Principe Harry, il profumo di Diana nella terapia e le due settimane di depressione in Canada
Per quasi vent'anni, dopo il funerale di Lady Diana, il principe Harry dice di non essere riuscito a piangere. In una lezione sul lutto racconta anche la depressione vissuta in Canada e come il profumo della madre lo abbia aiutato in terapia.
Il ricordo della principessa Diana è rimasto per anni legato a un sentimento che il principe Harry ha faticato a riconoscere e affrontare. Durante una masterclass online dedicata al lutto, il duca di Sussex ha raccontato di aver vissuto quasi vent'anni senza riuscire a piangere, dopo le lacrime versate al funerale della madre. Soltanto attraverso un percorso terapeutico avrebbe cominciato a comprendere quanto il senso di colpa avesse condizionato il suo rapporto con la felicità.
Diana morì nel 1997, quando Harry aveva 12 anni. Crescendo, il principe si convinse che ritrovare la serenità avrebbe significato in qualche modo tradire il ricordo della madre. Per questo, ha spiegato, continuava a mostrarsi distaccato dalle proprie emozioni, quasi fosse necessario conservare la tristezza per dimostrare quanto sentisse la sua mancanza.
Nemmeno l'esperienza militare riuscì ad allontanarlo da quei sentimenti. Harry ha ricordato le due missioni in Afghanistan, affrontate quando aveva poco più di vent'anni, raccontando di aver cercato anche attraverso la guerra una via di fuga dal dolore. La distanza e gli impegni operativi, tuttavia, non cancellarono le difficoltà emotive che si portava dietro dall'adolescenza.
Un passaggio significativo del percorso terapeutico è stato il suggerimento di una specialista di utilizzare il profumo che indossava Diana. Quel gesto, legato a un ricordo sensoriale della madre, lo avrebbe aiutato a recuperare emozioni rimaste a lungo inaccessibili. Harry ha raccontato di essere arrivato così a una nuova consapevolezza: sua madre avrebbe desiderato vederlo felice, non prigioniero del dolore per la sua perdita.
Nel corso della stessa masterclass, il principe ha ripercorso anche un momento particolarmente difficile seguito al trasferimento in Canada con Meghan Markle, nel 2019. Come riportato dalla Bbc, Harry aveva lasciato il Regno Unito nella speranza di trovare maggiore tranquillità, ma l'allontanamento da un ambiente vissuto come costantemente stressante provocò una reazione inattesa.
Dopo appena due o tre giorni, ha spiegato, avvertì quello che ha definito un improvviso crollo dell'adrenalina. Era talmente abituato a vivere sotto pressione da percepire lo stress come una condizione necessaria per riuscire a svolgere le normali attività. Una volta venuta meno quella tensione, si ritrovò in difficoltà anche nella vita domestica e attraversò, secondo il suo racconto, circa due settimane di depressione.
Il trasferimento canadese precedette la decisione di Harry e Meghan di rinunciare ai loro incarichi come membri attivi della famiglia reale britannica e il successivo periodo trascorso negli Stati Uniti. Ripensando a quella fase, il duca ha collegato il proprio malessere a una lunga abitudine a convivere con pressioni ed emozioni mai pienamente elaborate.
Harry ha parlato anche del rapporto con la famiglia, spiegando di essersi dato una regola personale: evitare separazioni dalla moglie e dai figli superiori a dieci giorni. Una scelta che ha presentato come parte del suo modo di organizzare la vita privata e mantenere la vicinanza con le persone care.
All'incontro ha partecipato Mary-Frances O'Connor, neuroscienziata e professoressa dell'Università dell'Arizona, che ha illustrato alcuni meccanismi attraverso i quali il cervello affronta la perdita. Secondo la studiosa, dopo la morte di una persona amata la mente può continuare a cercarne la presenza, perché deve gradualmente imparare a riconoscere una realtà diversa da quella a cui era abituata.
Le spiegazioni della neuroscienziata hanno accompagnato il racconto personale di Harry, concentrato soprattutto sul rapporto tra memoria, dolore e recupero della propria vita emotiva. Per il principe, uno dei passaggi più difficili è stato accettare che continuare a vivere momenti felici non significasse dimenticare Diana.
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