Covid Stratus in Gran Bretagna, positività al 7% e i sintomi da riconoscere
In Gran Bretagna la circolazione del Covid è aumentata a settembre, con test positivi intorno al 7% e ricoveri in crescita. La variante Stratus resta sorvegliata, ma non risultano prove di una maggiore gravità della malattia.
La variante XFG del SARS-CoV-2, conosciuta anche come Stratus, è tra i ceppi maggiormente diffusi nel Regno Unito. I dati sanitari relativi a settembre 2026 indicano una ripresa della circolazione del virus, accompagnata da un aumento degli accessi ospedalieri. Le autorità britanniche precisano tuttavia che, allo stato attuale, non esistono elementi per considerare questa variante responsabile di forme di Covid più gravi rispetto a quelle associate agli altri ceppi circolanti.
Secondo i rilevamenti diffusi nel Paese, la percentuale di test positivi ha raggiunto circa il 7%, mentre il tasso dei ricoveri è cresciuto approssimativamente del 50% nel periodo considerato. L'incremento viene ricondotto alla maggiore diffusione complessiva dell'infezione, favorita anche dalle dinamiche stagionali, e non a una dimostrata maggiore aggressività di Stratus.
La sigla scientifica della variante è XFG, mentre il nome Stratus si è diffuso soprattutto nella comunicazione pubblica. Alcuni media utilizzano anche l'espressione «Covid americano», legata alla sua prima identificazione negli Stati Uniti. Il ceppo non rappresenta però una comparsa improvvisa: circola da circa un anno ed è già sottoposto alla sorveglianza sanitaria internazionale.
Per quanto riguarda le manifestazioni cliniche, uno dei disturbi segnalati con maggiore frequenza è un mal di gola particolarmente intenso. Molte persone descrivono inoltre sintomi simili a quelli di un forte raffreddore, con congestione nasale, tosse e malessere generale.
Tra gli altri segnali compatibili con l'infezione figurano mal di testa, febbre, stanchezza, dolori muscolari e alterazioni del gusto o dell'olfatto, fino alla loro temporanea perdita. Si tratta di manifestazioni già conosciute nelle precedenti fasi della pandemia, che non permettono da sole di distinguere Stratus dalle altre varianti del coronavirus.
Il dottor Donald Grant, consulente clinico di The Independent Pharmacy, richiama in particolare l'attenzione sulle persone anziane e sui soggetti con difese immunitarie compromesse, per i quali il rischio di sviluppare complicazioni rimane più elevato.
Un ulteriore disturbo riferito da alcune persone positive alla variante XFG riguarda gli occhi, con episodi di lacrimazione abbondante. Non si tratta tuttavia di una manifestazione esclusiva di Stratus: sintomi oculari sono stati osservati fin dalle prime fasi della pandemia e possono comparire anche in presenza di condizioni differenti.
La lacrimazione, considerata isolatamente, non costituisce quindi un elemento sufficiente per riconoscere un'infezione da Covid. Allergie e congiuntiviti possono provocare disturbi analoghi, rendendo necessario valutare l'insieme dei sintomi ed eventualmente ricorrere a un test diagnostico.
Il monitoraggio della variante prosegue mentre si avvicina la stagione fredda. Il quadro descritto dalle autorità sanitarie britanniche distingue l'aumento dei contagi e dei ricoveri dall'effettiva gravità clinica del ceppo, per la quale non sono state finora individuate prove di un peggioramento specifico.
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