Matteo Giuggioli torna nei panni di Mauro Repetto: gli 883 tra successo, amicizia e addio

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La seconda stagione della serie sugli 883 racconta il momento in cui Mauro Repetto comincia a interrogarsi sul proprio ruolo accanto a Max Pezzali. Matteo Giuggioli ripercorre l'amicizia tra i due e il coraggio di cambiare strada.

Matteo Giuggioli
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Il successo degli 883, il rapporto tra Max Pezzali e Mauro Repetto e la decisione che avrebbe cambiato il futuro del duo sono i temi di Nord Sud Ovest Est, seconda stagione della serie La leggendaria storia degli 883, disponibile dal 9 ottobre su Sky e Now. Matteo Giuggioli torna a interpretare Repetto, raccontandone il percorso personale nel momento in cui la popolarità del gruppo raggiunge livelli sempre più alti.

Dopo Hanno ucciso l'Uomo Ragno, che aveva ricostruito gli esordi dei due musicisti dalla provincia pavese al successo del primo album, i nuovi episodi affrontano una fase più complessa. Il secondo disco consolida la notorietà degli 883, ma porta anche interrogativi sul futuro e sulle aspirazioni individuali, fino alla scelta di Mauro di lasciare il progetto musicale.

In un'intervista al settimanale Chi, Giuggioli spiega di aver voluto restituire al pubblico una figura diversa da quella che molti ricordano degli anni Novanta. Repetto non era soltanto il ragazzo biondo che accompagnava Pezzali ballando sul palco, ma anche un collaboratore creativo, un sostenitore delle idee dell'amico e una presenza decisiva nella nascita del gruppo.

Per l'attore, il significato della serie va oltre la vicenda musicale. «Avevo la missione di far capire che questa è stata in realtà una bellissima storia di amicizia, coraggio, di sincerità, di onestà», racconta, spiegando che il legame tra Max e Mauro nasce da esperienze comuni a molti ragazzi cresciuti lontano dai grandi centri.

Un'affinità che Giuggioli ha ritrovato anche nel rapporto con Elia Nuzzolo, interprete di Max Pezzali. I due attori hanno condiviso per un lungo periodo un'abitazione a Roma, sia durante le riprese della prima stagione sia nella preparazione della seconda. Una convivenza che ha contribuito a costruire sul set la familiarità necessaria per rappresentare un'amicizia così importante.

Nuzzolo, cresciuto a Prato, aveva già raccontato a Chi, nel numero 15 del 2025, di essersi riconosciuto nei due ragazzi di provincia capaci di affermarsi nel mondo della musica. Giuggioli, originario di Rho, condivide quella sensazione di essere nato lontano dalle opportunità desiderate. La differenza, osserva, sta nella possibilità di scegliere autonomamente il proprio percorso, proprio come ha fatto Repetto.

Nella nuova stagione il personaggio attraversa una trasformazione. Se nel finale della precedente serie si domandava come avrebbe potuto ballare sulle note di Come mai, nei nuovi episodi arriva a interrogarsi sul significato della propria presenza negli 883. Il successo non basta più a garantirgli la sensazione di essere nel posto giusto.

Giuggioli, invece, non ha dubbi sulla direzione della propria carriera. A 25 anni vuole continuare a recitare, passando dal cinema alla televisione e al teatro. A novembre sarà a Milano con Destinatario sconosciuto e prenderà parte a due progetti cinematografici. Il primo, Figli perduti, racconta la vicenda reale di Daniele Zaccaro, il suo percorso tra il carcere minorile e la comunità Kayros di don Claudio Burgio. Il secondo è un'opera prima realizzata con un cast composto da interpreti under 30.

La preparazione per interpretare Repetto ha richiesto un lavoro specifico sui movimenti e sull'aspetto fisico. Giuggioli aveva già esperienza con il musical, la danza moderna e il tip tap, ma ha comunque osservato numerosi filmati delle esibizioni degli 883 per riprodurre l'energia e la gestualità del musicista. Ha inoltre avuto confronti diretti con Repetto, che non era stato coinvolto nella lavorazione della prima stagione come invece era accaduto a Pezzali.

Anche i capelli hanno richiesto qualche adattamento. Per ricreare la chioma lunga del personaggio, l'attore li ha lasciati crescere e ha utilizzato extension per aumentarne il volume. Elia Nuzzolo, invece, ha dovuto indossare una protesi dentale per avvicinarsi all'aspetto del giovane Pezzali. Due soluzioni differenti che hanno comportato qualche difficoltà durante le riprese.

Per costruire la propria versione di Mauro, Giuggioli ha trovato un riferimento particolare in Pippo, il personaggio Disney amico di Topolino. Ne ha ripreso soprattutto la fisicità dinoccolata e i movimenti quasi da cartone animato. Lo stesso Repetto aveva apprezzato la sua rappresentazione televisiva, descrivendola scherzosamente come un incontro tra Johnny Depp e Fantozzi.

Il racconto televisivo ha accompagnato anche un momento significativo nella storia dei veri protagonisti. Durante l'ultima data del tour di Max Pezzali al Forum di Assago, nel 2025, Mauro Repetto era salito a sorpresa sul palco per eseguire insieme all'ex compagno Nord Sud Ovest Est. Giuggioli ricorda di aver assistito a quell'incontro soprattutto da spettatore, riconoscendo il peso di un rapporto artistico e personale che aveva ancora molto da esprimere.

Non tutte le persone rappresentate nella serie, però, hanno condiviso le scelte narrative. Claudio Cecchetto, che contribuì al lancio degli 883 nei primi anni Novanta, aveva criticato il modo in cui era stato raffigurato nella prima stagione, dove viene interpretato da Roberto Zibetti. Giuggioli dice di non sapere se i rapporti si siano successivamente chiariti e precisa che non c'era alcuna intenzione di offendere il produttore.

Nei nuovi episodi trovano spazio anche altri protagonisti della cultura pop degli anni Novanta, dai Righeira a Fiorello, fino ad Ambra Angiolini e all'esperienza di Non è la Rai. Tra i passaggi più importanti della trama figura inoltre il viaggio degli 883 a Los Angeles per girare il videoclip di Nord Sud Ovest Est, un'esperienza destinata a incidere sulla consapevolezza di Mauro rispetto al proprio futuro.

Giuggioli riconosce che rappresentare Repetto senza trasformarlo in una caricatura ha richiesto attenzione. Anche Fiorello, che lo aveva conosciuto personalmente, ha ricordato un Mauro reale persino più esuberante di quello mostrato sullo schermo. Per l'attore, tuttavia, la caratteristica essenziale del personaggio rimane la capacità di essere sincero con se stesso, anche quando questa sincerità comporta una scelta difficile.

Il tema del coraggio ha un significato personale anche per Giuggioli. L'attore racconta di essere cresciuto soprattutto con la madre e il nonno, un artigiano che lavorava come falegname, decoratore e pittore. Proprio osservandolo nel suo laboratorio ha imparato che esistono modi diversi per esprimere ciò che si prova, anche attraverso il lavoro e la creatività. Dalla madre, invece, ha ricevuto l'insegnamento che vale la pena correre un rischio quando si cerca la propria felicità.

È una convinzione che ritrova nella decisione di Mauro Repetto di allontanarsi dagli 883. Secondo Giuggioli, riconoscere di non sentirsi più realizzati e riuscire a comunicarlo rappresenta una forma di coraggio. Lo stesso vale per la crescita personale: diventare adulti può essere difficile, ma l'idea di rinunciare a crescere per paura del cambiamento gli sembra ancora più dolorosa.

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