Schlein punta a Palazzo Chigi, candidatura anche senza primarie e programma aperto ai territori

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Elly Schlein conferma la disponibilità a guidare il centrosinistra alle prossime elezioni anche senza primarie. All'assemblea del Pd a Roma rilancia un programma costruito con cittadini e territori e chiede al governo di tornare al voto.

Elly Schlein
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La corsa del Partito Democratico verso le prossime elezioni politiche passa da un'alleanza progressista unita e da una proposta di governo elaborata anche fuori dalle sedi dei partiti. È la linea indicata da Elly Schlein domenica 18 ottobre, durante l'assemblea nazionale del Pd alla Nuvola di Roma. La segretaria ha confermato la propria disponibilità a candidarsi alla presidenza del Consiglio, indipendentemente dallo svolgimento delle primarie di coalizione.

Schlein si è dichiarata pronta e determinata ad accompagnare i democratici alla prossima consultazione elettorale, definendo un onore e un motivo di orgoglio la possibilità di guidare il partito in questa fase. Per la leader dem comincia ora l'ultimo tratto del percorso verso le urne, con una competizione che considera decisiva non soltanto per gli equilibri politici italiani, ma anche per il futuro dell'Unione europea.

Il progetto dell'alternativa, secondo la segretaria, dovrà nascere dal coinvolgimento diretto della società. Non soltanto le forze politiche del centrosinistra, dunque, ma anche sindacati, imprese, associazioni, terzo settore, amministratori locali e cittadini dovranno contribuire alla definizione delle priorità programmatiche. Schlein considera irrinunciabile un confronto che superi i confini delle organizzazioni di partito e raccolga le esigenze dei territori.

Un ruolo specifico sarà affidato agli amministratori democratici. La segretaria ha annunciato per il 27 e 28 novembre la seconda edizione della grande assemblea del Pd dedicata a sindaci, amministratrici e amministratori. L'appuntamento servirà a valorizzare le esperienze maturate negli enti locali e a trasferirle nella proposta politica nazionale. Schlein ha ricordato che il Pd esprime la maggioranza dei sindaci italiani, attribuendo questo risultato alla capacità di governo dimostrata sul territorio.

Nel suo intervento non è mancata una rivendicazione del percorso compiuto alla guida dei democratici. La segretaria ha ricordato le previsioni di chi, dopo le difficoltà del 2022, considerava il partito destinato a dividersi o immaginava una sua permanenza alla guida limitata a pochi mesi. A quelle aspettative ha contrapposto la tenuta del Pd, sostenendo che oggi la formazione politica abbia ritrovato unità e capacità di iniziativa.

Schlein ha poi richiamato le proprie caratteristiche personali, dal fatto di essere una donna di quarant'anni alla volontà di mantenere una posizione autonoma rispetto agli schemi tradizionali della politica. Ha rivendicato la libertà del Partito Democratico, ribadendo che le sue scelte devono rispondere esclusivamente agli iscritti e agli elettori. Una posizione accompagnata dal riferimento a quanti, nella propria esperienza personale, si sono sentiti considerare inadeguati o privi delle possibilità necessarie per raggiungere determinati obiettivi.

La richiesta di unità non significa, nella visione della segretaria, rinunciare al confronto interno. Schlein ha definito il pluralismo una risorsa da preservare, prendendo le distanze dalle organizzazioni politiche nelle quali il dissenso non trova spazio. Ha spiegato di diffidare dei partiti dominati da un'unica figura, nei quali nessuno esprime posizioni differenti, rivendicando invece la natura democratica e partecipativa del Pd.

Rivolgendosi ai delegati, la leader ha invitato a non lasciarsi condizionare dalle critiche e dagli attacchi politici, destinati a suo giudizio ad aumentare con l'avvicinarsi delle elezioni. Ha sostenuto che il progetto democratico possa mettere in discussione interessi consolidati e privilegi, indicando nei risultati raggiunti dal partito la risposta alle contestazioni ricevute.

Schlein ha quindi attaccato l'operato della maggioranza, attribuendo le difficoltà del governo alle conseguenze delle politiche economiche e sociali adottate negli ultimi anni. A suo giudizio, il malcontento dei cittadini rappresenta un segnale della necessità di costruire un'alternativa credibile, capace di presentarsi alle elezioni con una proposta condivisa e una coalizione competitiva.

Il confronto con il centrodestra ha riguardato anche la legge elettorale. La segretaria ha sostenuto che la maggioranza abbia deciso di modificarla per il timore di perdere le prossime Politiche, dichiarandosi comunque convinta che il centrosinistra possa vincere anche con le nuove regole. Ha quindi rilanciato l'identità dell'alleanza progressista come principale elemento di cambiamento rispetto all'attuale governo.

La conclusione dell'intervento è stata dedicata alla richiesta di accelerare il ritorno alle urne. Schlein ha invitato l'esecutivo a riconoscere quello che considera il fallimento della propria azione politica, sostenendo che anticipare il voto sarebbe nell'interesse dell'Italia. Un messaggio con cui ha confermato la volontà di guidare il Pd nella prossima sfida elettorale e di concorrere alla guida del Paese.

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