Ucraina, Mosca punta ai negoziati di novembre mentre Putin critica i leader europei

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La Russia apre alla ripresa dei colloqui con Ucraina e Stati Uniti a novembre, ma restano distanti le posizioni sulla pace. Intanto Putin respinge le accuse di interferenze nelle proteste europee e critica i governi del continente.

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Il prossimo tentativo di riavviare il confronto diplomatico sulla guerra in Ucraina potrebbe arrivare intorno al 10 novembre. Mosca ha confermato la propria disponibilità a tornare al tavolo con Kiev e Washington, indicando nella sicurezza del dopoguerra uno dei principali argomenti da affrontare. La prospettiva di nuovi incontri non cancella però le divergenze sulle condizioni necessarie per raggiungere un accordo.

A precisare la posizione russa è stato Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin. Nelle dichiarazioni all'emittente Vesti, riprese dalla Tass, Ushakov ha spiegato che il Cremlino considera possibile riprendere il confronto dopo il 4 novembre, giorno in cui la Russia celebra la Giornata dell'unità nazionale. I colloqui potrebbero quindi svolgersi nelle settimane successive.

La questione centrale, secondo il consigliere presidenziale, riguarda la definizione di un sistema di garanzie e sicurezza per Russia e Ucraina una volta terminato il conflitto. Si tratta di uno degli aspetti più delicati del negoziato, sul quale le posizioni delle parti rimangono distanti. Le ultime trattative trilaterali si erano fermate a febbraio, senza produrre un'intesa complessiva.

Anche Volodymyr Zelensky ha manifestato la volontà di riprendere i contatti diplomatici con Mosca attraverso la mediazione degli Stati Uniti. Il presidente ucraino auspica un nuovo incontro già all'inizio di novembre, confermando la disponibilità di Kiev a partecipare al formato trilaterale. Al momento, tuttavia, non risulta definito un calendario condiviso per la ripresa delle trattative.

Mentre si discute della possibilità di riaprire il negoziato, Putin ha rivolto nuove critiche ai governi europei. Intervistato dal giornalista Pavel Zarubin per Vesti, il presidente russo ha contestato le accuse rivolte a Mosca di essere coinvolta nell'organizzazione o nell'alimentazione delle proteste registrate in diversi Paesi del continente.

Secondo Putin, attribuire alla Russia la responsabilità dei disordini interni rappresenta un modo per evitare di affrontare i problemi politici nazionali. Il presidente ha descritto queste accuse come una manifestazione della debolezza di alcuni dirigenti europei e della loro incapacità di assumersi la responsabilità degli avvenimenti nei rispettivi Paesi.

Le dichiarazioni, pubblicate anche sul sito di Vesti, arrivano mentre il Cremlino cerca di rilanciare il canale negoziale con Washington e Kiev. La disponibilità annunciata da Mosca apre alla possibilità di nuovi contatti diplomatici, ma non equivale a un accordo sulle condizioni della pace. Restano da definire sia i tempi degli incontri sia le garanzie di sicurezza richieste dalle parti.

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