Inflazione, bollette più care del 145% in 25 anni: i rincari che pesano sulle famiglie

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In 25 anni le bollette di luce e gas sono aumentate del 145%, ben oltre il rincaro medio dei prezzi del 63%. L'analisi Istat mostra quanto siano cresciute anche le spese per alimentari, carburanti e servizi delle famiglie italiane.

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Inflazione, bollette più care del 145% in 25 anni: i rincari che pesano sulle famiglie
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Le spese legate all'abitazione hanno registrato alcuni degli aumenti più consistenti degli ultimi 25 anni, superando nettamente l'andamento generale dell'inflazione. A fotografare l'evoluzione del costo della vita in Italia è il nuovo rapporto “Storie di dati” dell'Istat, che confronta i prezzi al consumo tra il 2000 e il 2025. Nel periodo considerato, l'incremento medio è stato del 63%, ma le differenze tra le singole categorie di spesa sono particolarmente marcate.

Il divario appare soprattutto nei costi domestici. Mentre gli affitti sono aumentati del 51%, rimanendo leggermente al di sotto della media nazionale, le utenze energetiche hanno registrato un rincaro del 145%. Considerando complessivamente abitazione e utenze, la crescita dei prezzi raggiunge il 119%, principalmente per effetto dell'aumento delle spese per elettricità e combustibili.

La pressione sui bilanci familiari riguarda anche gli acquisti quotidiani. Per alimentari e bevande, l'Istat rileva un incremento dell'87% rispetto al 2000. Ancora più elevata la variazione per bevande alcoliche e tabacchi, i cui prezzi sono saliti del 115%. I servizi finanziari e assicurativi registrano invece un aumento del 107%, collocandosi tra le voci che hanno maggiormente superato l'inflazione media.

Un'altra componente significativa è rappresentata dalla mobilità. Nell'arco dei 25 anni analizzati, i prezzi dei trasporti sono cresciuti complessivamente del 78%, con differenze rilevanti tra le diverse tipologie di spesa. Acquistare un'automobile costa il 53% in più, mentre i servizi di trasporto hanno subito un incremento del 71%. Il rincaro più consistente riguarda i carburanti, arrivati a segnare un aumento del 147%.

Anche soggiorni e ristorazione sono diventati sensibilmente più costosi, con una crescita dell'86% nell'intero periodo, sostenuta anche dalla forte espansione del turismo. Più contenuta, invece, la variazione dei prezzi dell'abbigliamento, aumentati del 41% e quindi rimasti al di sotto dell'andamento generale dei prezzi al consumo.

Non tutte le categorie hanno seguito la stessa traiettoria. Per i servizi legati all'istruzione e alla sanità, gli incrementi sono stati inferiori al 30%. Una dinamica opposta a quella prevalente si osserva nel settore dell'informazione e della comunicazione, dove il costo di beni e servizi è diminuito di quasi il 60%. Nel complesso, i beni industriali non energetici hanno registrato un aumento di poco superiore al 25%.

Allargando l'analisi a un periodo storico più esteso, l'Istat rileva un'altra differenza significativa tra beni e servizi. Dal 1955 a oggi, i prezzi dei primi si sono moltiplicati all'incirca per venti, mentre quelli dei servizi sono diventati circa sessanta volte più elevati. Un andamento che evidenzia come le diverse componenti della spesa abbiano seguito ritmi di crescita profondamente differenti.

Sui risultati del rapporto interviene anche il Codacons, che richiama l'attenzione sul peso dei rincari relativi alle necessità primarie delle famiglie. Secondo l'associazione dei consumatori, i dati mostrano come proprio alcune delle spese difficilmente comprimibili abbiano registrato aumenti molto superiori alla media, determinando quella che definisce un'inflazione galoppante.

Il Codacons esprime inoltre preoccupazione per l'andamento del 2026. L'associazione collega il peggioramento delle prospettive alle conseguenze della guerra in Medio Oriente, che avrebbe alimentato nuove tensioni sui mercati energetici e provocato rincari a due cifre per carburanti ed energia. Una situazione che, secondo l'organizzazione, rischia di aggravare ulteriormente i costi sostenuti dalle famiglie italiane.

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