Rocco Tanica, i mesi di depressione e la rinascita dopo la crisi con Elio e le Storie Tese

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Rocco Tanica ripercorre gli anni più difficili dopo la perdita di Feiez e la crisi vissuta durante il lavoro con Elio e le Storie Tese. La terapia lo ha aiutato a ritrovare un equilibrio, mentre oggi esplora la creatività con l'AI.

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Per Sergio Conforti, conosciuto dal pubblico come Rocco Tanica, il percorso con Elio e le Storie Tese comprende quasi quarant'anni di musica, sperimentazione e amicizia, ma anche un periodo segnato da una profonda depressione. Il tastierista racconta di aver trascorso mesi isolato nella cameretta in cui era cresciuto, prima di riuscire a recuperare gradualmente il proprio equilibrio grazie alla terapia e a un diverso modo di considerare le responsabilità che sentiva verso il gruppo.

Tra gli avvenimenti che hanno segnato maggiormente la sua vita c'è la scomparsa improvvisa di Feiez, amico e componente della band, morto nel 1998. Una perdita dolorosa alla quale, negli anni successivi, si è aggiunta una crescente pressione professionale. Nel 2013, durante la preparazione degli arrangiamenti della Canzone Mononota, presentata al Festival di Sanremo, Conforti ha attraversato una crisi psicologica che lo ha portato a interrompere la normale attività quotidiana.

Ricorda un lungo periodo trascorso a letto, accompagnato da allucinazioni e lamenti continui. A pesare sulle sue condizioni era anche la convinzione di essere indispensabile per il futuro artistico dei compagni. «Pensavo di avere il mondo sulle spalle e che senza di me la storia del gruppo sarebbe finita in tragedia», racconta. Il percorso terapeutico gli ha permesso di rivedere quella percezione, fino a riconoscere che la band poteva continuare a funzionare anche durante la sua assenza. Una scoperta vissuta come una liberazione, riassunta nella considerazione che «i cimiteri sono pieni di gente indispensabile».

Il ritorno sul palco è rimasto legato anche a una battuta di Elio, che lo presentò al pubblico come «il Syd Barrett vivo di Elio e le Storie Tese», richiamando il fondatore dei Pink Floyd. Un modo coerente con il linguaggio del gruppo per accogliere nuovamente un compagno dopo una fase particolarmente difficile.

La storia artistica di Rocco Tanica era cominciata molto prima, nel 1979, quando aveva conosciuto Elio, compagno di scuola di suo fratello, durante un incontro in casa. Da quel momento era nata una collaborazione destinata a trasformarsi in una delle esperienze più originali della musica italiana, fondata sull'incontro tra preparazione tecnica, comicità e una continua ricerca di soluzioni musicali insolite.

Dalle prime tournée con Roberto Vecchioni fino alla partecipazione a Sanremo nel 1996 con La terra dei cachi, la band ha costruito una propria identità anche attraverso la distanza dalle convenzioni dello spettacolo. Conforti ricorda il contrasto tra gli altri artisti, spesso accompagnati da limousine e guardie del corpo, e il loro arrivo al Festival in Vespa, truccati come i Rockets, davanti agli sguardi increduli degli addetti alla sicurezza. Dietro quell'apparente disordine, tuttavia, c'era un metodo di lavoro preciso, capace di recuperare e trasformare qualsiasi intuizione comica.

Anche le abitudini personali del musicista conservano qualcosa di fuori dagli schemi. Conforti descrive un ritmo quotidiano quasi interamente notturno, con la mente che comincia a lavorare davvero soltanto dopo le nove di sera. Il momento di coricarsi coincide invece, intorno alle cinque del mattino, con il passaggio del camion incaricato della raccolta del vetro.

Oggi il rapporto con Elio e le Storie Tese prosegue, pur essendosi conclusa naturalmente la fase della collaborazione più strettamente compositiva. Tanica ha indirizzato parte delle proprie energie verso l'intelligenza artificiale generativa, che utilizza come terreno di sperimentazione creativa attraverso mostre d'arte e conferenze.

La musica e le nuove tecnologie convivono così in una fase professionale diversa, nella quale Conforti continua a coltivare la propria curiosità senza interrompere il legame personale e artistico costruito con i compagni della band.

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