Bonus affitto per genitori separati, domanda entro il 28 ottobre e rimborso fino a 6.000 euro
Per i genitori separati o divorziati che pagano un nuovo affitto, il contributo statale può arrivare a 500 euro mensili. La domanda va completata online entro mezzogiorno del 28 ottobre, rispettando precisi requisiti di reddito e alloggio.
Restano pochi giorni per accedere al sostegno abitativo previsto per i genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l'assegnazione della precedente casa familiare di proprietà. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fissato alle ore 12 di mercoledì 28 ottobre 2026 il termine ultimo per trasmettere le richieste. La procedura, disponibile dal 7 ottobre, si svolge esclusivamente attraverso la piattaforma telematica ministeriale.
L'agevolazione è rivolta a madri e padri che, dopo la separazione o il divorzio, devono sostenere un nuovo canone di locazione pur continuando a provvedere economicamente ai figli. Il contributo può rimborsare il 50% delle spese di affitto, entro il limite di 500 euro mensili e 6.000 euro complessivi all'anno.
Per finanziare l'intervento sono stati stanziati 20 milioni di euro per ciascuno degli anni compresi tra il 2026 e il 2028, per un totale di 60 milioni. Il raggiungimento dell'importo massimo dipende dalla spesa effettivamente sostenuta e dalle condizioni stabilite per l'accesso alla misura. Presentare la richiesta, inoltre, non garantisce automaticamente l'assegnazione del beneficio, che resta subordinata alla verifica dei requisiti e alla disponibilità delle risorse.
Uno degli elementi determinanti riguarda la situazione economica del richiedente. Il limite previsto è di 35.000 euro di reddito individuale, calcolato sulla base dell'ultima dichiarazione dei redditi. Non viene quindi utilizzato l'ISEE come parametro per stabilire il rispetto della soglia economica.
Per ottenere il bonus occorre essere in possesso di un provvedimento di separazione o divorzio e avere almeno un figlio a carico che, alla data del 7 ottobre 2026, non abbia ancora compiuto 21 anni. Il genitore deve inoltre risultare non assegnatario dell'abitazione familiare di proprietà e disporre di un contratto di affitto regolarmente registrato, intestato a proprio nome.
La disciplina introduce anche specifiche condizioni relative al patrimonio immobiliare. Non possono accedere al contributo i richiedenti che possiedono altri immobili residenziali nel Comune in cui si trova la precedente abitazione familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri. Fa eccezione l'eventuale proprietà della stessa casa familiare assegnata all'altro genitore.
È necessario, inoltre, essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli. Sono esclusi coloro che già percepiscono altri contributi pubblici con analoghe finalità di sostegno abitativo e i genitori assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Tutte le condizioni previste devono essere rispettate per poter beneficiare dell'intervento.
La richiesta si presenta tramite il servizio online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, utilizzando SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) oppure Carta nazionale dei servizi (CNS). Non sono previste modalità alternative di trasmissione.
Prima di accedere alla compilazione è utile raccogliere la documentazione necessaria, a partire dagli estremi del provvedimento di separazione o divorzio e del contratto di locazione registrato. Servono anche i dati anagrafici e fiscali del richiedente, le informazioni relative ai figli e gli elementi reddituali richiesti per verificare il diritto al contributo.
Ogni genitore che soddisfa le condizioni stabilite può inoltrare una sola istanza. Una volta completato l'inserimento dei dati e confermato l'invio, il sistema visualizza il numero identificativo della pratica accompagnato dalla dicitura «COMPLETATA». È possibile scaricare un riepilogo in formato PDF, da conservare come riscontro della trasmissione.
Occorre prestare particolare attenzione alla correttezza delle informazioni prima della conferma definitiva. Le domande già inviate, infatti, non possono essere successivamente modificate. Un controllo preventivo dei dati e delle dichiarazioni permette di ridurre il rischio di errori nella procedura.
La scadenza del 28 ottobre riguarda il completamento effettivo dell'invio telematico, non il semplice accesso alla piattaforma. Chi intende partecipare ha quindi tempo fino a mezzogiorno per perfezionare la richiesta. Presentarla con anticipo consente di affrontare eventuali difficoltà di autenticazione o compilazione senza arrivare a ridosso della chiusura.
Per chiarire dubbi sulle condizioni di accesso e sulle modalità operative, il Ministero ha pubblicato una sezione dedicata alle domande frequenti (FAQ). È inoltre disponibile il servizio di assistenza attraverso la casella di posta elettronica dedicata al contributo per i genitori separati.
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