Eugenio Finardi racconta la comunità in Canada, il legame con Patrizia e la perdita a 56 anni
Eugenio Finardi ripercorre il periodo della dipendenza condivisa con la prima moglie Patrizia e la decisione di curarsi lontano dall'Italia. Nel suo racconto anche la perdita della donna, morta a 56 anni, e la figlia Elettra.
La scelta di lasciare l'Italia per affrontare un percorso di disintossicazione, la separazione temporanea dalla famiglia e il ricordo della prima moglie Patrizia, scomparsa a 56 anni. Eugenio Finardi ha ripercorso alcuni dei passaggi più difficili della propria vita, tornando sugli anni in cui la dipendenza dalle sostanze aveva condizionato profondamente i suoi rapporti personali.
Il cantautore milanese, impegnato nell'edizione di Ballando con le stelle insieme alla maestra Rebecca Gabrielli, ha condiviso queste esperienze dopo la puntata di sabato 24 ottobre. Nel suo intervento ha affrontato anche le critiche ricevute da Alberto Matano durante la trasmissione, soffermandosi però soprattutto sul passato e sulle conseguenze delle scelte compiute.
Uno dei ricordi più dolorosi riguarda Patrizia, la donna con cui aveva costruito una relazione segnata da sentimenti profondi e problemi di tossicodipendenza. Finardi l'ha descritta come una persona bellissima, spiegando che entrambi si trovavano intrappolati nella stessa condizione. Il loro rapporto, intenso anche sul piano sentimentale, era diventato difficile da gestire proprio perché nessuno dei due riusciva ad aiutare davvero l'altro.
Secondo il musicista, chi vive una dipendenza cerca spesso qualcuno capace di comprenderne la sofferenza e di offrire una possibilità di cambiamento. Questa comprensione, però, può arrivare da una persona che affronta lo stesso problema, rendendo ancora più complicato interrompere il comportamento autodistruttivo.
La situazione era peggiorata all'inizio degli anni Ottanta, nel periodo precedente alla nascita della figlia Elettra. Con il passare del tempo, Finardi e Patrizia avevano compreso che non potevano continuare a vivere nello stesso modo. Quella che inizialmente poteva apparire come una scelta legata alla ribellione giovanile aveva assunto un significato completamente diverso, accompagnato dalla consapevolezza della gravità della dipendenza.
Per cercare di uscirne, i due avevano intrapreso percorsi separati. Patrizia era entrata in una comunità di recupero, mentre Elettra, che all'epoca aveva cinque anni, era stata affidata alla nonna. Finardi aveva invece raggiunto il Canada, dove avrebbe potuto affrontare il trattamento lontano dalla notorietà conquistata in Italia.
Il soggiorno nella struttura canadese era stato particolarmente impegnativo. Il cantautore ha ricordato un ambiente regolato da una disciplina estremamente rigida, nel quale ogni comportamento veniva osservato dagli altri ospiti. Non erano consentite manifestazioni di affetto e perfino alcune espressioni quotidiane di cortesia risultavano proibite.
L'obiettivo di quelle regole, secondo quanto raccontato dall'artista, era impedire atteggiamenti manipolatori e costringere ciascuno a confrontarsi con la propria identità. Un metodo severo, pensato per mettere in discussione le abitudini precedenti e favorire la costruzione di un diverso rapporto con se stessi.
Ripensando alle origini della sua esperienza con le sostanze, Finardi è tornato anche all'adolescenza. Aveva circa 13 o 14 anni quando la musica dei Rolling Stones e di Jimi Hendrix aveva contribuito ad avvicinarlo alla cultura hippie. La prima occasione di provare droghe era arrivata attraverso un amico, in una situazione nella quale il timore di sentirsi escluso aveva prevalso sulle esitazioni.
Quel periodo, durato all'incirca due anni, aveva progressivamente allontanato il giovane Eugenio dalla musica. Soltanto successivamente avrebbe maturato una diversa consapevolezza, riconoscendo quanto la ricerca di sollievo attraverso le sostanze potesse nascondere sofferenze personali rimaste irrisolte.
La riflessione del cantautore si è concentrata soprattutto sul valore della sincerità verso se stessi. Finardi ritiene che alcuni dolori interiori possano essere affrontati soltanto riconoscendo i propri sentimenti e accettando la realtà, senza cercare continuamente una via di fuga.
Il racconto si è concluso con il ricordo di Patrizia, risultata positiva all'epatite C e morta a 56 anni. Finardi ha sottolineato con amarezza che la donna se n'era andata appena un anno prima dell'arrivo di una cura efficace. Una perdita che aveva lasciato Elettra senza la madre e che continua a rappresentare una delle conseguenze più dolorose di quella stagione della sua vita.
Nel ripercorrere la vicenda, l'artista ha richiamato una convinzione maturata attraverso la propria esperienza: «Purtroppo di tutte le scelte si pagano le conseguenze». Parole con cui ha collegato il ricordo della moglie, il percorso di recupero e la responsabilità personale nei confronti delle decisioni prese nel corso degli anni.
Notizie correlate
Eugenio Finardi a Ballando, la rumba pensata con la figlia e l'abbraccio di Mariotto A Ballando con le stelle Eugenio Finardi racconta la paura della solitudine e ritrova nel gruppo un senso di appartenenza.
Ballando con le stelle, Eugenio Finardi dedica il ballo alla figlia e abbraccia Mariotto A Ballando con le stelle Eugenio Finardi racconta il rapporto con la solitudine e dedica idealmente il suo ballo alla figlia.