Casey Stoner, le tensioni con Ducati e Rossi e la critica alle MotoGP sempre più tecnologiche

Notizia in breve

Casey Stoner ripercorre gli anni più difficili della sua carriera, dal rapporto incrinato con Ducati alla rivalità con Valentino Rossi. L'ex campione australiano critica anche le MotoGP moderne, nelle quali ritiene che il pilota conti sempre meno.

Stoner
Casey Stoner, le tensioni con Ducati e Rossi e la critica alle MotoGP sempre più tecnologiche
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

La tecnologia sta cambiando profondamente la MotoGP e Casey Stoner non nasconde le proprie perplessità. L'ex campione del mondo australiano ritiene che le motociclette attuali lascino sempre meno spazio alle capacità individuali dei piloti, una trasformazione che giudica lontana dal motociclismo nel quale ha costruito i suoi successi.

Come racconta inSella, Stoner ha affrontato anche alcuni capitoli delicati della propria carriera, tornando sulle incomprensioni con Ducati e sui confronti con Valentino Rossi. Ricordi che comprendono due titoli mondiali, rivalità sportive e momenti difficili vissuti lontano dai circuiti.

Uno dei passaggi più significativi riguarda il rapporto con la casa di Borgo Panigale, alla quale Stoner regalò nel 2007 il primo campionato mondiale piloti nella classe MotoGP. Un risultato storico che non impedì alla collaborazione di attraversare una crisi profonda appena due anni dopo.

Nel 2009 il pilota australiano dovette interrompere temporaneamente l'attività agonistica a causa di problemi di salute accompagnati da una debilitante stanchezza. Saltò tre Gran Premi e, durante quel periodo, i rapporti con la squadra si deteriorarono. Stoner ha ricordato quelle settimane parlando apertamente di un sentimento di tradimento.

A pesare sulla situazione contribuirono anche le trattative avviate da Ducati per un possibile ingaggio di Jorge Lorenzo mentre l'australiano era assente dalle competizioni. Una circostanza che rese ancora più difficile un momento già complicato sul piano personale e professionale.

Il legame sportivo con Ducati resta comunque legato al successo del 2007. Stoner avrebbe poi conquistato un secondo titolo mondiale nel 2011, questa volta alla guida della Honda, completando una carriera nella classe regina conclusa con il ritiro a soli 27 anni.

Un altro argomento affrontato dall'ex pilota riguarda Valentino Rossi, considerato il rivale più impegnativo incontrato durante gli anni delle competizioni. Secondo Stoner, il campione italiano disponeva di capacità che andavano oltre la velocità e il talento nella guida.

Rossi, nella ricostruzione dell'australiano, sapeva esercitare una forte pressione psicologica sugli avversari, sfruttando tanto il confronto diretto in pista quanto la propria capacità di comunicare all'esterno. Stoner ha descritto il rivale come particolarmente abile nell'intimidazione, ammettendo di aver sofferto quel tipo di atteggiamento anche per il proprio carattere riservato.

Non è la prima volta che l'ex campione esprime valutazioni simili. Commentando in passato le tensioni tra Rossi e Marc Márquez durante il Gran Premio della Malesia del 2015 a Sepang, aveva attribuito al pilota italiano una notevole influenza sulla comunicazione sportiva e sulla percezione pubblica degli episodi controversi.

Con il passare degli anni, tuttavia, i rapporti personali tra i due sono migliorati. Stoner ha spiegato che entrambi hanno maturato una prospettiva diversa rispetto al periodo delle competizioni e che molte delle tensioni si sono progressivamente attenuate. Ha inoltre ribadito di non aver mai messo in discussione il valore sportivo di Rossi.

Lo sguardo dell'australiano si è poi spostato sulla MotoGP contemporanea. La sua osservazione più netta riguarda le caratteristiche tecniche delle motociclette, che a suo giudizio assomigliano sempre più a robot. L'evoluzione dei sistemi elettronici avrebbe progressivamente ridotto il peso delle qualità del pilota sul risultato finale.

Questa posizione non gli impedisce di riconoscere il talento dei protagonisti attuali. Tra quelli che apprezza maggiormente figura Marco Bezzecchi, del quale ammira lo stile di guida. Jorge Martin viene invece elogiato per la capacità di sfruttare i movimenti dell'intero corpo durante la conduzione della moto.

Per Francesco Bagnaia, Stoner individua nella tranquillità con cui affronta le situazioni complicate una delle qualità più significative. Un apprezzamento rivolto soprattutto alla gestione dei momenti difficili durante le gare.

Particolarmente positivo anche il giudizio su Marc Márquez, che l'australiano considera un campione di valore eccezionale e una figura già appartenente alla storia del motociclismo. Pur criticando la direzione intrapresa dalla MotoGP sul piano tecnologico, Stoner continua dunque a distinguere le proprie riserve sulle moto dal rispetto per le capacità dei piloti che oggi le portano in pista.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

MotoGP Jerez: Quartararo firma la pole record, Ducati all'inseguimento

MotoGP Qatar: Marquez domina la Sprint, doppietta Ducati con Alex secondo, Bagnaia solo ottavo

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Stoner'

⬆