Mestre, sette persone davanti al portone: i residenti del condominio Fabio chiedono protezione

Notizia in breve

A Mestre, i residenti del condominio Fabio denunciano di essere rimasti bloccati dal gruppo che occupava l'ingresso fin dalle prime ore del mattino. Dopo ripetute richieste d'aiuto, tre abitanti sono intervenuti per liberare il passaggio.

Mestre
Mestre, sette persone davanti al portone: i residenti del condominio Fabio chiedono protezione
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Tre condomini sono dovuti intervenire personalmente per liberare l'accesso al palazzo Fabio, in via Felisati a Mestre, dopo che sette persone si erano sistemate davanti al portone consumando sostanze stupefacenti. L'episodio si è verificato ieri mattina, nel rione di via Piave, dove gli abitanti denunciano da tempo una situazione di degrado che rende difficile persino entrare e uscire dalle proprie abitazioni.

Secondo quanto raccontato dai residenti al Gazzettino, il gruppo occupava completamente il passaggio e nessuno, temendo possibili reazioni, aveva trovato il coraggio di attraversarlo. Le richieste di intervento sono iniziate alle 7:13 attraverso YouPol, l'applicazione della Polizia. Alla prima segnalazione ne sono seguite altre due, l'ultima delle quali inviata alle 8:08. La pattuglia è arrivata soltanto dopo le 9, quando le persone presenti all'esterno erano già state allontanate.

Durante l'attesa la tensione è aumentata. Alcuni abitanti hanno cominciato a battere sui vetri, mentre uno di loro ha socchiuso la porta per invitare le persone che occupavano il portico a spostarsi. Una si sarebbe alzata dirigendosi verso il condomino con atteggiamento minaccioso. Il confronto, secondo i testimoni, ha rischiato di trasformarsi in uno scontro fisico, evitato dalla rapida chiusura del portone.

Nel frattempo era arrivata anche l'addetta alle pulizie, rimasta spaventata dalla situazione. Un altro residente, non vedendo arrivare le forze dell'ordine dopo le comunicazioni tramite YouPol, ha chiamato il 113. Poco dopo è stato ricontattato e, stando alla sua testimonianza, gli è stato comunicato che quel giorno la competenza territoriale spettava ai carabinieri.

A risolvere concretamente la situazione sono stati tre uomini dello stabile, che hanno raggiunto il gruppo riuscendo a convincerlo ad allontanarsi. Quando gli agenti sono giunti sul posto, davanti al condominio era rimasta soltanto l'addetta alle pulizie, impegnata a raccogliere quanto abbandonato durante la permanenza sotto il portico. Un'attività che, spiegano gli abitanti, deve svolgere praticamente ogni mattina.

Il problema riguarda da anni l'intero edificio, che comprende 53 unità tra appartamenti e uffici, oltre ad alcune camere del vicino hotel Aaron. Lo spazio esterno affacciato su via Felisati viene utilizzato abitualmente per bivacchi e consumo di droga. I residenti riferiscono inoltre della presenza di spacciatori che raggiungono la zona per vendere sostanze stupefacenti.

Tra gli episodi segnalati figura il ritrovamento, circa due settimane fa, di numerose siringhe all'interno di alcuni vasi di cactus sistemati lungo il perimetro del fabbricato. Chi vive nel palazzo racconta di essere costretto quotidianamente a evitare le persone ferme davanti all'ingresso, anche nelle ore notturne. Una convivenza che ha progressivamente alimentato preoccupazione e richieste di maggiori controlli.

Per documentare quanto accade, i proprietari del Fabio hanno trasmesso nei mesi scorsi diverse PEC al Comune e alla Prefettura, in alcuni casi insieme ai residenti degli edifici vicini. Alle comunicazioni sono state allegate fotografie dei bivacchi e delle condizioni degli spazi comuni. Gli abitanti temono che la situazione possa degenerare e contribuire a un ulteriore abbandono del quartiere da parte di chi ancora vi risiede.

In assenza di una soluzione stabile, l'assemblea condominiale ha recentemente approvato un intervento per delimitare con una cancellata l'intera area d'ingresso affacciata sulla strada. La spesa prevista è di circa mille euro per ciascun proprietario. Durante la discussione è stata inoltre richiesta una modifica al progetto iniziale, fissando l'altezza della recinzione a un metro e 80 centimetri.

La decisione comporterà quindi un costo diretto per i proprietari, che contestano di dover finanziare personalmente un'opera destinata a garantire maggiore sicurezza nell'accesso alle proprie case. «Prigionieri in casa nostra» e «ostaggio dei tossicodipendenti» sono le espressioni utilizzate dagli abitanti per descrivere una condizione che, dopo l'ultimo episodio, chiedono venga affrontata con interventi concreti.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Torino, la chiamata al 112 porta al corpo di Fabio Colapietro: tre persone fermate La telefonata di una madre al 112 ha portato la polizia nell’appartamento di via Gulli, a Torino, dove è stato trovato il corpo di Fabio Colapietro, 39 anni.

Roma, ordigno esplode davanti a un condominio in via Manzini: danni a palazzo e auto Esplosione nella notte a Roma davanti a un condominio in via Vincenzo Manzini.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Mestre'

⬆