Processo Russell Brand, la testimone racconta i 20 secondi e la denuncia arrivata nel 2023

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Al processo londinese a Russell Brand, un’ex dipendente di Mtv ha raccontato un episodio risalente al 2001, spiegando perché denunciò soltanto nel 2023. In aula anche l’ex coinquilino del comico, ascoltato sui fatti di Bournemouth.

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Una donna che lavorava per Mtv nel 2001 ha raccontato davanti alla giuria della Southwark Crown Court di Londra di aver subito un presunto tentativo di aggressione sessuale da parte di Russell Brand. La testimone ha descritto un episodio durato circa 20 secondi, durante il quale l'attore britannico avrebbe cercato di trascinarla contro la sua volontà all'interno di un bagno.

Brand, 51 anni, deve rispondere complessivamente di sette capi d'accusa riguardanti sei donne e fatti che sarebbero avvenuti tra il 1999 e il 2009. Le contestazioni comprendono tre accuse di stupro, tre di aggressione sessuale e una di indecent assault, fattispecie prevista dalla legislazione britannica. Il comico respinge ogni addebito, si è dichiarato non colpevole e sostiene che gli eventuali rapporti sessuali siano stati consensuali.

Durante la deposizione, l'ex dipendente di Mtv ha spiegato che Brand avrebbe inizialmente mostrato un atteggiamento cordiale, per poi cambiare improvvisamente comportamento. Secondo il suo racconto, l'attore l'avrebbe afferrata per un avambraccio, esercitando forza nel tentativo di condurla verso la porta del bagno. La donna ha riferito di avergli ordinato di lasciarla e di essere riuscita a sottrarsi grazie alla propria forza fisica.

Ripensando a quei momenti, la testimone ha definito il proprio stato d'animo «sconcertata e confusa». Ha inoltre spiegato di non essersi rivolta subito alle autorità perché temeva che la sua versione non avrebbe avuto sufficiente peso rispetto a quella del comico. Aveva comunque confidato quanto accaduto a due colleghi.

La decisione di presentare denuncia è arrivata nel 2023, dopo la visione di un documentario televisivo dedicato alle accuse contro Brand. Durante il controesame, come riporta la Bbc, l'avvocato difensore Ian Winter ha insistito sul tempo trascorso tra il presunto episodio e la segnalazione alla polizia, contestando anche che la donna avesse interpretato allora il comportamento dell'attore come un tentativo di stupro.

La testimone ha respinto le osservazioni della difesa, ribadendo che trascinare una persona verso un bagno contro la sua volontà non costituisce un comportamento consensuale.

Nella stessa udienza i giudici hanno ascoltato Andrew Dobson, che in passato aveva condiviso un'abitazione con Brand. L'uomo ha descritto l'ex coinquilino come carismatico, molto energico e a tratti imprevedibile, sostenendo che la ricerca di partner sessuali occupasse frequentemente i suoi pensieri.

Dobson ha inoltre riferito un ricordo legato alla conferenza del Partito laburista del 1999, svoltasi a Bournemouth. Dopo una serata, Brand sarebbe rientrato nella pensione in cui alloggiavano mostrando particolare agitazione e fretta. L'ex coinquilino ha ricordato un cambiamento improvviso dell'atmosfera e una sensazione di urgenza, precisando però di non avere memoria di parole specifiche pronunciate dall'attore che potessero chiarire la situazione.

La deposizione si inserisce nella parte del procedimento dedicata anche a un'altra accusa relativa a Bournemouth. Giovedì una donna aveva dichiarato di essere stata violentata da Brand nel 1999, all'interno di una camera d'albergo, quando il comico non aveva ancora raggiunto la notorietà.

Il processo prosegue davanti alla Southwark Crown Court di Londra, dove vengono esaminate le testimonianze e le contestazioni relative ai diversi episodi. Brand continua a negare tutte le accuse formulate nei suoi confronti.

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