Pontormo torna in mostra dopo 70 anni, a Roma i capolavori del Cinquecento fiorentino

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Dopo settant'anni, Pontormo torna protagonista di una grande mostra monografica. Le Scuderie del Quirinale riuniscono a Roma capolavori provenienti da musei internazionali, tra cui la celebre Visitazione, fino al 7 febbraio 2027.

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Ventisette opere concesse dalle Gallerie degli Uffizi, importanti prestiti internazionali e alcuni dei dipinti più rappresentativi del Manierismo italiano. Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, le Scuderie del Quirinale di Roma ospitano "Pontormo. La maniera italiana", una grande esposizione dedicata a Jacopo da Pontormo, tra i protagonisti della pittura fiorentina del Cinquecento.

L'appuntamento segna il ritorno dell'artista al centro di una grande mostra monografica a settant'anni dall'esposizione organizzata nel 1956 a Palazzo Strozzi, a Firenze, per il quarto centenario della sua morte. Il percorso romano permette di seguire l'evoluzione del suo linguaggio pittorico attraverso dipinti, affreschi e ritratti che documentano una carriera sviluppatasi durante una delle stagioni più complesse della storia fiorentina.

Tra le opere che caratterizzano l'esposizione figura la celebre Visitazione, proveniente dalla chiesa di San Michele Arcangelo di Carmignano. Il dipinto, già presentato negli Stati Uniti tra il 2018 e il 2019, prima a New York e successivamente a Los Angeles, accompagna i visitatori nella parte conclusiva dell'itinerario. Le figure di Maria ed Elisabetta, immerse in una composizione dominata da colori intensi e gesti sospesi, rappresentano uno degli esempi più riconoscibili dell'originalità espressiva di Pontormo.

La mostra comprende anche testimonianze della produzione giovanile, tra cui un affresco della Visitazione realizzato tra il 1514 e il 1516 per la basilica della Santissima Annunziata. L'opera documenta la precoce affermazione del pittore nell'ambiente artistico fiorentino e la sua capacità di confrontarsi con commissioni di grande rilievo.

Nato nel 1494 a Pontorme, nei pressi di Empoli, e morto a Firenze il primo gennaio 1557, Jacopo Carrucci si formò nell'ambiente di Andrea del Sarto, lavorando accanto ad artisti come Francesco Ubertini, conosciuto come Bachiacca. La sua ricerca pittorica si sviluppò anche attraverso il confronto con Leonardo da Vinci e Michelangelo. Proprio quest'ultimo gli affidò due propri cartoni destinati a essere tradotti in pittura, dai quali nacquero opere come il Noli me tangere e la Venere e Cupido, entrambe presenti nell'esposizione.

Un'altra sezione significativa è dedicata agli affreschi della Passione di Cristo realizzati tra il 1523 e il 1525 per la Certosa del Galluzzo. Pontormo lavorò al ciclo durante il periodo in cui trovò rifugio nel complesso religioso insieme al giovane Bronzino, allontanandosi da Firenze per sfuggire a una grave epidemia di peste.

Il rapporto con la famiglia Medici attraversa una parte considerevole della produzione dell'artista. Nelle sale romane trovano spazio numerosi ritratti commissionati dalla dinastia e da altre personalità dell'epoca. Tra questi figurano l'Alabardiere, celebre dipinto la cui identificazione del soggetto rimane discussa, il ritratto di Cosimo il Vecchio e i Due amici. A offrire un confronto con la pittura del suo allievo Bronzino è invece la Dama in rosso.

Il contributo delle Gallerie degli Uffizi comprende opere come la Cena in Emmaus, la Madonna con Bambino e San Giovannino e I diecimila Martiri. A queste si aggiungono prestiti provenienti da importanti istituzioni straniere, tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery e il British Museum di Londra. La riunione di lavori conservati in collezioni diverse permette di osservare le trasformazioni dello stile di Pontormo, dalla formazione rinascimentale alle soluzioni più personali della maturità.

La curatela è affidata a Cristina Acidini, affiancata da Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani. Il progetto ricostruisce anche gli avvenimenti politici che accompagnarono la vita del pittore, dalla cacciata dei Medici al loro ritorno a Firenze, fino alle conseguenze del sacco di Roma. Una successione di crisi che, come osserva Acidini, non arrestò né le commissioni artistiche né la produzione creativa.

La personalità di Pontormo viene raccontata anche attraverso la sua capacità di superare i modelli classici, sviluppando composizioni, colori e figure destinati a distinguersi nella pittura del Cinquecento. Una ricerca che avrebbe esercitato il proprio fascino anche su protagonisti della cultura contemporanea, da Pier Paolo Pasolini a Bill Viola.

Il pubblico può visitare "Pontormo. La maniera italiana" alle Scuderie del Quirinale fino al 7 febbraio 2027. L'esposizione riunisce così opere abitualmente conservate in sedi lontane, offrendo un'occasione per ripercorrere la produzione di uno dei maggiori interpreti del passaggio dal Rinascimento al Manierismo.

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