza delle ambizioni. Per la Roma, invece, l'ostacolo principale nella corsa al titolo resta la necessità di aumentare ulteriormente la qualità dell'organico.
Tra gli allenatori, Boniek ha espresso particolare stima per Gennaro Gattuso, apprezzandone il carattere diretto, la semplicità nei rapporti personali e la capacità di ascoltare i giocatori. Ha spiegato che, durante la propria carriera, avrebbe gradito lavorare con un tecnico dalle sue caratteristiche, capace di lasciare libertà ai calciatori senza rinunciare alla propria personalità.
L'intervento radiofonico ha affrontato anche le prossime elezioni della Figc, previste per il 14 dicembre. Boniek considera Giovanni Malagò un candidato adatto alla presidenza federale, grazie alla lunga esperienza maturata nella dirigenza sportiva. Le discussioni legate al suo tesseramento gli sono sembrate poco rilevanti rispetto alle competenze del dirigente. Ha inoltre riconosciuto la profonda conoscenza del calcio di Adriano Galliani, il cui nome è stato accostato alla corsa per la guida della federazione.
Secondo Boniek, il calcio italiano necessita di cambiamenti e Malagò potrebbe offrire le garanzie necessarie per accompagnare questa fase. L'ex attaccante ritiene che una sua eventuale elezione gli consentirebbe di assumere una posizione autorevole nella gestione della Federcalcio.
Infine, spazio al Pallone d'Oro 2026, la cui cerimonia è in programma il 26 ottobre. Nonostante Harry Kane, Lamine Yamal e Kylian Mbappé figurino tra i principali favoriti, Boniek ha indicato Lionel Messi come propria scelta personale. Il talento di Yamal viene considerato straordinario, ma la giovane età dello spagnolo rappresenta, nella sua valutazione, un motivo per attendere ancora.
Per Mbappé e Kane, invece, Boniek considera determinante il peso dei successi ottenuti, ritenendo necessario aver realizzato qualcosa di particolarmente significativo per meritare il riconoscimento individuale. La sua preferenza resta Messi, al quale assegnerebbe un nuovo Pallone d'Oro come ulteriore consacrazione di una carriera già ricca di traguardi.
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