Napoli-Roma 3-3, Allegri contesta l'espulsione e rinuncia all'analisi del match
Il Napoli vede sfumare la vittoria contro la Roma sul 3-3 e Massimiliano Allegri lascia il campo dopo l'espulsione nel finale. Il tecnico contesta il provvedimento e, nel dopopartita, ammette di essere troppo arrabbiato per analizzare la gara.
Massimiliano Allegri non nasconde la propria amarezza dopo il pareggio del Napoli contro la Roma, arrivato nei minuti conclusivi della sfida dell'ottava giornata di Serie A. Gli azzurri, avanti per 3-2, hanno subito il gol del definitivo 3-3 firmato da Balerdi all'89'. Un finale che ha lasciato il tecnico insoddisfatto per i due punti persi e per l'espulsione ricevuta dopo la rete giallorossa.
Intervenuto ai microfoni di Dazn, Allegri ha contestato soprattutto la decisione arbitrale che lo ha costretto ad abbandonare la panchina. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato il quarto uomo a richiamare l'attenzione del direttore di gara, provocando il successivo cartellino rosso. L'allenatore ha sostenuto di non aver fatto nulla che giustificasse il provvedimento.
Il tecnico ha quindi espresso il proprio disappunto per quello che considera un trattamento differente rispetto ad altri colleghi. Ha osservato che alcuni allenatori possono spingersi fino al terreno di gioco senza ricevere sanzioni analoghe, mentre ogni suo movimento dalla panchina sembra comportare conseguenze disciplinari. Con evidente sarcasmo ha annunciato che, dalla prossima partita, cercherà di rimanere seduto, aggiungendo un ironico ringraziamento a Saccani.
La delusione riguarda però soprattutto il risultato. Allegri ha giudicato positivamente la prestazione dei suoi giocatori contro un'avversaria di valore, respingendo l'ipotesi che il pareggio sia dipeso principalmente da un cedimento fisico. A suo avviso, la squadra ha mostrato intensità e applicazione, pur non riuscendo a conservare il vantaggio. Il tecnico resta convinto che mantenere questo atteggiamento possa permettere al Napoli di recuperare posizioni in classifica.
Interrogato sui numeri difensivi, Allegri ha risposto con una battuta sul proprio orientamento tattico, sostenendo di aver cambiato filosofia e di voler puntare ormai su un calcio interamente offensivo. Un'osservazione pronunciata in un dopopartita nel quale la frustrazione per il risultato è apparsa evidente.
Spazio anche alle scelte di formazione, a partire dall'impiego di Kevin De Bruyne nel ruolo di regista. L'allenatore ha chiarito che il belga non potrà sostenere tutte le partite e ha ricordato le alternative rappresentate da Billy Gilmour e Stanislav Lobotka. Più che sul singolo interprete, Allegri ha insistito sulla necessità di conservare lo spirito mostrato contro la Roma.
Parole di incoraggiamento sono arrivate per Rasmus Hojlund, ancora alla ricerca di maggiore continuità sotto porta. Secondo il tecnico, l'attaccante ha avuto tre opportunità favorevoli e ha contribuito in maniera significativa al lavoro collettivo. Per questo gli ha chiesto di mantenere la tranquillità, senza lasciarsi condizionare dalla ricerca del gol.
Resta inoltre da chiarire la situazione fisica di Badiashile, costretto a lasciare il campo per un problema durante la partita. Allegri ha spiegato che le condizioni del difensore saranno valutate nelle successive 48 ore, quando sarà possibile comprendere meglio l'entità dell'infortunio.
La tensione è rimasta alta fino alla conclusione dell'intervista. Invitato a individuare gli aspetti positivi e negativi della serata, Allegri ha preferito non approfondire ulteriormente. Ha ammesso che, per la prima volta in 25 anni di carriera, non si sentiva abbastanza lucido per commentare serenamente una partita. Un'ammissione che ha accompagnato il suo congedo dopo un pareggio vissuto come un'occasione mancata.
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