Maignan bersagliato da insulti razzisti, il Milan lo difende e lancia un appello al calcio italiano
Dopo l'espulsione contro il Bournemouth in Europa League, Mike Maignan è stato bersagliato da insulti razzisti sui social. Il Milan prende posizione a sostegno del portiere e richiama tutto il calcio italiano a una risposta unitaria.
Il Milan si schiera pubblicamente al fianco di Mike Maignan dopo gli episodi di razzismo che hanno coinvolto il portiere francese sui social network. Attraverso una comunicazione pubblicata sul proprio sito ufficiale, la società rossonera ha espresso pieno sostegno al giocatore, ribadendo la propria opposizione a qualsiasi comportamento discriminatorio.
Gli attacchi online sono arrivati dopo la partita di Europa League disputata il 22 ottobre contro il Bournemouth, conclusa con una sconfitta per 3-0 del Milan. Maignan era stato espulso durante il primo tempo, lasciando la squadra in inferiorità numerica. Nelle ore successive, il portiere è diventato destinatario di messaggi a sfondo razzista.
La società ha risposto con una presa di posizione netta, definendo il razzismo e ogni forma di discriminazione comportamenti inaccettabili, incompatibili con lo sport e con la vita fuori dal campo. Il club ha inoltre confermato la propria vicinanza a Maignan, richiamando i principi di rispetto, inclusione e uguaglianza che considera parte integrante della propria identità.
Nel comunicato, il Milan ha voluto rivolgersi anche al movimento calcistico italiano, invitando tifosi, società e protagonisti del settore a mantenere un fronte comune. Il messaggio va oltre il singolo episodio e richiama la necessità di un impegno condiviso per restituire competitività e credibilità al calcio nazionale.
La società ha infine ribadito che la volontà di vincere deve sempre accompagnarsi a comportamenti corretti, sia sul piano individuale sia su quello collettivo. Dignità, rispetto reciproco e classe sono i valori indicati dal Milan come condizioni imprescindibili, indipendentemente dai risultati ottenuti sul terreno di gioco.
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