Nuove manifestazioni e rischio saccheggi, perquisizioni a Como e Bari: otto città in allerta

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Le chat WhatsApp utilizzate per organizzare possibili assalti ai negozi fanno scattare perquisizioni a Como e Bari. In vista delle manifestazioni di sabato 24 ottobre, cresce l'attenzione delle forze dell'ordine in diverse città italiane.

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Nuove manifestazioni e rischio saccheggi, perquisizioni a Como e Bari: otto città in allerta
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Una trentina di giovani coinvolti nelle indagini a Como, perquisizioni anche nel Barese e controlli rafforzati nelle principali città italiane. Le forze dell'ordine si preparano alle manifestazioni di sabato 24 ottobre, dopo gli episodi di violenza e i saccheggi registrati durante il precedente fine settimana, soprattutto a Milano. A preoccupare gli investigatori sono anche i messaggi diffusi attraverso WhatsApp e altre piattaforme social, utilizzate per organizzare possibili nuovi assalti alle attività commerciali.

Nel capoluogo lariano la Digos ha avviato accertamenti nei confronti di circa trenta ragazzi, in larga parte minorenni, sospettati di aver condiviso nelle chat inviti a organizzare scorribande nelle strade del centro. L'indagine, anticipata da La Provincia di Como e Il Giorno, riguarda l'ipotesi di istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio. Gli indagati hanno tra i 14 e i 24 anni e comprendono prevalentemente cittadini italiani, alcuni giovani di seconda generazione e un numero limitato di stranieri.

Per sabato è stato predisposto un rafforzamento dei controlli negli scali ferroviari della provincia di Como. Nella stessa giornata è in programma anche la partita casalinga del Como 1907 contro il Sassuolo, con calcio d'inizio previsto alle 15. La concomitanza degli appuntamenti richiede particolare attenzione nella gestione degli spostamenti verso la città.

Un'altra operazione interessa la provincia di Bari, dove Polizia di Stato, Digos e Squadra Mobile stanno eseguendo perquisizioni e interrogatori delegati nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Procura per i minorenni. Secondo l'ipotesi investigativa, un gruppo di giovani stava preparando azioni contro diversi esercizi commerciali del centro cittadino, prendendo a riferimento quanto accaduto nei giorni precedenti a Milano.

Gli obiettivi individuati nelle comunicazioni monitorate dagli investigatori sarebbero stati negozi di abbigliamento di lusso, articoli sportivi ed elettronica, situati soprattutto in via Sparano, via Melo, via Argiro e corso Vittorio Emanuele. Gli accertamenti riguardano anche il sospetto che alcuni partecipanti intendessero procurarsi armi, esplosivi e strumenti da scasso, potenzialmente utilizzabili anche contro le forze dell'ordine.

Le contestazioni ipotizzate dagli inquirenti comprendono, a vario titolo, l'istigazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, con finalità di terrorismo e in concorso, oltre alla detenzione di armi, munizioni ed esplosivi. Le responsabilità individuali restano oggetto degli accertamenti.

La mobilitazione annunciata per sabato coinvolge intanto numerose città. Il Movimento 17 ottobre, che ha rivendicato gli scontri del precedente fine settimana, ha diffuso attraverso i social un calendario di appuntamenti alle ore 15, presentati come parte di una «mobilitazione permanente contro il governo dei padroni».

Le otto piazze indicate sono piazza Nettuno a Bologna, piazza Duomo a Milano, piazza Castello a Torino, Circo Massimo a Roma, piazza Santa Maria Novella a Firenze, piazza Mazzini a Padova, piazza Umberto I a Bari e piazza De Ferrari a Genova.

Milano figura tra le città sottoposte alla maggiore attenzione. Dopo i danneggiamenti alle vetrine e i furti nei negozi del centro, diverse attività commerciali, soprattutto nel settore del lusso, stanno predisponendo protezioni aggiuntive. Sul fronte della sicurezza è previsto anche l'impiego dei 500 paracadutisti inviati con l'ultimo decreto sicurezza, mentre il calendario cittadino comprende ulteriori cortei.

A Roma, oltre all'appuntamento del Movimento 17 ottobre, è annunciata la manifestazione nazionale per la pace «Fuori l'Italia dalla guerra». Gli organizzatori attendono circa 10mila partecipanti, con ritrovo alle 14 in piazza della Repubblica. Nella mattinata è previsto anche un corteo degli studenti di destra con lo slogan «Sblocchiamo tutto».

A Torino movimenti e studenti manifesteranno con la parola d'ordine «Noi la guerra non la paghiamo». Altre iniziative per la pace sono in programma a Padova e Bari. La contemporaneità delle mobilitazioni comporta un impegno aggiuntivo per gli apparati incaricati della sicurezza, chiamati a distinguere le manifestazioni pacifiche dagli eventuali gruppi intenzionati a provocare disordini.

Il fenomeno è stato affrontato anche durante l'audizione del direttore dell'Aisi, Bruno Valensise, ascoltato per oltre tre ore dal Copasir. L'attenzione dei servizi si concentra in particolare sulle modalità di aggregazione dei giovanissimi che hanno partecipato alle violenze registrate a Milano, Bologna e in altre città.

Si tratta di gruppi dalla composizione eterogenea, nei quali figurano minorenni e maggiorenni, italiani, stranieri e giovani di seconda generazione. Secondo le valutazioni degli apparati di sicurezza, molti partecipanti non sarebbero riconducibili alle tradizionali organizzazioni politiche radicali. La loro presenza nelle piazze sarebbe stata favorita soprattutto dalla circolazione di messaggi e convocazioni sulle piattaforme digitali.

Questa modalità organizzativa rende più complessa l'attività preventiva. Il monitoraggio degli ambienti antagonisti e dei centri sociali permette agli investigatori di seguire iniziative e mobilitazioni strutturate, mentre risulta più difficile individuare tempestivamente gruppi informali che decidono di riunirsi attraverso una chat per compiere furti o danneggiamenti.

Un ulteriore elemento seguito dall'intelligence riguarda i tentativi di avvicinamento tra questi gruppi giovanili e gli ambienti anarchici e antagonisti. Il timore è che soggetti con motivazioni differenti possano convergere durante le manifestazioni, aumentando il rischio di episodi violenti. Le analisi disponibili non indicano tuttavia una comune matrice ideologica per tutti i partecipanti ai precedenti disordini.

Al momento, secondo le informazioni degli apparati di sicurezza, non risultano elementi che dimostrino una direzione delle violenze da parte di Stati o organizzazioni straniere. Viene invece segnalato il possibile sfruttamento propagandistico degli episodi, attraverso narrazioni che descrivono i disordini nelle città europee come un segnale di crisi dell'Occidente e dei Paesi considerati vicini a Ucraina, Stati Uniti e Israele.

Le indagini sulle comunicazioni digitali e le operazioni preventive proseguono quindi su più territori. L'obiettivo immediato delle autorità è impedire che gli appuntamenti annunciati per sabato diventino occasione per nuovi assalti ai negozi, garantendo al tempo stesso lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche.

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