Autonomia differenziata, intese approvate per quattro Regioni: ora la parola al Parlamento
L'autonomia differenziata supera un nuovo passaggio a Palazzo Chigi per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Il governo approva le intese definitive e i relativi disegni di legge, che dovranno ora affrontare l'esame parlamentare.
La riforma dell'autonomia differenziata si avvicina alla fase parlamentare. Nella riunione del 13 ottobre, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera agli accordi definitivi con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, approvando anche i quattro disegni di legge necessari a proseguire l'iter previsto dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Il provvedimento riguarda l'attribuzione alle quattro Regioni di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Con la deliberazione del governo si conclude la fase delle intese a Palazzo Chigi, mentre resta da affrontare il passaggio alle Camere prima che il percorso possa considerarsi completato.
Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha accolto l'approvazione come un risultato decisivo per una riforma sulla quale la Lega lavora da anni. Il ministro ha confermato la sottoscrizione degli accordi definitivi e l'approvazione dei rispettivi schemi legislativi, precisando che il prossimo obiettivo sarà avviare l'esame parlamentare.
Per Calderoli, l'attribuzione di maggiori competenze ai territori rappresenta sia un impegno assunto dal centrodestra nel proprio programma elettorale sia uno degli obiettivi storici del suo partito. Dopo il lavoro svolto con le amministrazioni regionali, il ministro ha espresso la volontà di procedere rapidamente anche nell'ultima fase istituzionale.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. In un messaggio pubblicato sui social, Salvini ha richiamato il percorso politico avviato da Umberto Bossi e Roberto Maroni, sostenendo che una maggiore autonomia possa valorizzare le amministrazioni efficienti e contrastare sprechi e ritardi nei servizi ai cittadini. Il leader leghista ha quindi indicato nel Parlamento il prossimo passaggio necessario per concretizzare la riforma.
Tra i presidenti delle Regioni interessate è intervenuto Attilio Fontana. Lasciando Palazzo Chigi, il governatore lombardo ha manifestato soddisfazione per la conclusione della fase governativa, ricordando, in una dichiarazione all'Adnkronos, che adesso la responsabilità del percorso passa alle Camere.
Nella stessa seduta il Consiglio dei ministri ha approvato anche il Documento programmatico di bilancio (Dpb), che dovrà essere trasmesso all'Unione europea entro il 15 ottobre. Il documento costituisce un ulteriore adempimento del governo in vista della definizione della prossima manovra economica.
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