Protesta dei Tir, il Garante sollecita la precettazione per sbloccare le consegne essenziali

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I blocchi dei Tir continuano a ostacolare le consegne di beni essenziali nonostante alcune sigle abbiano revocato la protesta. Il Garante sollecita interventi urgenti, mentre il governo vara aiuti per trasporti, agricoltura e pesca.

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La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha chiesto alle autorità competenti di intervenire per ripristinare la distribuzione dei beni di prima necessità, compromessa dal proseguimento dei blocchi stradali legati alla protesta degli autotrasportatori. Secondo il Garante, la situazione ha raggiunto un livello di criticità tale da rendere necessario il ricorso a provvedimenti urgenti, compresa la precettazione.

La richiesta arriva mentre una parte delle organizzazioni del settore ha già deciso di interrompere spontaneamente le mobilitazioni. La Commissione ha riconosciuto la collaborazione e il senso di responsabilità dimostrati da queste sigle, precisando però che in diverse zone del Paese continuano le interruzioni della circolazione, in violazione delle disposizioni di settore e del Codice di autoregolamentazione.

Il protrarsi delle iniziative sta provocando difficoltà negli approvvigionamenti, con possibili ripercussioni sulla disponibilità di prodotti indispensabili e sulla regolarità dei servizi. Il Garante ritiene che tali condotte determinino un pericolo grave e imminente per l'esercizio di diritti costituzionalmente tutelati, in particolare quelli relativi alla salute, alla sicurezza e alla libertà di circolazione.

La situazione è stata quindi formalmente segnalata alle autorità attraverso la procedura prevista dall'articolo 13, comma 1, lettera f, della legge 146 del 1990. L'obiettivo è ottenere l'adozione delle misure necessarie per consentire l'immediata ripresa delle forniture essenziali e delle attività indispensabili alla collettività.

Sul versante economico, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge contenente interventi urgenti per autotrasporto, agricoltura e pesca. Il provvedimento punta ad attenuare le conseguenze del rincaro dei Carburanti, sostenere la liquidità delle aziende e assicurare la continuità delle attività produttive. Le disposizioni riguardano anche il funzionamento del mercato dei trasporti e una maggiore tracciabilità delle operazioni.

Una delle misure destinate agli autotrasportatori riguarda i contratti di leasing dei mezzi utilizzati per l'attività professionale. Le imprese che effettuano trasporto merci per conto di terzi e risultano iscritte all'Albo nazionale degli autotrasportatori potranno richiedere la sospensione dei canoni fino al 31 marzo 2027. Durante questo periodo le operazioni di locazione finanziaria non potranno essere revocate e la scadenza contrattuale sarà posticipata per una durata equivalente alla sospensione concessa.

Per il comparto agricolo viene istituito un contributo a fondo perduto destinato a compensare parte delle maggiori spese sostenute per il carburante acquistato tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026. L'agevolazione potrà raggiungere 45 centesimi per litro, entro uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro. L'erogazione sarà affidata all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), che provvederà ad accreditare direttamente gli importi sui conti correnti delle imprese in possesso dei requisiti previsti.

Un intervento specifico interessa anche le aziende della pesca. Per gli acquisti di carburante effettuati nello stesso intervallo temporale è previsto un contributo a fondo perduto corrispondente al 10% della spesa sostenuta, con un limite complessivo di 10 milioni di euro.

Il decreto introduce infine una modifica agli obblighi di rendicontazione di sostenibilità disciplinati dal decreto legislativo 6 settembre 2024, numero 125. Per gli esercizi finanziari che iniziano tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2027, l'esonero riguarda le imprese con ricavi netti non superiori a 450 milioni di euro oppure con un numero di dipendenti non superiore a 1.000.

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