Clima, oceani a 21,05 gradi a settembre 2026: El Niño spinge le temperature ai record
Gli oceani hanno registrato il settembre più caldo mai misurato, mentre la temperatura globale dell'aria ha superato di 1,63 gradi i livelli preindustriali. Il rafforzamento di El Niño potrebbe prolungare il caldo nel 2027.
Le temperature marine continuano a salire e settembre 2026 ha stabilito un nuovo primato per gli oceani. Secondo i dati diffusi dall'osservatorio europeo Copernicus, la temperatura media superficiale delle acque comprese tra i 60 gradi di latitudine nord e sud, escludendo quindi le regioni polari, ha raggiunto 21,05°C. Il valore supera il precedente massimo mensile di 20,92°C, registrato nel settembre 2023.
A contribuire al riscaldamento è soprattutto il progressivo rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico che interessa il Pacifico equatoriale e influenza le temperature su scala planetaria. Nella regione denominata Niño 3.4, utilizzata dagli esperti per monitorarne l'evoluzione, la superficie del mare ha raggiunto una media mensile di 29,70°C, un livello mai osservato prima.
Il dato supera anche i picchi rilevati durante tre precedenti episodi particolarmente intensi di El Niño, quelli del 1982-1983, del 1997-1998 e del 2015-2016. Per Copernicus, le misurazioni confermano la forza eccezionale del fenomeno attuale, destinato secondo le previsioni a intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi.
Il riscaldamento degli oceani si accompagna a temperature atmosferiche globali ancora molto elevate. Settembre 2026 si colloca al secondo posto tra i mesi di settembre più caldi dall'inizio delle rilevazioni, con una temperatura media dell'aria in superficie di 16,27°C. Soltanto settembre 2023 aveva fatto registrare un valore superiore, con una differenza di 0,11°C.
Rispetto alla media del periodo 1991-2020, il mese appena trascorso è risultato più caldo di 0,82°C. Il divario sale invece a 1,63°C prendendo come riferimento il periodo preindustriale compreso tra il 1850 e il 1900. Dopo agosto, si tratta del secondo mese consecutivo del 2026 con un'anomalia termica globale superiore a 1,5°C, una sequenza che non si verificava dal novembre 2025.
Carlo Buontempo, direttore del Copernicus Climate Change Service, ha richiamato l'attenzione sulla possibilità che questa fase di temperature particolarmente elevate continui anche nel 2027, alimentata da un El Niño ancora in crescita. Secondo il responsabile del servizio europeo, il superamento della soglia climatica di lungo periodo prevista dall'Accordo di Parigi appare ormai soltanto una questione di tempo.
Buontempo ha inoltre precisato che l'entità dell'eventuale superamento e la sua durata dipenderanno ancora dalle scelte compiute per contrastare il riscaldamento globale. Il superamento di 1,5°C registrato in un singolo mese, infatti, non equivale automaticamente al raggiungimento della soglia di lungo termine fissata dall'accordo internazionale.
Le prospettive per il prossimo anno restano legate anche all'evoluzione delle condizioni nel Pacifico. Gli esperti ritengono che l'attuale El Niño possa contribuire a portare le temperature medie mondiali verso nuovi massimi nel 2027, prolungando la fase di caldo eccezionale già osservata negli ultimi mesi.
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