Nozze annullate dopo la morte del fidanzato, Zoe Vandeloo chiede indietro 14mila euro

Notizia in breve

Dopo la morte improvvisa del fidanzato, Zoe Vandeloo ha chiesto la restituzione di circa 14.200 euro versati per le nozze in Texas. La struttura richiama il contratto e la controversia è arrivata in tribunale, con una controcausa.

Texas
Nozze annullate dopo la morte del fidanzato, Zoe Vandeloo chiede indietro 14mila euro
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Una cerimonia prevista per il 20 novembre, oltre 14mila euro già versati e una controversia giudiziaria nata dopo un lutto improvviso. In Texas, Zoe Vandeloo ha avviato un'azione legale contro la società che gestisce la location scelta per il suo matrimonio con Diego Hernandez, morto il 25 aprile all'età di 25 anni. La giovane chiede la restituzione dell'intera somma pagata per un ricevimento che, dopo la scomparsa del compagno, non potrà più svolgersi.

La vicenda è stata ricostruita da People attraverso gli atti giudiziari e le dichiarazioni delle parti coinvolte. Il contratto risale a marzo 2025, quando la coppia aveva prenotato la struttura versando una prima caparra di circa 890 euro. Nei tredici mesi successivi, i pagamenti avevano raggiunto complessivamente circa 14.200 euro.

La morte inattesa di Hernandez ha interrotto ogni preparativo. Secondo quanto riportato nella citazione presentata da Vandeloo, non si è trattato di una normale cancellazione o di un ripensamento, ma di un evento che ha reso impossibile celebrare le nozze.

La famiglia ha contattato la struttura appena due giorni dopo il decesso. A scrivere è stata inizialmente la sorella della futura sposa, che ha ricevuto risposte differenti dalle due interlocutrici. La responsabile dell'organizzazione dell'evento avrebbe assicurato nel giro di pochi minuti un rimborso integrale. La proprietaria, pur manifestando dispiacere per la perdita, ha invece comunicato che la società non poteva restituire il denaro, richiamando le condizioni di cancellazione sottoscritte dagli sposi.

L'unica possibilità prospettata dalla titolare era un eventuale rimborso parziale nel caso in cui la data del ricevimento fosse stata assegnata a un'altra coppia. Una soluzione presentata come concessione volontaria della struttura e non come obbligo previsto dal contratto.

Nei giorni successivi anche la madre di Hernandez ha iniziato a rivolgersi alla società. Il 7 maggio la proprietaria le ha scritto che, qualora fossero proseguite quelle che definiva comunicazioni ostili e attacchi personali da parte della famiglia, avrebbe ritirato completamente la disponibilità a concedere un rimborso discrezionale.

Nella stessa giornata Zoe Vandeloo ha inviato un messaggio direttamente alla titolare, chiedendo comprensione per la propria situazione. «Non chiedo l'impossibile. Chiedo soltanto umanità nel momento peggiore della mia vita», ha scritto la giovane.

Il tentativo di ottenere una soluzione senza ricorrere al tribunale è proseguito fino a giugno, quando Vandeloo ha inoltrato una richiesta formale per recuperare tutti i soldi versati. Nella comunicazione ha contestato la possibilità che la società trattenesse il pagamento dopo la morte del futuro sposo, definendola un arricchimento ingiusto legato a una tragedia personale. Ha quindi concesso due settimane per risolvere la questione, annunciando in caso contrario un'azione giudiziaria.

Il 24 luglio è stata depositata la causa. Nell'atto, la donna sostiene che la clausola contrattuale invocata dalla struttura non dovrebbe essere applicata allo stesso modo a chi decide volontariamente di annullare un matrimonio e a chi perde improvvisamente il proprio compagno. La richiesta rivolta al giudice riguarda la restituzione delle somme pagate per la cerimonia.

La società che gestisce la location ha fornito a People una ricostruzione diversa. Attraverso il proprio avvocato, ha espresso cordoglio per la vicenda, sostenendo di aver già affrontato in passato situazioni analoghe e di aver sempre riconosciuto rimborsi integrali alle famiglie colpite da lutti improvvisi, anche quando le condizioni contrattuali non lo prevedevano.

Secondo la versione della struttura, una procedura per restituire il denaro a Vandeloo era già stata avviata prima del deposito della citazione. La decisione della giovane di rivolgersi al tribunale avrebbe però complicato la gestione della pratica.

La controversia si è ulteriormente ampliata il 17 agosto, quando la società ha presentato una controcausa per presunta violazione del contratto. Nei documenti esaminati da People, la struttura afferma di essersi mostrata disponibile a negoziare il saldo residuo, ma sostiene che Vandeloo non avrebbe fornito alcuna documentazione attestante la morte del fidanzato, preferendo procedere per vie legali.

Il legale della giovane contesta questa ricostruzione. Afferma di aver tentato di trasmettere il certificato di morte agli avvocati della società senza ottenere risposta. Restano dunque contrapposte le versioni delle parti, mentre la richiesta di rimborso dei circa 14.200 euro è diventata oggetto di una disputa giudiziaria.

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