Stanley Tucci digitalizza la propria immagine, i compensi futuri andranno alla famiglia
Stanley Tucci ha fatto digitalizzare la propria immagine perché la famiglia possa ricevere compensi per eventuali utilizzi futuri. L'attore parla anche dei rischi dei social per i più giovani e del valore insostituibile del teatro.
Stanley Tucci ha deciso di tutelare la propria identità digitale pensando anche a ciò che potrebbe accadere dopo la sua morte. L'attore ha spiegato di essersi sottoposto a una procedura di digitalizzazione della propria immagine, già utilizzata da diversi colleghi, per garantire che eventuali impieghi futuri siano autorizzati e remunerati. In questo modo, chi volesse riprodurre le sue sembianze dovrebbe corrispondere un compenso destinato alla famiglia.
La scelta nasce dalle trasformazioni introdotte dall'intelligenza artificiale nel settore cinematografico. Tucci ne riconosce le potenzialità, ma non nasconde le preoccupazioni per gli sviluppi di una tecnologia che considera per certi aspetti spaventosa. Non ritiene, tuttavia, che gli interpreti possano essere definitivamente sostituiti dalle loro versioni virtuali. Secondo l'attore, dopo una prima fase di curiosità verso le nuove possibilità digitali, il pubblico tornerà a desiderare la presenza fisica degli artisti, favorendo anche una nuova stagione per il teatro.
Un'altra delle sue riflessioni riguarda il rapporto tra adolescenti e piattaforme digitali. Tucci riconosce che i social network abbiano offerto a molte persone strumenti per esprimersi e rendere visibile il proprio talento. Al tempo stesso, ritiene che un accesso troppo precoce possa compromettere il legame con la realtà quotidiana. Per questo sostiene che i ragazzi dovrebbero avvicinarsi ai social soltanto quando sono più grandi, evitando di costruire la propria formazione personale esclusivamente attraverso ciò che incontrano online.
Nel parlare delle nuove generazioni, l'attore rifiuta le generalizzazioni. Non considera i giovani complessivamente meno volenterosi rispetto al passato, ricordando che persone pigre e intraprendenti sono sempre esistite. La vera differenza, a suo giudizio, riguarda il peso assunto oggi dai dispositivi elettronici nelle relazioni e nella percezione del mondo.
Queste considerazioni accompagnano l'uscita di "Masterplan", il film disponibile su Prime Video nel quale Tucci interpreta Roger, un esperto ladro intenzionato a impossessarsi della Gioconda custodita al Louvre di Parigi. Per organizzare il furto coinvolge due giovani specialisti, interpretati da Simona Tabasco e Victor Belmondo, ai quali rivela un particolare destinato a cambiare il loro rapporto: è il padre che non hanno mai conosciuto.
La vicenda intreccia così il progetto criminale con un inatteso ricongiungimento familiare. Lavorare accanto a interpreti più giovani è stata un'esperienza piacevole per Tucci, che osserva con ironia come ormai questa caratteristica accomuni buona parte delle produzioni alle quali partecipa. Nella vita reale, però, non condivide le ambizioni del suo personaggio. Se dovesse immaginare un'opera d'arte da sottrarre, sceglierebbe una scultura di Alberto Giacometti, pur precisando che non commetterebbe mai un furto.
Sul piano professionale, l'attore arriva da un periodo particolarmente intenso, segnato anche da "Il Diavolo veste Prada 2" e dalle riprese della nuova stagione di "Tucci in Italy". Dopo tanti impegni, ha iniziato a ridurre il ritmo lavorativo e sta valutando con maggiore attenzione i progetti ai quali dedicarsi.
Un eventuale ritorno alla regia cinematografica non è escluso, ma richiederebbe una storia capace di coinvolgerlo al punto da fargli sentire la necessità di raccontarla personalmente. Più concreta appare invece la voglia di tornare a dirigere uno spettacolo a Broadway, esperienza già affrontata in passato e che Tucci vorrebbe ripetere. Una prospettiva coerente con la sua convinzione che, anche nell'epoca dell'intelligenza artificiale, l'incontro diretto tra attori e spettatori continuerà ad avere un valore particolare.
Masterplan Trailer Ufficiale Prime Video

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