Carburanti, Urso punta alla proroga del price cap e fissa i tempi delle riforme
Il governo punta a prolungare volontariamente il tetto ai prezzi dei carburanti per il periodo necessario. Urso indica anche le scadenze del decreto Imprese e della riforma della rete distributiva, con interventi attesi entro gennaio.
La proroga volontaria del price cap sui Carburanti rientra tra gli interventi sui quali sta lavorando il governo. A confermarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenuto all'evento Adnkronos Q&A «Sostenibilità, le nuove parole chiave». L'obiettivo è mantenere il meccanismo di contenimento dei prezzi per tutto il periodo ritenuto necessario, mentre prosegue il lavoro sui provvedimenti destinati al settore energetico e al sistema produttivo.
Urso ha richiamato le iniziative avviate negli ultimi giorni e le attività dei ministeri coinvolti, spiegando che l'esecutivo intende affrontare le difficoltà immediate senza rinunciare agli interventi di più ampio respiro. Alcune riforme, ha osservato, richiederanno diversi anni prima di produrre tutti i loro effetti, ma la loro preparazione deve procedere già durante la gestione dell'emergenza.
Una delle prossime scadenze riguarda il disegno di legge annuale sulla concorrenza, che comprende anche la riforma della rete di distribuzione dei carburanti. Il ministro punta a ottenere il via libera definitivo durante la sessione di bilancio, dunque entro dicembre. Il provvedimento, collegato alla manovra economica, deve ancora iniziare il proprio esame in commissione alla Camera. Qualora il calendario parlamentare dovesse allungarsi, l'approvazione potrebbe slittare alle prime settimane di gennaio.
Il titolare del Mimit ha ricordato che si tratta del quarto disegno di legge annuale sulla concorrenza presentato in quattro anni, a fronte delle due leggi approvate nei quindici anni precedenti. Un risultato che Urso ha rivendicato come parte dell'attività dell'esecutivo a favore delle imprese e dei consumatori.
Per il decreto Imprese, invece, il calendario indicato dal ministro prevede il passaggio in Consiglio dei ministri entro novembre, con il 20 novembre come possibile riferimento per la successiva tabella di marcia. La previsione è di completare l'iter in circa sessanta giorni, arrivando quindi all'approvazione definitiva nella prima parte di gennaio.
Il testo è ancora in preparazione e dovrà intervenire principalmente sulla semplificazione delle procedure e sull'efficientamento energetico. Urso ha precisato che sia il decreto Imprese sia il disegno di legge sulla concorrenza saranno raccordati alla legge di bilancio, anche per individuare le risorse economiche necessarie alla loro attuazione.
Un ulteriore capitolo riguarda il futuro di Transizione 5.0. Urso ha riferito di aver chiesto al ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, finanziamenti adeguati ai risultati già ottenuti dalla misura e la possibilità di confermarla attraverso una nuova versione sostenuta da risorse nazionali.
La richiesta comprende il superamento dell'attuale durata triennale, con l'inserimento dello strumento nella programmazione di bilancio anche per il 2029 e per gli anni successivi. L'intenzione è trasformare Transizione 5.0 in una misura strutturale, offrendo alle aziende una prospettiva più stabile per pianificare gli investimenti.
Il ministro ha inoltre proposto di estendere le agevolazioni agli investimenti in software e servizi cloud, considerati rilevanti per la competitività delle imprese italiane. L'ampliamento potrebbe essere realizzato attraverso lo stesso piano Transizione 5.0 oppure mediante strumenti differenti. Per Urso, ciò che conta è garantire concretamente alle aziende anche queste possibilità di investimento.
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