Herpes neonatale, la madre di Magnolia racconta i sintomi ignorati prima della morte

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La piccola Magnolia è morta dieci giorni dopo la nascita per un'infezione da herpes neonatale. La madre racconta di aver segnalato fin dal parto dolorose lesioni alla bocca, inizialmente attribuite a cambiamenti ormonali.

Staffordshire
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Una serie di sintomi inizialmente ricondotti a disturbi comuni dei primi giorni di vita, seguita da un rapido peggioramento e dalla diagnosi di un'infezione da HSV-1 ormai diffusa nell'organismo. È quanto racconta Meg Edmonds, 22 anni, madre della piccola Magnolia, chiamata affettuosamente Maggie, morta l'11 febbraio dopo dieci giorni di vita. La giovane ha affidato al Daily Mail la propria testimonianza, ricostruendo le condizioni della bambina e le segnalazioni rivolte al personale sanitario.

Edmonds vive a Rugeley, nello Staffordshire, insieme al compagno Ben Brookes, 27 anni, e all'altra figlia della coppia, di due anni e mezzo. Il giorno della nascita di Maggie aveva sviluppato numerose lesioni sulle labbra e all'interno della bocca, accompagnate da gonfiore e dolore anche durante l'assunzione di cibo e acqua. Temendo che si trattasse di herpes labiale, aveva chiesto chiarimenti agli operatori sanitari. Secondo il suo racconto, le era stato risposto che il problema poteva dipendere dagli ormoni oppure da una scarsa idratazione.

La neonata, intanto, sembrava inizialmente stare bene. Durante le prime 48 ore si alimentava regolarmente ed era reattiva. Dal terzo giorno, però, aveva cominciato a dormire molto più del normale, senza svegliarsi spontaneamente per mangiare. Nei giorni successivi erano comparsi altri segnali, tra cui difficoltà respiratorie, un pianto insolitamente debole e acuto, un'eruzione cutanea sul torace e un disturbo a un occhio. Le sue condizioni erano poi peggiorate ulteriormente, fino a presentare pelle fredda e grigiastra.

I genitori sostengono di aver segnalato ripetutamente questi cambiamenti, sia durante i controlli domiciliari sia in ospedale. Le spiegazioni ricevute, riferiscono, riguardavano soprattutto le difficoltà nell'allattamento, la perdita di peso e l'ittero neonatale. Nel frattempo anche le condizioni di Meg erano cambiate: le lesioni dolorose si erano manifestate sui capezzoli, rendendo la poppata estremamente difficile. La giovane aveva quindi continuato a estrarre il latte, seguendo le indicazioni ricevute per favorire l'alimentazione della bambina.

Il trasferimento di Maggie in terapia intensiva pediatrica è avvenuto quando l'infezione aveva già raggiunto diversi organi, compromettendone il funzionamento. Gli accertamenti hanno individuato il virus herpes simplex di tipo 1, responsabile di una forma disseminata di herpes neonatale. Nonostante le cure, la piccola ha avuto un arresto cardiaco ed è morta tra le braccia dei genitori.

Soltanto quel giorno, riferisce Edmonds, le sarebbe stato spiegato che le lesioni comparse durante il parto erano verosimilmente riconducibili a un'infezione primaria da herpes, ossia al primo incontro dell'organismo con il virus. Una condizione nella quale la contagiosità può essere particolarmente elevata. La donna precisa, tuttavia, di non aver mai ricevuto una diagnosi formale relativa alla propria infezione.

Dopo la perdita della figlia, Meg ha cercato di comprendere come potesse essere avvenuta la trasmissione. La sua ipotesi è che il virus sia stato trasferito accidentalmente dalla bocca al capezzolo e che Magnolia possa aver contratto l'infezione durante l'allattamento. Si tratta di una ricostruzione personale, non di una modalità di contagio accertata nel caso specifico. La giovane racconta quanto sia difficile convivere con la possibilità di aver involontariamente trasmesso il virus alla bambina.

L'HSV-1 è estremamente diffuso nella popolazione. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, circa due persone su tre al di sotto dei 50 anni convivono con questo virus, che negli adulti provoca generalmente manifestazioni lievi, come l'herpes labiale, oppure rimane privo di sintomi evidenti. Nei neonati, invece, l'infezione può assumere forme molto gravi a causa dell'immaturità del sistema immunitario.

Attraverso la propria testimonianza, Edmonds vuole richiamare l'attenzione su un rischio che, prima della nascita di Magnolia, né lei né le persone a lei vicine conoscevano. La madre afferma di non sapere nemmeno quando abbia contratto l'HSV-1, perché non ricorda contatti con persone che presentassero evidenti manifestazioni di herpes labiale. È proprio la possibilità che il virus circoli anche senza lesioni visibili, spiega, uno degli aspetti che vorrebbe far conoscere agli altri genitori.

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