Schlein si candida premier, ma chiede agli alleati prima un programma condiviso

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Elly Schlein mette la propria candidatura a Palazzo Chigi sul tavolo dell'alleanza progressista, senza vincolarla alle primarie. Prima della scelta sulla leadership chiede un programma comune costruito anche fuori dalle sedi dei partiti.

Elly Schlein
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La disponibilità a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni politiche diventa ufficiale. Elly Schlein sceglie l'Assemblea nazionale del Partito democratico, riunita il 18 ottobre alla Nuvola di Roma, per annunciare la propria candidatura alla presidenza del Consiglio. Una decisione comunicata al termine di un intervento durato oltre un'ora e mezza e accolta dai delegati con una lunga standing ovation.

La segretaria dem chiarisce di essere pronta ad assumere la guida della coalizione indipendentemente dalla scelta di organizzare le primarie. Il percorso indicato, tuttavia, prevede prima la definizione di una proposta politica condivisa e successivamente l'individuazione della leadership. Chi si candida a governare, sostiene Schlein, deve rappresentare l'intero schieramento progressista e non soltanto il proprio partito.

Sulle eventuali primarie la posizione resta favorevole. Schlein non considera il voto degli elettori un ostacolo e auspica, qualora gli alleati decidessero di ricorrervi, una consultazione capace di coinvolgere ampiamente la base del centrosinistra. La disponibilità personale alla candidatura, dunque, non viene subordinata al metodo con cui la coalizione sceglierà il proprio rappresentante.

Il progetto politico delineato dalla segretaria parte dai risultati ottenuti dal Pd negli ultimi tre anni. Proprio alla Nuvola, il 12 marzo 2023, aveva preso avvio il suo percorso alla guida del partito. Da allora, ricorda Schlein, gli obiettivi dichiarati erano due: ricomporre le divisioni interne e costruire un'alleanza progressista capace di competere con il centrodestra. Due traguardi che considera raggiunti, richiamando le esperienze amministrative nelle città e nelle regioni dove le forze di opposizione governano insieme.

La costruzione del programma, secondo la leader democratica, dovrà ora coinvolgere tutti i soggetti della coalizione, senza limitarsi a un accordo tra le rispettive segreterie. Schlein propone un confronto aperto con cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali, categorie produttive, terzo settore e amministratori locali. L'obiettivo dichiarato è ampliare ulteriormente il perimetro dell'alleanza, evitando che la discussione sulle candidature preceda quella sulle priorità di governo.

Un primo passaggio potrebbe arrivare dalla proposta di Alleanza Verdi e Sinistra di organizzare una manifestazione unitaria dedicata al costo della vita, agli stipendi e alla giustizia sociale. Schlein accoglie l'invito e collega l'iniziativa alle mobilitazioni che stanno attraversando il Paese, chiedendo alla politica di ascoltare le difficoltà di lavoratori, studenti e famiglie.

La scelta di affidare l'apertura dell'assemblea ad alcuni rappresentanti di queste realtà assume anche un significato politico. La segretaria accusa Giorgia Meloni di non prestare sufficiente attenzione alle richieste provenienti dalle piazze e critica quella che definisce TeleMeloni, sostenendo che le proteste non ricevano un'adeguata rappresentazione nell'informazione televisiva.

Schlein interviene anche sugli scontri delle ultime ore, distinguendo nettamente le manifestazioni pacifiche dagli episodi di violenza. Ribadisce la condanna del Pd nei confronti dei responsabili dei disordini, ma contesta il tentativo, a suo giudizio, di utilizzare quegli episodi per delegittimare le rivendicazioni di chi protesta senza ricorrere alla violenza.

Il confronto con il governo entra poi nel merito delle difficoltà economiche. La segretaria richiama l'aumento dei carburanti, il peso degli affitti nelle città e le conseguenze del caro energia sui bilanci familiari e sulle attività produttive. A Meloni rimprovera soprattutto il ritardo nell'affrontare il problema dei prezzi del gas, ricordando che il Pd aveva avanzato già ad aprile una proposta per introdurre un tetto sul modello adottato in Spagna.

Secondo Schlein, un intervento anticipato avrebbe potuto contenere i costi sostenuti da famiglie e imprese. La leader democratica respinge inoltre la lettura positiva offerta dal governo sul recente confronto con la Commissione europea e critica la premier per aver ringraziato le grandi società energetiche anziché riconoscere, nelle sue parole, i sacrifici affrontati dai cittadini.

Il riferimento alla Spagna offre alla segretaria anche l'occasione per esprimere solidarietà a Pedro Sanchez, ringraziandolo per il sostegno ricevuto. Schlein considera l'esperienza del governo spagnolo una dimostrazione della possibilità di tradurre le politiche progressiste in risultati concreti e interpreta gli attacchi rivolti al premier socialista anche alla luce delle sue scelte politiche.

Nel bilancio dell'attuale legislatura, il giudizio della leader dem sull'esecutivo italiano è particolarmente severo. Schlein definisce quello di Meloni il governo più longevo ma anche il più inconcludente, sostenendo che una maggioranza parlamentare così ampia avrebbe potuto realizzare riforme incisive. A suo avviso, invece, non sono arrivate risposte sufficienti alle difficoltà di chi lavora, studia o produce.

Da qui anche la richiesta di tornare alle urne quanto prima. La segretaria sostiene che il centrosinistra abbia le condizioni per vincere le prossime elezioni anche con la nuova legge elettorale, la cui modifica viene interpretata come un segnale della preoccupazione del centrodestra davanti alla maggiore competitività delle opposizioni.

Nel discorso trova spazio anche una rivendicazione personale. Schlein ricorda le previsioni di chi, dopo la sua elezione, immaginava una nuova frattura nel Pd oppure una permanenza di pochi mesi alla segreteria. Rivendica invece la continuità del mandato e il lavoro svolto per consolidare un partito che considera oggi più coeso, pur nella pluralità delle sue posizioni.

La candidata alla presidenza del Consiglio respinge anche l'idea che la leadership debba rispondere a caratteristiche prestabilite. Richiamando il proprio percorso di donna quarantenne, libera e distante da alcuni modelli tradizionali della politica, presenta la candidatura come espressione dell'autonomia del Pd e della volontà dei suoi iscritti ed elettori. Una sfida che collega anche alle aspirazioni di quanti, nel proprio percorso personale, si sono sentiti giudicare non adeguati.

Agli esponenti del partito chiede di non lasciarsi condizionare dalle critiche che accompagneranno l'avvicinamento alle elezioni. Schlein ritiene che una parte dei gruppi di potere non guardi con favore alla possibilità di un governo progressista e ribadisce l'intenzione di portare avanti una proposta politica di sinistra, senza adattarla alle aspettative di chi vorrebbe una leadership diversa.

Il prossimo appuntamento organizzativo annunciato riguarda gli amministratori locali. Il 27 e 28 novembre si terrà la seconda grande assemblea del Pd interamente dedicata a sindaci, amministratrici e amministratori. La segretaria vuole valorizzarne l'esperienza nella preparazione del programma dell'alleanza, richiamando la presenza diffusa del partito nelle amministrazioni comunali italiane.

La riunione romana segna così il passaggio dalla ricostruzione del Pd alla preparazione della sfida per Palazzo Chigi. Schlein mette a disposizione la propria candidatura, lascia aperta la strada delle primarie e affida agli alleati una proposta precisa: definire insieme le priorità dell'alternativa, coinvolgere il Paese nella loro elaborazione e presentarsi alle elezioni con una coalizione unita.

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