Netanyahu accusa Mosca e Dugin, scontro sull'antisemitismo tra i giovani occidentali
Le accuse di Benjamin Netanyahu alla Russia aprono un nuovo fronte di tensione con Mosca. Il premier israeliano indica Aleksandr Dugin tra i responsabili della diffusione dell'antisemitismo in Occidente, ma il filosofo respinge ogni addebito.
La diffusione dell'antisemitismo negli ambienti della destra americana sarebbe alimentata anche da attività riconducibili alla Russia. È quanto sostiene il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha chiamato direttamente in causa Aleksandr Dugin, filosofo ultranazionalista russo vicino alle posizioni del presidente Vladimir Putin.
Le accuse sono state formulate durante un incontro con blogger russofoni tenutosi il 18 ottobre, secondo quanto riferito dai media israeliani e ucraini. Netanyahu è intervenuto rispondendo ad Arina Aminov, attivista che aveva criticato il limitato impiego della lingua russa nelle iniziative istituzionali israeliane contro l'antisemitismo.
Il premier ha attribuito una parte consistente dell'ostilità antiebraica in Occidente alle attività di strutture russe, indicando Dugin come una figura particolarmente influente nella diffusione di queste posizioni. A suo giudizio, il filosofo contribuirebbe soprattutto a orientare negativamente i giovani appartenenti alla destra statunitense.
Le dichiarazioni arrivano mentre i rapporti tra Israele e Russia attraversano una fase di crescente tensione. Nella stessa giornata del 18 ottobre, illustrando la nuova dottrina di sicurezza nazionale, Netanyahu aveva contestato a Mosca la collaborazione con l'Iran e la presunta presenza di reti di account automatizzati impegnati nella diffusione di propaganda antisemita contro lo Stato israeliano.
Il primo ministro aveva definito la cooperazione russo-iraniana contraria agli stessi interessi di Mosca, denunciando inoltre campagne condotte attraverso bot sui social network. Aveva precisato che Israele affronta direttamente questi argomenti con le autorità russe, confermando di mantenere un canale di comunicazione con Putin, al quale si rivolge quando lo ritiene necessario.
Alle parole di Netanyahu è seguita la risposta di Aleksandr Dugin, affidata a un lungo intervento pubblicato su X. Il filosofo ha respinto qualsiasi responsabilità nella diffusione dell'antisemitismo occidentale, distinguendo le proprie posizioni politiche dalle opinioni espresse dagli ambienti della destra internazionale.
Dugin ha ribadito la propria condanna delle operazioni israeliane contro i palestinesi, definite da lui un genocidio, confermando il sostegno alla posizione russa su Gaza e la propria vicinanza all'Iran. Ha tuttavia negato di aver contribuito a orientare contro Israele gli esponenti della destra mondiale, osservando che molti considerano lo Stato israeliano il loro principale avversario indipendentemente dalla sua influenza.
Nella replica ha inoltre descritto Netanyahu come un sostenitore radicale ed estremista della propria visione escatologica. Il filosofo ha concluso rifiutando l'etichetta di antisemita e sostenendo di non essere né all'origine dell'antisemitismo occidentale né un prodotto di tale fenomeno. Ha infine rivendicato il diritto all'esistenza di ebrei, palestinesi, iraniani e di tutte le popolazioni, senza distinzioni.
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