Vongole pubblicizzate con foto di donne hot, La Selvaggia espulsa dalla fiera di Vigo
Alla fiera internazionale Conxemar di Vigo, un'azienda di Santarcangelo di Romagna è stata esclusa dal Padiglione Italia per una campagna sulle vongole con immagini di donne hot. Il ministero ha preso le distanze dalla pubblicità.
La partecipazione di un'azienda romagnola alla fiera internazionale dei prodotti ittici surgelati Conxemar, in Spagna, si è conclusa con l'allontanamento dal Padiglione Italia. La decisione è arrivata dopo la diffusione di materiale pubblicitario che utilizzava fotografie di donne nude per promuovere vongole e altri prodotti del mare. Gli organizzatori hanno giudicato la campagna incompatibile con i principi di rispetto e dignità delle donne.
La società coinvolta è La Selvaggia, realtà con sede a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini. L'impresa aveva raggiunto Vigo insieme alla delegazione italiana presente alla manifestazione, appuntamento internazionale del settore ittico che richiama ogni anno oltre 30mila visitatori.
Nei cataloghi distribuiti ai potenziali clienti comparivano immagini di donne senza vestiti, ambientate in scenari legati alla pesca e accompagnate da slogan come «pesce fresco» e «non tutte le vongole sono uguali». La scelta promozionale ha provocato contestazioni durante la manifestazione, fino all'intervento diretto dell'associazione organizzatrice.
Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo La Voz de la Galicia, Conxemar ha disposto l'espulsione immediata dell'azienda, definendo la pubblicità «sessista e degradante». La vicenda, riportata anche con la denominazione La Vox de la Galizia, ha coinvolto le autorità italiane responsabili dello spazio espositivo nazionale.
Il provvedimento è stato eseguito la mattina dell'8 ottobre. Una delegazione dell'organizzazione si è presentata davanti allo stand della società, concedendo ai rappresentanti un termine fino alle 10 per ritirare il materiale promozionale. Alla fine, in assenza degli incaricati dell'impresa, sono stati altri componenti della delegazione italiana a provvedere alla chiusura dello spazio.
Conxemar ha comunicato la decisione anche al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, responsabile della partecipazione istituzionale italiana. Il dipartimento della Pesca del Masaf ha dichiarato di non essere stato informato della campagna pubblicitaria, prendendone nettamente le distanze e disponendo l'esclusione della società dal Padiglione Italia.
La questione ha avuto un seguito anche in Emilia-Romagna. Come appreso dall'AdnKronos, il dipartimento della Pesca ha trasmesso una lettera agli uffici regionali per segnalare l'utilizzo di immagini pubblicitarie considerate offensive della dignità femminile. La Regione aveva infatti indicato l'azienda tra quelle destinate a partecipare alla manifestazione spagnola.
Dopo l'espulsione, La Selvaggia ha affidato ai social la propria risposta, pubblicando l'immagine di una vongola che manda un bacio. Nel messaggio, l'impresa ha rivendicato la volontà di distinguersi e di mantenere la propria libertà nelle scelte commerciali. «Non siamo per tutti. E va bene così», si legge nel post, che prosegue richiamando l'esperienza maturata nel settore e la ricerca della qualità senza compromessi.
Il testo si conclude con il riferimento all'identità del marchio e con lo slogan «La Selvaggia. Libera per natura». Nella comunicazione pubblicata dopo il provvedimento, l'azienda ha quindi preferito ribadire la propria filosofia commerciale, senza affrontare direttamente le contestazioni formulate dagli organizzatori della fiera.
Già prima dell'apertura di Conxemar, il profilo Instagram della società aveva anticipato parte della campagna attraverso una fotografia di una donna nuda avvolta in una rete da pesca. Il post presentava il catalogo come un racconto del lavoro e della creatività dell'impresa, invitando i visitatori a incontrarne i rappresentanti a Vigo. L'immagine è stata successivamente rimossa dal profilo.
La vicenda si è così conclusa con la chiusura dello stand e l'intervento del ministero italiano, mentre l'azienda ha continuato a difendere sui social la propria autonomia comunicativa. La manifestazione spagnola ha mantenuto la decisione di escludere il marchio per l'utilizzo delle immagini contestate.
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