Meloni al Senato, bollette più leggere e sostegno a Kiev: le richieste prima del Consiglio europeo
Nel suo intervento al Senato prima del Consiglio europeo, Giorgia Meloni chiede interventi rapidi per ridurre il peso dell'energia su bollette e imprese. Sull'Ucraina conferma il sostegno a Kiev e la pressione diplomatica su Mosca.
Ridurre il costo dell'energia per tutelare il potere d'acquisto delle famiglie e la competitività delle aziende europee. È una delle priorità indicate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante le comunicazioni al Senato in preparazione del prossimo Consiglio europeo. Nel suo intervento, la premier ha affrontato anche le conseguenze economiche delle tensioni internazionali e ribadito la continuità della posizione italiana sulla guerra in Ucraina.
Per Meloni, l'Europa deve intervenire rapidamente sui meccanismi che contribuiscono ad aumentare i prezzi energetici, valutando anche la revisione delle norme concepite in condizioni economiche e geopolitiche ormai superate. L'obiettivo è ottenere risultati concreti in tempi brevi, a cominciare da una riduzione delle bollette per cittadini e attività produttive.
La presidente del Consiglio ha richiamato il divario tra i costi sostenuti dalle imprese europee e quelli affrontati dai principali concorrenti internazionali. Una differenza che, secondo la premier, rischia di compromettere la capacità industriale dell'Unione, soprattutto quando agli aumenti legati alle crisi internazionali si aggiungono ulteriori oneri derivanti dalla regolamentazione europea.
Meloni ha quindi ribadito la necessità di conciliare gli obiettivi climatici con la salvaguardia del sistema produttivo. «La decarbonizzazione non può essere deindustrializzazione», ha affermato, sostenendo che la transizione ambientale non debba tradursi in uno svantaggio competitivo permanente per le aziende del continente.
Un altro passaggio ha riguardato le ripercussioni delle tensioni geopolitiche sui mercati. Le difficoltà lungo le principali vie commerciali e nelle catene di approvvigionamento incidono sulla disponibilità e sui prezzi di energia e carburanti. L'aumento delle spese di trasporto e delle coperture assicurative finisce poi per trasferirsi sui prodotti acquistati dai consumatori, sulle utenze domestiche e sui bilanci aziendali.
La premier ha richiamato il lavoro diplomatico condotto dall'Italia nell'ambito del G7 per favorire una risposta comune alle difficoltà energetiche. Tra le iniziative concordate figura l'immissione sui mercati di quantitativi significativi di carburante, una misura pensata anche per scongiurare il rischio di una sospensione delle esportazioni statunitensi, che avrebbe conseguenze rilevanti sulle economie interessate.
Secondo Meloni, nessun Paese dispone da solo degli strumenti necessari per affrontare efficacemente una crisi di queste dimensioni. Da qui la richiesta di decisioni coordinate a livello internazionale, accompagnate da interventi europei capaci di alleggerire rapidamente i costi sostenuti da famiglie e imprese.
Sul versante della politica estera, la presidente del Consiglio ha escluso cambiamenti nell'orientamento italiano rispetto al conflitto russo-ucraino. «La posizione dell'Italia non cambia: sostegno a Kiev e pressing nei confronti di Mosca», ha dichiarato davanti al Senato, confermando la linea seguita dal governo.
Meloni ha respinto l'idea che un'eventuale rinuncia dell'Ucraina a difendersi possa rappresentare una soluzione pacifica della guerra. A suo giudizio, un simile scenario aprirebbe invece la strada all'occupazione di uno Stato europeo, riportando il continente a dinamiche di dominio territoriale riconducibili all'imperialismo sovietico.
Nel sostenere questa posizione, la premier ha richiamato alcuni episodi della storia europea del Novecento, dalla repressione delle rivolte di Budapest e Praga fino alla divisione simboleggiata dal Muro di Berlino. Ha inoltre precisato di non considerare la capitolazione di un Paese aggredito una condizione accettabile per raggiungere la pace.
Il governo italiano, ha concluso Meloni, continuerà a lavorare per una soluzione che garantisca la libertà dell'Ucraina e la sicurezza europea. Una linea che la presidente del Consiglio intende mantenere anche a fronte di eventuali costi sul piano del consenso politico, nella convinzione che soltanto una pace giusta possa offrire stabilità duratura al continente e tutelare gli interessi dell'Italia.
Notizie correlate
Meloni al Senato: competitività europea, relazioni con gli USA e sostegno all'Ucraina
Meloni al Consiglio Europeo: L'Europa prenda le misure di sé stessa