Eros Michielin muore in moto a Tenerife, il viaggio con la madre e la nuova vita sull'isola

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Eros Michielin aveva lasciato il Trevigiano per iniziare una nuova vita a Tenerife, dove lavorava in un pub vicino all'oceano. Il 52enne è morto in un incidente in moto insieme a un amico. Il ricordo di chi lo conosceva e dei suoi viaggi.

Treviso
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A luglio aveva raccontato con entusiasmo di aver trovato lavoro in un locale a soli 200 metri dall'oceano. Per Eros Michielin, 52enne originario del territorio di Conegliano, Tenerife rappresentava la possibilità di vivere seguendo le proprie passioni. Quel nuovo capitolo si è interrotto tragicamente nella notte di domenica, quando un incidente motociclistico è costato la vita a lui e a un amico.

Lo schianto è avvenuto intorno alle 2.50 lungo l'autostrada TF-1, al chilometro 52, sulla carreggiata in direzione sud, nel territorio comunale di Granadilla de Abona. Ricevuta la segnalazione, il Centro di Coordinamento delle Emergenze e della Sicurezza (Cecoes) 112 ha mobilitato i soccorritori. All'arrivo delle squadre, tuttavia, per entrambi gli uomini non c'era più nulla da fare.

Michielin si era stabilito sull'isola spagnola circa un anno prima, dopo aver ceduto la birreria Il Maltese di Parè, nei pressi di Conegliano, in provincia di Treviso. Il locale era diventato negli anni un punto di ritrovo per chi apprezzava le sue birre artigianali, la cucina aperta fino a tardi e soprattutto la compagnia del titolare, conosciuto per il carattere allegro e la disponibilità a intrattenersi con i clienti.

Prima dell'esperienza nella ristorazione aveva lavorato, negli anni Novanta, nello stabilimento Electrolux di Susegana. Anche tra gli ex colleghi aveva conservato numerose amicizie. La voglia di viaggiare lo aveva poi accompagnato attraverso esperienze in moto e in camper, fino alla decisione di trasferirsi alle Canarie. Sui social condivideva spesso fotografie, racconti e momenti della sua quotidianità, ripetendo una frase che considerava una sorta di filosofia personale: «La vita è troppo breve per essere anche tristi».

Tra le esperienze più significative degli ultimi mesi c'era stato un lungo viaggio affrontato insieme alla madre malata. Alla fine di luglio Michielin aveva descritto un itinerario di 3.600 chilometri, dei quali 1.900 percorsi in moto, attraverso la Maremma e la Spagna. Un'avventura impegnativa soprattutto per la donna, che aveva comunque scelto di accompagnarlo.

Nel racconto pubblicato online ricordava le difficoltà incontrate lungo il percorso, dai tratti attraversati con temperature di 45 gradi ai successivi 60 chilometri affrontati con appena 8 gradi. Madre e figlio avevano pernottato in alberghi di diverse categorie, in un appartamento e persino in un ostello. Paesaggi di uliveti e aranceti, incendi incontrati lungo la strada e continui cambiamenti di programma avevano reso quell'esperienza particolarmente intensa.

Il pensiero più affettuoso era rivolto proprio alla madre, che aveva trovato la forza di affrontare il viaggio e di condividere con lui tanti giorni consecutivi. «Da quando avevo 14 anni ho viaggiato per mezzo mondo, ma questo è stato il viaggio più bello della mia vita», aveva scritto Eros, ringraziandola per il coraggio e per gli abbracci ricevuti durante il tragitto.

Un episodio precedente lo aveva visto invece bloccato a Doha, in Qatar, durante gli attacchi iraniani dello scorso marzo. In quell'occasione Michielin aveva pubblicamente ringraziato Alberto Stefani e Luca Zaia per essersi interessati alla situazione, sollecitando un intervento attraverso la Farnesina e l'ambasciata italiana. Nell'attesa del rimpatrio, Qatar Airways aveva assicurato a lui e ad altri viaggiatori beni di prima necessità, sistemazione alberghiera e trasferimenti fino alla disponibilità di un volo per il rientro.

La notizia della sua morte ha raggiunto anche gli ex colleghi di Susegana. Nel gruppo social Skatenati Electrolux è comparso un messaggio che ripercorre proprio il viaggio con la madre, ricordato come una delle ultime felici follie raccontate da Eros. Nel saluto viene descritto come un uomo solare, irrequieto e brillante, capace di trasmettere agli altri il proprio entusiasmo.

Anche l'amico Stefano Zuccolotto ha voluto ricordarlo attraverso un'immagine legata alla sua personalità e al passato da gestore della birreria: «Il sole dentro la birra». Poche parole per descrivere una persona simpatica, divertente e piena di energia, rimasta nella memoria di quanti avevano condiviso con lui un tratto di strada.

Al momento non sono state comunicate informazioni sulla data dei funerali del 52enne. La sua scomparsa lascia un vuoto tra le persone che lo avevano conosciuto nel Coneglianese e tra gli amici incontrati durante una vita trascorsa fra lavoro, viaggi e nuove esperienze.

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