Fabio De Luigi torna a teatro dopo 25 anni: da Biol al professore conquistato con un'imitazione

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Dopo circa 25 anni lontano dal palcoscenico, Fabio De Luigi riparte da Biol, il soprannome che gli amici usano ancora oggi. Nel nuovo spettacolo porta ricordi di famiglia, imitazioni scolastiche e alcuni dei suoi personaggi più amati.

Fabio De Luigi
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Un sei in matematica ottenuto grazie all'imitazione dell'insegnante di italiano. È uno degli episodi che Fabio De Luigi, nel giorno del suo 59esimo compleanno, ha raccontato al Corriere della Sera ripercorrendo gli anni della scuola e alcuni momenti della propria vita. Ricordi che oggi diventano materiale comico per il suo ritorno a teatro, dopo un'assenza durata circa un quarto di secolo.

Il nuovo spettacolo si intitola Biol in carne e ossa tour e prende il nome dal soprannome che accompagna l'attore fin dalla giovinezza. Gli amici continuano a chiamarlo così anche dopo tanti anni, tanto che De Luigi ha deciso di utilizzare quell'appellativo per un progetto costruito attorno alla propria personalità. Il pubblico ha risposto rapidamente: i biglietti sono andati esauriti nel giro di poche ore. Tra gli appuntamenti in programma figurano le tre date milanesi del 14, 15 e 16 ottobre.

Il ritorno sul palcoscenico era un desiderio che coltivava da tempo, ma trasformarlo in realtà ha richiesto di superare diverse esitazioni. A differenza del cinema e della televisione, il teatro impone un confronto immediato con gli spettatori, senza la possibilità di correggere una battuta o ripetere una scena. Inizialmente l'attore si interrogava soprattutto su ciò che il pubblico avrebbe voluto vedere. Poi ha preferito ribaltare la prospettiva, chiedendosi quali aspetti di sé avesse realmente voglia di raccontare.

Il tutto esaurito delle prevendite gli ha regalato soddisfazione, ma anche una maggiore responsabilità nei confronti di chi ha acquistato un biglietto. De Luigi non nasconde di provare una paura intensa nei minuti che precedono l'ingresso in scena, quando vorrebbe trovarsi ovunque tranne che dietro il sipario. Una sensazione che cambia appena comincia lo spettacolo: l'agitazione lascia spazio all'energia necessaria per affrontare il pubblico.

Biol in carne e ossa tour non vuole essere un'autobiografia tradizionale. Il racconto prende forma attraverso episodi personali, situazioni familiari e ricordi che l'attore ha scelto di osservare con la lente della comicità. Anche le esperienze meno semplici possono così assumere una dimensione diversa, senza perdere il loro significato originario.

Un elemento importante riguarda la sua infanzia. De Luigi è arrivato in famiglia nove anni dopo gli altri figli, ritrovandosi nella posizione del più piccolo. Una condizione che gli ha permesso di sviluppare rapporti particolari con i familiari. Di quel periodo restituisce un'immagine ironica di sé: un bambino che poteva sembrare tranquillo, ma che dietro quell'apparenza nascondeva un carattere decisamente vivace.

Tra gli aneddoti più curiosi c'è quello legato al professore di matematica. La materia non era tra le sue preferite e la sufficienza arrivava attraverso un accordo piuttosto insolito: per ottenere il sei doveva imitare la docente di italiano, divertendo il professore. «Me la sono sempre cavata con un sei che il prof mi dava a patto gli facessi l’imitazione della prof di italiano. Lo divertiva molto», ha ricordato l'attore, scherzando sul fatto di poter finalmente confessare quel piccolo espediente scolastico senza temere una querela. Una sorta di primo voto di scambio, come lo definisce lui stesso.

Accanto ai ricordi privati troveranno spazio anche alcuni personaggi che hanno segnato la sua carriera televisiva. De Luigi conosce bene il legame che il pubblico conserva con quelle interpretazioni e considera quell'affetto un sostegno prezioso per affrontare una dimensione artistica dalla quale mancava da tanti anni.

Tra le figure più riconoscibili resta l'ingegner Cane, il tecnico surreale alle prese con progetti improbabili e con il ponte sullo Stretto di Messina. Un personaggio che, alla luce delle discussioni ancora attuali sull'infrastruttura, sembra conservare intatta la propria comicità. De Luigi scherza però sull'idea che Cane avesse anticipato il futuro: secondo lui, è piuttosto la realtà a essere rimasta indietro.

Nell'universo dell'ingegnere, intanto, il lavoro procede come sempre. Tra righelli, strumenti da disegno e convinzioni granitiche, Cane continua a considerare il ponte praticamente pronto. Un ritorno che permette a De Luigi di affiancare i personaggi più popolari al materiale personale preparato per questa nuova esperienza teatrale.

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