Paolo Simoncelli ricorda Marco, la rabbia raccontata al Papa e i sogni di Valentino Rossi

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A quindici anni dalla scomparsa di Marco Simoncelli, papà Paolo racconta la rabbia confidata anche a Papa Francesco e il legame rimasto con Valentino Rossi, che ancora sogna l'amico. La SIC58 continua a custodire il ricordo del pilota.

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Il rapporto con Valentino Rossi, gli incontri con Papa Francesco e una squadra corse nata per tenere vivo il nome del figlio. Paolo Simoncelli ripercorre i quindici anni trascorsi dalla perdita di Marco, morto a 24 anni il 23 ottobre 2011 durante il Gran Premio della Malesia, sul circuito di Sepang. In un'intervista a Fanpage, il padre del pilota racconta come sia cambiato il suo modo di convivere con il dolore, senza nascondere una rabbia che non lo ha mai abbandonato del tutto.

Di una cosa Paolo è certo: non rimpiange nulla di quanto fatto per Marco. Ritiene di avergli dato la possibilità di vivere serenamente, coltivare la passione per le moto e realizzare le proprie ambizioni. La sua scomparsa improvvisa ha però lasciato interrogativi ai quali, ancora oggi, non riesce a trovare una risposta.

Una parte di quella sofferenza è entrata anche in un colloquio con Papa Francesco. Simoncelli ricorda di aver preso tra le mani il crocifisso del pontefice e di avergli confessato apertamente la propria rabbia verso Dio. «Sono incazzato con il tuo capo», gli disse. Secondo il racconto di Paolo, Francesco gli rispose riconoscendo le ragioni di quel sentimento.

Con il passare degli anni, il confronto con altre famiglie segnate dalla sofferenza ha modificato alcune sue convinzioni. Paolo racconta di aver conosciuto genitori costretti ad assistere quotidianamente figli gravemente malati e di considerare proprio loro un esempio di forza. Non si riconosce nell'immagine di uomo particolarmente resistente che talvolta gli viene attribuita: ritiene che quelle madri e quei padri affrontino prove persino più difficili della sua. La rabbia resta, ma oggi convive con una maggiore consapevolezza del dolore altrui.

Un posto particolare nei ricordi di famiglia continua a occuparlo Valentino Rossi. L'ex campione del mondo era legato a Marco da una profonda amicizia, costruita anche attraverso le giornate trascorse insieme alla Cava, dove i due si allenavano e si divertivano. Paolo ricorda quanto suo figlio fosse affezionato a Valentino e quanto sia stato difficile anche per quest'ultimo affrontare le circostanze della tragedia di Sepang.

Il rapporto tra Rossi e la famiglia Simoncelli non si è interrotto. I due continuano a sentirsi e a incontrarsi occasionalmente, condividendo abbracci ed episodi legati a Marco. Tra le confidenze più personali c'è anche quella dei sogni: Valentino ha raccontato a Paolo che gli capita ancora di sognare l'amico. Una circostanza familiare anche al padre, al quale succede la stessa cosa.

Il ricordo di Sic ha trovato inoltre una continuità concreta nel motociclismo. Nel 2013 Paolo ha fondato la SIC58 Squadra Corse, formazione della quale è proprietario e manager, con l'intento di rendere omaggio al figlio attraverso lo sport che entrambi hanno amato. A questo impegno si affianca quello della Fondazione dedicata a Marco, sostenuta anche da persone che lo hanno conosciuto durante la sua carriera.

Per Simoncelli, la capacità del figlio di unire le persone rappresenta ancora oggi qualcosa di speciale. Nell'intervista osserva che si può discutere ed essere in disaccordo su qualsiasi argomento, dalla politica allo sport, ma quando si parla di Marco le distanze sembrano scomparire. È quello che Paolo definisce il suo grande miracolo: un affetto condiviso che continua ad accompagnarlo e nel quale trova una ragione per stare meglio.

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