Presunti maltrattamenti in un asilo del Napoletano, otto audio consegnati dai genitori

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Una ventina di famiglie del Napoletano ha consegnato ai carabinieri otto registrazioni raccolte in una scuola dell'infanzia. La denuncia nasce dai cambiamenti nel comportamento di un bimbo di due anni e dai contenuti degli audio.

Napoli
Presunti maltrattamenti in un asilo del Napoletano, otto audio consegnati dai genitori
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Otto file audio registrati il 15 ottobre all'interno di una scuola dell'infanzia in provincia di Napoli sono stati consegnati ai carabinieri da una ventina di genitori, che chiedono di accertare eventuali maltrattamenti ai danni dei propri figli. Nel materiale, secondo quanto riferito dalle famiglie, si distinguerebbero minacce pronunciate da alcune insegnanti, rumori riconducibili a schiaffi e il pianto prolungato dei bambini.

La vicenda ha avuto origine dalle preoccupazioni di una madre per il comportamento del figlio di appena due anni. Il piccolo aveva cominciato a manifestare atteggiamenti insoliti: si copriva le orecchie quando sentiva parlare gli adulti, tendeva a punirsi da solo e mostrava irregolarità nel sonno. Segnali che hanno spinto la donna a cercare di comprendere cosa accadesse durante le ore trascorse a scuola.

La madre ha quindi nascosto un dispositivo di registrazione nello zaino del bambino, raccogliendo alcune conversazioni avvenute all'interno dell'istituto. Gli audio sono stati successivamente condivisi nel gruppo WhatsApp delle mamme, che hanno ascoltato le frasi attribuite al personale scolastico.

Tra le espressioni registrate figurerebbero «Ti rompo la testa», «ti scamazzo», termine dialettale che significa schiacciare, e «adesso le buschi». Alle parole si accompagnerebbero ulteriori improperi, suoni compatibili con schiaffi e pianti dei piccoli. Saranno gli accertamenti a dover chiarire l'esatta dinamica degli episodi e le eventuali responsabilità.

Dopo essersi confrontate sul contenuto delle registrazioni, le famiglie hanno deciso di non accompagnare i figli a scuola venerdì 16 ottobre. Le madri si sono invece riunite davanti all'istituto per chiedere spiegazioni alle insegnanti, senza ottenere le risposte richieste.

Da qui la decisione di rivolgersi direttamente ai carabinieri. Assistiti dall'avvocato Francesco Petruzzi, i genitori hanno formalizzato la denuncia e messo a disposizione dei militari tutti e otto i file audio raccolti.

La richiesta delle famiglie è verificare se i bambini abbiano subito condotte riconducibili a maltrattamenti durante la permanenza nella scuola dell'infanzia. Le registrazioni costituiscono il materiale consegnato a sostegno della denuncia, mentre spetta agli investigatori ricostruire i fatti e accertare quanto realmente accaduto.

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