Garlasco, la madre di Andrea Sempio contesta le accuse e parla di altre persone presenti quel giorno
Nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi, Daniela Ferrari difende il figlio Andrea Sempio e richiama la presenza di altre persone a Garlasco il giorno del delitto. La donna contesta gli elementi raccolti dagli investigatori e torna sullo scontrino di Vigevano.
Daniela Ferrari torna a difendere Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, e respinge l'ipotesi che il figlio possa essere coinvolto nel delitto. Intervistata durante la trasmissione Mattino 5, la donna ha ribadito la propria convinzione sulla sua innocenza, soffermandosi sulle indagini, sugli spostamenti del figlio e sulle difficoltà affrontate dalla famiglia negli ultimi 18 mesi.
Uno dei passaggi più significativi dell'intervista riguarda la presenza di altre persone a Garlasco nella giornata dell'omicidio. «Quel giorno a Garlasco non ci stavano solo Stasi e Andrea, c'erano anche altre persone», ha dichiarato Ferrari. Quando l'inviato le ha chiesto se intendesse indicare un possibile responsabile diverso sia da Sempio sia da Alberto Stasi, la donna non ha fatto nomi e ha ribadito che in paese non si trovavano soltanto loro due.
Le dichiarazioni arrivano mentre la posizione giudiziaria di Andrea Sempio resta sotto esame. Secondo l'ipotesi investigativa della Procura, il giovane sarebbe coinvolto nell'uccisione di Chiara Poggi e potrebbe dover affrontare un processo. Tra gli elementi considerati dagli inquirenti figura la cosiddetta impronta 33, ritenuta importante nell'ambito degli accertamenti. Si tratta comunque di una ricostruzione accusatoria, non di una responsabilità accertata.
La madre dell'indagato sostiene che, fino a questo momento, non le siano stati presentati elementi capaci di convincerla del coinvolgimento del figlio. «Contro mio figlio non hanno trovato un cavolo di niente, non mi hanno dimostrato niente», ha affermato, aggiungendo che cambierebbe opinione soltanto davanti alla dimostrazione della sua colpevolezza. Ferrari ha descritto anche il peso della vicenda sulla famiglia, spiegando che la situazione è diventata estremamente difficile dopo un anno e mezzo di indagini.
Un altro punto affrontato nell'intervista riguarda gli spostamenti di Andrea Sempio nella mattina dell'omicidio. Ferrari ha dichiarato di conoscere il racconto del figlio e di essere certa delle attività da lui svolte. Ha inoltre richiamato lo scontrino collegato al suo passaggio a Vigevano, sostenendo che, pur riconoscendone i limiti come elemento probatorio, possa contribuire a confermare quella circostanza.
La donna ha parlato anche delle intercettazioni e delle conseguenze che hanno avuto sulla vita quotidiana. Ha spiegato che in famiglia si evita ormai di discutere liberamente della vicenda per il timore che le conversazioni possano essere ascoltate e successivamente riportate dai giornali. Secondo Ferrari, persino semplici annotazioni domestiche vengono vissute con preoccupazione per la possibilità che siano interpretate e rese pubbliche.
Infine, la madre di Sempio è tornata su una propria frase riguardante Chiara Poggi, emersa nel corso della vicenda. Ha spiegato di averla pronunciata in un momento di rabbia, precisando di considerarla una questione con cui confrontarsi sul piano personale e della coscienza, non attraverso il giudizio dei giornalisti. La sua posizione sul figlio, ha concluso, rimane invariata: Andrea è estraneo all'omicidio e la famiglia si augura che possa essere dimostrato al più presto.
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