La storia di Marco: il matrimonio in casa con Monica una settimana prima della morte a 54 anni
Marco Re, 54 anni, ha sposato Monica nella loro casa pochi giorni prima di morire. Dopo vent'anni insieme, la coppia ha celebrato il matrimonio civile mentre la malattia gli impediva di spostarsi. Il ricordo della moglie e dei colleghi.
Un matrimonio celebrato tra le mura domestiche, dopo vent'anni di vita condivisa, è stato uno degli ultimi momenti vissuti insieme da Marco Re e dalla moglie Monica. L'uomo, 54 anni, è morto a causa di una malattia diagnosticata lo scorso gennaio, appena una settimana dopo aver coronato il desiderio di sposare la compagna. La cerimonia civile era stata organizzata in casa perché le sue condizioni di salute non gli consentivano più di spostarsi.
Originario di Sambruson di Dolo, Marco abitava da tempo a Camponogara, nel Veneziano. Era conosciuto anche a Mira, dove aveva costruito una lunga carriera professionale. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto tra familiari, amici e colleghi, molti dei quali avevano condiviso con lui decenni di lavoro.
La moglie Monica ha raccontato gli ultimi mesi trascorsi accanto al marito. La malattia era stata scoperta a gennaio e inizialmente le terapie avevano mostrato segnali incoraggianti. Marco stava reagendo alle cure, anche se il recupero procedeva lentamente. Da settembre, però, il quadro clinico era peggiorato, fino a rendere sempre più difficili anche gli spostamenti.
È stato proprio Marco, secondo il racconto della moglie, a desiderare che la loro relazione venisse riconosciuta anche attraverso il matrimonio civile. Dopo due decenni insieme, entrambi hanno deciso di celebrare le nozze senza attendere oltre. La cerimonia si è svolta in modo semplice, nella loro abitazione, permettendo alla coppia di vivere quel momento nonostante le difficoltà imposte dalla malattia.
Monica ha ricordato l'emozione condivisa durante il matrimonio e il legame che li aveva accompagnati per tanti anni. «È stato l'uomo della mia vita e lo sarà sempre», ha dichiarato. Del marito ha descritto soprattutto l'onestà, l'umiltà e la disponibilità verso gli altri. Nei giorni successivi alla sua morte ha ricevuto numerose telefonate da persone che desideravano esprimerle vicinanza e ricordare l'aiuto ricevuto da Marco in diverse occasioni.
Accanto alla storia personale c'è anche quella di un percorso lavorativo durato quasi quarant'anni nella stessa azienda. Marco aveva iniziato a lavorare all'Omeca di Gambarare il 14 luglio 1988, quando aveva appena compiuto 16 anni. L'impresa, fondata da Paolo Cavalletto e oggi diretta dal figlio Andrea, opera nel settore della carpenteria metallica e della trafilatura per trasformatori.
Entrato giovanissimo, Marco era diventato progressivamente uno dei collaboratori più esperti e affidabili. Svolgeva attività di carpenteria e saldatura, lavorava nei cantieri e seguiva operazioni di montaggio. Nel corso degli anni aveva affiancato anche il fondatore Paolo Cavalletto, assumendo responsabilità che richiedevano esperienza, precisione e capacità organizzative.
Andrea Cavalletto ha ricordato il dipendente come una figura fondamentale per l'azienda, capace di affrontare gli incarichi con serietà e autonomia. Ne ha evidenziato la competenza tecnica, ma anche il carattere equilibrato e il rispetto degli impegni. Per il titolare, Marco era diventato una presenza insostituibile, non soltanto per le conoscenze maturate sul lavoro, ma per il rapporto di fiducia costruito nel tempo.
Restano il ricordo di una lunga vita professionale e quello del matrimonio con Monica, celebrato pochi giorni prima della sua scomparsa.
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