Sigfrido Ranucci lascia la redazione di Report, il video degli scatoloni dopo 20 anni
Dopo vent'anni e circa 500 puntate di Report, Sigfrido Ranucci svuota il suo ufficio e saluta il pubblico con un video sui social. Nel messaggio rivendica le proprie scelte e si dice dispiaciuto di non aver potuto salutare dallo studio.
Un video pubblicato sui social mostra Sigfrido Ranucci mentre raccoglie i propri effetti personali e prepara gli scatoloni per lasciare la redazione di Report. Il giornalista accompagna le immagini con un lungo messaggio rivolto agli spettatori, nel quale ripercorre vent'anni di lavoro e circa 500 puntate del programma d'inchiesta della Rai.
Il commiato arriva attraverso parole nelle quali Ranucci alterna il bilancio della propria esperienza professionale alla delusione per le circostanze che hanno accompagnato la separazione. Il giornalista spiega di aver considerato da tempo la possibilità di un epilogo simile, senza tuttavia immaginare che potesse concretizzarsi attraverso modalità da lui definite «mostruose».
Nonostante l'amarezza, Ranucci rivendica integralmente il percorso compiuto. Afferma che ripeterebbe ogni scelta, anche quelle più difficili, perché motivate dalla volontà di difendere i propri principi senza cedere a pressioni, convenienze personali o timori. Nel suo messaggio richiama il valore dell'informazione libera, il significato del servizio pubblico e il legame con la Rai, ribadendo la necessità di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
Per spiegare lo spirito con cui intende affrontare questo passaggio, il giornalista ricorre a un episodio avvenuto in Francia durante i funerali di Agnès Lassalle, insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa da uno studente sedicenne. In quell'occasione il compagno della donna, Stéphane Voirin, aveva scelto di renderle omaggio ballando davanti alla bara sulle note di «L-O-V-E» di Nat King Cole, una canzone significativa per la loro storia.
Il gesto aveva coinvolto progressivamente anche le persone presenti alla cerimonia, trasformando un momento di dolore in un ricordo condiviso. Ranucci indica proprio quell'immagine come esempio del modo in cui desidera reagire alla conclusione della propria esperienza a Report. La sua intenzione, scrive, è trasformare la sofferenza in capacità di ripartire, lasciando aperta la prospettiva di un futuro incontro con il pubblico.
Nella parte conclusiva del messaggio trova spazio anche il rammarico per non aver avuto la possibilità di congedarsi dagli spettatori direttamente dallo studio della trasmissione. Il giornalista affida così ai social il saluto che avrebbe voluto pronunciare davanti alle telecamere, ringraziando chi lo ha accompagnato nel corso degli anni.
Ranucci conclude ricordando l'affetto ricevuto e la dedizione dimostrata dal pubblico anche nelle circostanze più difficili. Un ringraziamento che accompagna le immagini degli scatoloni e chiude simbolicamente una lunga esperienza professionale, insieme alla promessa di ritrovarsi prima o poi.
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