Brasile, Lula conquista il quarto mandato ma Flávio Bolsonaro chiede di annullare il voto
Il Brasile conferma Lula alla presidenza per un quarto mandato, ma il risultato del ballottaggio è contestato da Flávio Bolsonaro. La richiesta di annullare il voto divide le reazioni internazionali, dagli Stati Uniti all'Europa.
Il risultato delle elezioni presidenziali brasiliane del 25 ottobre 2026 apre uno scontro politico sulla regolarità delle operazioni di voto. Flávio Bolsonaro, sconfitto al ballottaggio da Luiz Inácio Lula da Silva, ha annunciato l'intenzione di chiedere l'annullamento delle elezioni. A provocare la contestazione è stata soprattutto la decisione di prolungare l'apertura di alcuni seggi per consentire agli elettori di superare i disagi provocati dai trasporti pubblici.
Secondo i risultati ufficiali, Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti validi, contro il 48,21% del senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro. Il presidente uscente, 80 anni, si assicura così un quarto mandato, dopo essere riuscito a recuperare lo svantaggio accumulato al primo turno. La differenza finale tra i due candidati supera i 4,4 milioni di voti.
Da Brasilia, Bolsonaro ha dichiarato di non poter accettare l'esito della consultazione. Il candidato sconfitto ritiene che l'estensione dell'orario di voto abbia compromesso la regolarità della competizione e ha annunciato: "Chiederò l'annullamento di queste elezioni". La contestazione riguarda quindi le procedure adottate durante il ballottaggio, mentre la vittoria di Lula è stata proclamata dall'autorità elettorale brasiliana.
Alle accuse del senatore si è aggiunto il presidente americano Donald Trump, che ha messo in dubbio la correttezza delle elezioni. "Hanno semplicemente usato il manuale di Biden", ha affermato, riprendendo il riferimento alle presunte irregolarità che aveva denunciato dopo la propria sconfitta nelle presidenziali statunitensi del 2020.
Trump ha inoltre sostenuto che Flávio Bolsonaro fosse favorito dopo il risultato ottenuto nella prima votazione. Secondo il presidente americano, il candidato conservatore disponeva di un vantaggio significativo e avrebbe dovuto prevalere anche al ballottaggio. Ha quindi accusato i comunisti di non voler rinunciare al potere una volta conquistato.
La riconferma di Lula ha ricevuto una risposta completamente diversa da Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin ha inviato un messaggio di congratulazioni al leader brasiliano, definendolo un "caro amico" e rivolgendogli i propri auguri per la rielezione alla guida della Repubblica del Brasile.
Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha accolto favorevolmente il risultato. In un messaggio pubblicato su X ha scritto che "la democrazia e il multilateralismo hanno trionfato in Brasile", indicando nella continuità dei rapporti con Brasilia un elemento rilevante per la cooperazione internazionale.
Von der Leyen ha confermato la volontà di rafforzare il partenariato tra Unione europea e Brasile, richiamando gli obiettivi condivisi sul commercio libero e aperto, sulla difesa di un sistema internazionale fondato sulle regole e sulle politiche climatiche.
Tra i leader europei che hanno celebrato la vittoria figura anche il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. Il capo del governo di Madrid ha affidato a X un messaggio nel quale ha collegato il successo elettorale brasiliano alle prospettive delle forze progressiste in altri Paesi.
"Una grande vittoria per Lula! Quello che è successo in Brasile succederà anche in Spagna", ha scritto Sánchez, aggiungendo che "la ripresa progressista globale è appena iniziata". Le sue parole inseriscono la rielezione del presidente brasiliano in una lettura politica internazionale, mentre in Brasile resta aperta la controversia sollevata da Flávio Bolsonaro sulla validità del ballottaggio.
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