Concordato preventivo biennale 2026-2027, adesione entro il 2 novembre e requisiti da verificare

Notizia in breve

Per le partite IVA soggette agli ISA, il 2 novembre è l'ultimo giorno utile per aderire al concordato preventivo biennale 2026-2027. Prima di accettare la proposta del Fisco occorre verificare redditi, debiti e requisiti di accesso.

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Concordato preventivo biennale 2026-2027, adesione entro il 2 novembre e requisiti da verificare
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Le partite IVA interessate al concordato preventivo biennale hanno tempo fino a lunedì 2 novembre 2026 per comunicare all'Agenzia delle Entrate l'accettazione della proposta relativa ai periodi d'imposta 2026 e 2027. Il termine, inizialmente fissato al 31 ottobre, slitta di due giorni perché la scadenza ordinaria cade di sabato. La proroga riguarda i contribuenti il cui periodo d'imposta coincide con l'anno solare.

L'adesione permette di stabilire anticipatamente il reddito sul quale calcolare le imposte per il biennio, ma richiede una valutazione delle prospettive economiche dell'attività. Le disposizioni aggiornate sono contenute nella circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, con cui l'Agenzia delle Entrate ha riordinato le indicazioni operative, comprese le condizioni di accesso, le esclusioni e le procedure da seguire.

Il concordato preventivo biennale, introdotto dal decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13, è rivolto ai contribuenti che applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Il meccanismo prevede che l'Amministrazione finanziaria elabori una proposta utilizzando le informazioni delle dichiarazioni, gli indicatori fiscali e gli altri elementi disponibili nelle proprie banche dati.

La proposta riguarda il reddito prodotto attraverso attività d'impresa, arti o professioni e, quando applicabile, il valore della produzione netta ai fini IRAP. Una volta accettati, gli importi concordati costituiscono il riferimento per determinare le imposte interessate dall'accordo, secondo le disposizioni previste dalla normativa.

Il principale effetto riguarda le eventuali differenze tra i risultati economici effettivi e quelli concordati. Se durante il biennio l'attività consegue un reddito superiore alla previsione accettata, l'incremento non modifica automaticamente la base imponibile stabilita. Al contrario, una riduzione dei guadagni può comportare il pagamento delle imposte sul reddito concordato, salvo il verificarsi delle specifiche circostanze disciplinate dalla legge.

L'accordo non sostituisce gli ordinari adempimenti fiscali. Il contribuente deve continuare a rispettare gli obblighi dichiarativi e contabili previsti per la propria attività, mentre l'IVA resta soggetta alle consuete modalità di determinazione e versamento.

La possibilità di aderire non riguarda indistintamente tutti i titolari di partita IVA. Per il biennio 2026-2027 possono accedere i contribuenti ai quali si applicano gli ISA e che soddisfano le ulteriori condizioni richieste. Restano esclusi i soggetti in regime forfetario e quelli che non rientrano nell'ambito di applicazione degli indicatori rilevanti per il concordato.

Non è inoltre possibile sovrapporre due accordi relativi a periodi d'imposta coincidenti. Chi ha già aderito al concordato 2025-2026 dovrà quindi attendere il biennio successivo per un eventuale rinnovo. Possono invece presentare una nuova adesione per il 2026-2027 i contribuenti che hanno concluso il precedente accordo relativo al 2024-2025, purché conservino i requisiti necessari.

Tra le condizioni da esaminare rientrano anche i limiti dimensionali dell'attività. In particolare, i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro non rientrano nell'ambito ISA previsto per l'accesso al concordato.

Un altro controllo riguarda la posizione debitoria maturata fino al 31 dicembre 2025. La disciplina stabilisce una soglia complessiva di 5.000 euro per i debiti definitivi relativi ai tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate e ai contributi previdenziali. Nel calcolo non devono essere considerati, alle condizioni previste dalla normativa, gli importi sospesi o regolarmente rateizzati.

Il superamento della soglia non impedisce necessariamente l'adesione in via definitiva. Il contribuente può eliminare la causa ostativa versando la parte eccedente prima di accettare la proposta. Occorre inoltre verificare l'eventuale presenza di dichiarazioni omesse nei periodi d'imposta rilevanti e delle specifiche condanne per reati tributari o economici contemplate dalla disciplina.

Per il concordato 2026-2027 assume rilievo anche la composizione del reddito relativo al 2025. La presenza di redditi esenti o non imponibili superiori al 40% del reddito derivante dall'attività d'impresa o professionale costituisce un ulteriore elemento da valutare ai fini dell'accesso.

Per conoscere gli importi proposti dall'Amministrazione finanziaria è disponibile il software «Il tuo ISA 2026 CPB», attraverso il quale vengono inseriti i dati richiesti ed elaborata la proposta per le due annualità. Il contribuente può così confrontare il reddito prospettato dal Fisco con le proprie previsioni economiche prima di formalizzare l'adesione.

La comunicazione può essere trasmessa attraverso due procedure alternative. La prima consiste nell'invio contestuale alla dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello ISA collegato a Redditi 2026. La seconda consente una trasmissione autonoma del modello CPB, accompagnato dal solo frontespizio di Redditi 2026, con la compilazione dell'apposita sezione dedicata alla comunicazione.

Il termine del 2 novembre vale sia per le prime adesioni sia per i rinnovi del concordato 2024-2025. Per i soggetti con esercizio non coincidente con l'anno solare trova invece applicazione la scadenza specifica individuata in relazione alla chiusura del periodo d'imposta. Prima dell'invio è quindi necessario controllare la propria posizione fiscale e verificare che la proposta sia compatibile con l'andamento previsto dell'attività nel biennio.

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