Pino Daniele, Amanda Bonini critica il film 'Je so' pazzo' e il ritratto delle zie
Amanda Bonini contesta la rappresentazione di Pino Daniele nel film 'Je so' pazzo'. L'ultima compagna del musicista critica soprattutto il ritratto delle zie, le abitudini a tavola e alcuni gesti con la chitarra, lontani dai suoi ricordi.
Una ricostruzione che, secondo Amanda Bonini, restituisce un'immagine profondamente diversa dall'uomo che ha conosciuto. L'ultima compagna di Pino Daniele ha affidato a un lungo post sui social le proprie considerazioni su 'Je so' pazzo', il film diretto da Nicola Prosatore che racconta la vita del musicista napoletano, interpretato da Massimiliano Caiazzo. Una visione dalla quale Bonini racconta di essere uscita amareggiata, soprattutto per alcune scelte nella caratterizzazione del protagonista e delle persone che hanno contribuito alla sua crescita.
Tra gli aspetti che l'hanno maggiormente colpita c'è la rappresentazione delle zie di Pino Daniele, descritte nella pellicola attraverso caratteristiche che Bonini considera estranee alla realtà. Nel suo intervento le paragona, per come appaiono sullo schermo, a un incrocio tra le sorellastre di Cenerentola e Crudelia De Mon. Una scelta che l'ha lasciata «impietrita», anche per il modo in cui vengono apostrofate.
Bonini ricorda infatti il legame di riconoscenza che il cantautore nutriva nei loro confronti. Erano state proprio le zie a occuparsi della sua educazione e a offrirgli la possibilità di studiare e formarsi. Da loro, aggiunge, Pino aveva imparato anche ad avere attenzione per gli altri. Per questo sentirle definire «arpie» l'ha lasciata particolarmente interdetta.
Le contestazioni riguardano anche numerosi dettagli della figura del musicista. Bonini racconta di essere rimasta «sconcertata» vedendo il personaggio maneggiare la chitarra con le mani sporche e le unghie nere. Un comportamento che, sostiene, non sarebbe mai appartenuto a Daniele, estremamente rispettoso del proprio strumento.
Altrettanto distante dai suoi ricordi sarebbe il rapporto con il cibo mostrato nel film. Pur essendo un amante della buona cucina, Pino non avrebbe avuto gli atteggiamenti attribuiti al protagonista. Bonini contesta in particolare alcune scene che lo presentano mentre mangia in maniera scomposta, quasi cercando consolazione nel cibo. L'immagine dei friarielli che gli pendono dalla bocca, scrive, ha ferito il ricordo che conserva di lui.
Anche l'aspetto fisico e il modo di esprimersi finiscono tra gli elementi criticati. Secondo Bonini, il cantautore non era un uomo trasandato, né aveva la parlata impastata proposta nella pellicola. Lo descrive piuttosto come una persona dalla corporatura imponente e dalle spalle larghe, senza la pancia pronunciata e l'andatura con cui viene rappresentato sullo schermo.
Le sue osservazioni, precisa, non intendono colpire Massimiliano Caiazzo. Bonini riconosce quanto sia difficile interpretare una personalità complessa come quella di Pino Daniele e ritiene che il giovane attore abbia lavorato seguendo una costruzione del personaggio condizionata, a suo giudizio, da percezioni altrui non corrispondenti alla realtà.
Prima di entrare in sala, racconta, sperava di ritrovare sullo schermo episodi che il musicista le aveva narrato personalmente. L'attesa si è però trasformata in delusione. Bonini arriva a sostenere che lo stesso Pino sarebbe «inorridito» davanti a una simile rappresentazione della propria vita.
Il suo giudizio conclusivo è netto. A suo avviso, chi vedrà 'Je so' pazzo' non incontrerà il Pino Daniele che lei ha conosciuto, ma una versione deformata e non conforme alla persona reale. Una distanza tra memoria privata e racconto cinematografico che sintetizza nell'amarezza provata all'uscita dalla sala, chiudendo il suo intervento con una sola parola: «Peccato».
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