Vannacci attacca Zelensky a Strasburgo, dai 70 miliardi ai timori sui profughi

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Alla plenaria di Strasburgo Roberto Vannacci contesta la richiesta di 70 miliardi per Kiev e accusa Zelensky di usare il rischio di 20 milioni di profughi come pressione sull'Ue. Nel mirino anche le priorità di spesa della Commissione.

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La prospettiva di un nuovo esodo dall'Ucraina e la richiesta di ulteriori finanziamenti europei diventano motivo di scontro politico a Strasburgo. Durante la seduta plenaria del Parlamento europeo, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, accusa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di esercitare pressioni sull'Unione europea attraverso il possibile arrivo di milioni di rifugiati.

La polemica nasce dalle dichiarazioni rilasciate da Zelensky in occasione della sua visita a Bruxelles per il Consiglio europeo. Il presidente ucraino ha prospettato uno scenario nel quale, in caso di sconfitta militare di Kiev, fino a 20 milioni di cittadini potrebbero cercare rifugio nei Paesi europei per sfuggire all'avanzata delle forze russe. Un avvertimento che si accompagna alla richiesta di 70 miliardi di euro per sostenere l'Ucraina nel 2027.

Vannacci interpreta quelle parole come una forma di pressione politica. Nel suo intervento attribuisce a Zelensky un messaggio che sintetizza così: «O mi date 70 miliardi, o vi faccio invadere da 20 milioni di ucraini». Secondo l'eurodeputato, il presidente ucraino sarebbe passato dal presentare la resistenza di Kiev come una difesa della sicurezza europea all'utilizzare i propri cittadini per ottenere nuovi aiuti finanziari.

Il leader di Futuro Nazionale introduce quindi un paragone con Recep Tayyip Erdogan, richiamando gli accordi economici tra Bruxelles e Ankara per la gestione dei flussi migratori. Vannacci sostiene che la Commissione europea continui a versare alla Turchia un miliardo di euro all'anno per contenere gli arrivi e cita anche l'intervento militare turco a Cipro del 1974, contestando l'atteggiamento delle istituzioni comunitarie nei confronti del governo di Ankara.

Le critiche si spostano successivamente sulla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Vannacci contesta la proposta di aumentare il bilancio comunitario e denuncia il rischio di riduzioni dei fondi destinati alla Politica agricola comune per garantire ulteriori risorse al sostegno dell'Ucraina.

Nella sua ricostruzione, le scelte economiche dell'Unione non terrebbero sufficientemente conto delle difficoltà affrontate dai cittadini e dal sistema produttivo europeo. L'eurodeputato richiama il peso delle bollette, la chiusura delle imprese e i problemi delle famiglie nel sostenere le spese quotidiane, contrapponendo queste necessità alla disponibilità di finanziamenti per proseguire il conflitto.

La conclusione dell'intervento riguarda la prospettiva di una soluzione negoziata. Vannacci sostiene che, mentre per continuare a finanziare la guerra vengono individuate nuove risorse, mancherebbe la volontà politica di raggiungere un accordo. Il leader di Futuro Nazionale ribadisce così la propria posizione favorevole a una pace negoziata, anche se imperfetta, rispetto alla prosecuzione delle ostilità sostenute economicamente dall'Europa.

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