Bruno Barbieri a Verissimo, il primo papà a 55 anni e il dolore per la malattia della madre
Bruno Barbieri racconta il difficile rapporto con il padre, ritrovato solo poco prima della sua morte, e la sofferenza nel vedere la madre convivere con la demenza senile. A Verissimo ricorda anche un grave incidente in Florida.
Ha pronunciato la parola «papà» per la prima volta a 55 anni, quando ormai restava poco tempo per recuperare un rapporto segnato da una lunga distanza affettiva. Bruno Barbieri ha ripercorso a Verissimo alcuni passaggi della propria vita privata, parlando della riconciliazione con il padre, dei sacrifici affrontati durante l'infanzia e delle condizioni di salute della madre, oggi affetta da demenza senile.
Proprio la situazione della mamma rappresenta uno dei momenti più delicati del racconto dello chef. Barbieri descrive una donna che ha dedicato la propria esistenza alla famiglia, lavorando incessantemente per garantire ai figli ciò di cui avevano bisogno. Vederla oggi alle prese con la malattia è per lui particolarmente doloroso. «Mia mamma è stata una donna meravigliosa. Ha una demenza senile, faccio fatica a vederla così, sto malissimo perché è stata una donna che ha riempito la mia vita», ha confidato.
Per spiegare quanto sia stato importante il ruolo materno, Barbieri è tornato agli anni della sua crescita. Ricorda il contatto con la natura, gli animali e tanti momenti felici, ma anche una situazione familiare complicata dall'allontanamento del padre e dalle difficoltà economiche. In alcuni periodi, ha raccontato, mancavano persino i soldi per comprare il pane. La madre lavorava ogni giorno, per l'intera giornata, mentre lui imparava rapidamente a cavarsela da solo.
L'assenza paterna ha lasciato un segno profondo. Quando era ancora piccolo, il padre andò via di casa e neppure un successivo tentativo di raggiungerlo in Spagna riuscì a creare quella vicinanza che Bruno desiderava. Allo chef mancavano soprattutto le manifestazioni più semplici dell'affetto, come un abbraccio o la possibilità di sentirsi accolto. Una mancanza che, con il passare degli anni, ha continuato a influenzare il loro rapporto.
Neppure il ritorno del padre in famiglia rese immediata la riconciliazione. Barbieri ricorda un uomo severo, legato a un modello educativo molto distante dalle sue aspirazioni. Avrebbe voluto che il figlio seguisse le proprie orme diventando ingegnere e, in un'occasione, gli rivolse parole rimaste impresse nella sua memoria: «Sei un buono a niente».
Oggi lo chef prova a rileggere quel comportamento senza cancellare la sofferenza vissuta. «Lui non era un uomo cattivo, era un uomo duro di altri tempi», ha spiegato, ricordando quanto il padre desiderasse un figlio capace di rispecchiare la sua personalità e le sue aspettative. Un rapporto difficile, nel quale l'affetto ha faticato a trovare spazio per gran parte della loro vita insieme.
La svolta è arrivata soltanto nell'ultimo periodo, poco prima della morte del padre. Barbieri ha trovato finalmente la forza di chiamarlo papà e di esprimere attraverso un abbraccio e un bacio ciò che per decenni non era riuscito a comunicargli. «È stata una liberazione. C'era il bene che gli ho voluto», ha ricordato. Resta il dispiacere per tutte le esperienze che non hanno potuto condividere, ma anche il valore di quell'ultimo riavvicinamento, che ha permesso a entrambi di manifestare un sentimento rimasto troppo a lungo inespresso.
Durante l'intervista a Verissimo, lo chef ha affrontato anche un altro episodio che ha modificato il suo modo di guardare alla vita. Si tratta di un grave incidente automobilistico avvenuto in Florida, nella serata del Super Bowl. Barbieri viaggiava insieme al proprio assistente quando un'altra vettura, sopraggiunta a velocità elevatissima, ha colpito la loro auto, provocandone più volte il ribaltamento.
Dopo l'impatto, con gli airbag esplosi e l'abitacolo danneggiato, il suo primo pensiero è stato rivolto all'assistente, che aveva perso conoscenza. È riuscito a portarlo fuori dal veicolo prima dell'arrivo dei soccorsi. Lo chef è stato successivamente trasportato in ospedale, dove gli è stato riscontrato un trauma toracico. Un'esperienza mai affrontata prima, dalla quale ha ricavato una consapevolezza precisa: «Ho capito che ero ancora vivo e che siamo veramente appesi a un filo. È necessario avere un grande rispetto per la vita».
Le vicende familiari hanno inciso anche sulle sue scelte sentimentali e sulla decisione di non avere figli. Barbieri ha spiegato di aver condotto un'esistenza professionale impegnativa, difficilmente conciliabile con una presenza costante in famiglia. Proprio perché cresciuto senza una figura paterna accanto, non avrebbe voluto ritrovarsi nella condizione di essere un padre assente.
Quanto alla sua situazione sentimentale attuale, lo chef ha preferito non fornire particolari. Ha scherzato dichiarando di aver «chiuso bottega», per poi osservare che le relazioni possono iniziare e finire nel corso della vita. Alla richiesta di chiarire se oggi ci sia qualcuno al suo fianco, ha scelto di mantenere la propria riservatezza: «Sono una persona riservata».
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