Blocco dei tir, impianti alimentari fermi e forniture a rischio nei supermercati del Sud
I blocchi dei tir contro il caro carburanti mettono in difficoltà la filiera alimentare, soprattutto al Sud. Per i prodotti freschi si registrano problemi nelle consegne e nell'arrivo delle materie prime, con alcuni impianti già fermi.
Le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori contro il caro Carburanti stanno producendo conseguenze sulla distribuzione commerciale, con difficoltà crescenti soprattutto nelle regioni meridionali. In alcune aree le aziende alimentari hanno dovuto interrompere la produzione, mentre nei supermercati iniziano a registrarsi carenze di prodotti. Il protrarsi dei blocchi potrebbe aggravare ulteriormente la situazione nei prossimi giorni.
A segnalare le criticità è Unione Italiana Food, associazione aderente a Confindustria, che richiama l'attenzione sulle difficoltà delle imprese impegnate nella lavorazione di alimenti deperibili. I problemi riguardano sia l'arrivo delle materie prime negli stabilimenti sia il trasporto dei prodotti finiti verso i punti vendita. Particolarmente esposti sono gli alimenti di IV gamma, come le verdure fresche già lavate e confezionate, e le altre merci caratterizzate da una breve durata commerciale.
In alcune delle zone maggiormente coinvolte dalle mobilitazioni, l'impossibilità di garantire il regolare approvvigionamento ha già determinato il fermo degli impianti produttivi. Le conseguenze si stanno trasferendo alla rete distributiva, con ripercussioni sulla disponibilità degli alimenti destinati a negozi e supermercati.
La protesta, iniziata la scorsa settimana, potrebbe proseguire fino al 27 ottobre. Unione Italiana Food guarda quindi al tavolo di confronto annunciato dal ministro Matteo Salvini per martedì 20 ottobre, auspicando un intervento capace di ristabilire condizioni operative regolari per produttori di materie prime, industrie di trasformazione e imprese di autotrasporto.
L'allarme arriva anche da Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto. Secondo Russo, le interruzioni della circolazione delle merci stanno interessando diverse parti del Paese, con effetti particolarmente rilevanti nel Mezzogiorno. Alle difficoltà nella distribuzione degli alimenti freschi si aggiungono quelle relative ad altre categorie merceologiche, tra cui elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo.
Il rappresentante delle due organizzazioni avverte che un prolungamento dei blocchi rischia di compromettere la continuità delle forniture, aumentando le perdite economiche delle imprese e creando ulteriori disagi per i consumatori. Una situazione che coinvolge non soltanto gli operatori del trasporto, ma anche produttori, commercianti e famiglie.
Russo riconosce le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con rincari del carburante e dell'energia giudicati ormai insostenibili, e ribadisce la necessità di misure urgenti a sostegno del comparto. Allo stesso tempo, ritiene indispensabile tutelare la libera circolazione delle merci, affinché gli effetti della mobilitazione non compromettano l'attività delle altre imprese.
L'incontro del 20 ottobre con Salvini rappresenta dunque un passaggio atteso dalle organizzazioni di categoria. Conftrasporto auspica risposte immediate alle richieste degli autotrasportatori e condizioni che consentano una rapida rimozione dei blocchi. L'obiettivo indicato da Russo è impedire che le difficoltà del settore si estendano all'intera filiera commerciale, aggravando i problemi di approvvigionamento per negozi, supermercati e consumatori.
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