Sinner e Zangrillo insieme a Milano, le immagini di Chi e il percorso di cura del ginocchio
Tre incontri a Milano tra Jannik Sinner e Alberto Zangrillo documentano la vicinanza del medico durante il recupero del ginocchio. Dopo i consulti specialistici, il tennista prosegue gli accertamenti senza una data certa per il rientro.
Il recupero di Jannik Sinner passa anche dall'ospedale San Raffaele di Milano e dal rapporto con il professor Alberto Zangrillo. Le immagini in esclusiva sul Settimanale Chi documentano diversi incontri tra il tennista altoatesino e il medico, che lo avrebbe affiancato durante gli accertamenti legati al problema al ginocchio. Una frequentazione che sembra indicare un ruolo di fiducia nella gestione del percorso sanitario del campione, ancora lontano dalle competizioni.
Gli incontri documentati riguardano tre giornate di ottobre. Il 10 Sinner è arrivato a Palazzo Parigi, nel capoluogo lombardo, a bordo di un'automobile sulla quale viaggiava anche Zangrillo. Due giorni più tardi, il 12 ottobre, il professore era alla guida del Suv sul quale il tennista ha lasciato l'albergo con i bagagli. Il 17 ottobre, intorno alle 17, i due sono stati nuovamente avvistati insieme al ritorno nella stessa struttura.
Il rapporto tra Sinner e Zangrillo non sarebbe nato nelle ultime settimane. Già l'8 giugno, dopo le difficoltà fisiche accusate al Roland Garros, il tennista aveva trascorso due giorni al San Raffaele per sottoporsi ad alcuni controlli. Anche in quella circostanza il professore era stato visto al suo fianco. La collaborazione sarebbe proseguita nei mesi successivi, mentre le condizioni del ginocchio hanno progressivamente imposto modifiche alla programmazione sportiva.
Il percorso medico ha coinvolto anche altri specialisti. Tra questi figura Herbert Schoenhuber, ortopedico e medico dello sport, cofondatore della Physioclinic e conosciuto per aver seguito atleti come Alberto Tomba e Sofia Goggia. Sinner è stato inoltre visto alla clinica La Madonnina di Milano, un'altra delle strutture entrate nella ricostruzione degli accertamenti effettuati durante il periodo di inattività.
Un passaggio significativo risale al 2 ottobre, quando il campione si è recato a Lione per un consulto con Bertrand Sonnery-Cottet, specialista francese nella chirurgia e nella ricostruzione dei legamenti del ginocchio. La visita si inserisce nella ricerca di un percorso terapeutico adeguato a consentire il recupero senza compromettere la ripresa dell'attività agonistica.
Secondo la ricostruzione del Settimanale Chi, Sinner sarebbe tornato al San Raffaele anche nella prima settimana di ottobre, dopo il consulto francese e prima degli incontri documentati a Palazzo Parigi. L'ospedale milanese rappresenterebbe dunque una struttura già coinvolta negli approfondimenti clinici, non soltanto una possibile destinazione per eventuali valutazioni future.
La presenza di Alberto Zangrillo va considerata anche alla luce del suo incarico professionale. Il medico è primario di anestesia e rianimazione e Chief Clinical Officer del San Raffaele, con funzioni di coordinamento clinico. In passato ha seguito personalità come Silvio Berlusconi e Giorgio Armani. Non essendo un ortopedico, il suo possibile contributo alla vicenda di Sinner potrebbe riguardare soprattutto il coordinamento degli accertamenti e il ruolo di riferimento sanitario del tennista.
Per quanto riguarda il problema fisico, il quadro descritto è quello di una sindrome della bandelletta ileotibiale, associata a un processo infiammatorio nella regione laterale del ginocchio. Si tratta di una struttura fibrosa che si sviluppa lungo il lato esterno della coscia e raggiunge il ginocchio. Le sollecitazioni ripetute possono provocare irritazione dei tessuti e dolore, rendendo difficoltosa soprattutto un'attività sportiva caratterizzata da accelerazioni, frenate e continui cambi di direzione.
Le informazioni riportate indicano un percorso di recupero in evoluzione, ma non consentono di considerare definitivamente superato il problema. Non risultano conferme di un intervento chirurgico programmato e la ripresa degli allenamenti resta legata alla risposta del ginocchio alle terapie.
Tra le possibilità considerate nella ricostruzione di Chi figura anche quella di un recupero in tempo per le ATP Finals di Torino. Si tratta tuttavia di una prospettiva ipotetica, non di una data di rientro confermata. Le indicazioni sulla chiusura anticipata della stagione 2026 rendono necessario distinguere questa speranza dall'effettiva programmazione agonistica, che guarda al ritorno alle competizioni nel 2027.
L'incertezza sui tempi rappresenterebbe uno degli aspetti più difficili da affrontare per Sinner, costretto a prolungare l'assenza dai tornei dopo mesi di visite e trattamenti. La priorità rimane recuperare completamente la funzionalità del ginocchio e tornare ad allenarsi senza dolore, evitando di anticipare il rientro.
Gli incontri milanesi documentati dal Settimanale Chi aggiungono intanto un elemento alla ricostruzione del percorso sanitario del tennista. La presenza ripetuta di Zangrillo, insieme agli accertamenti effettuati al San Raffaele, lascia ipotizzare che il professore possa continuare ad accompagnare Sinner nelle prossime fasi del recupero, in collaborazione con gli specialisti impegnati nella valutazione del ginocchio.
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