Frode fiscale a Roma, commercialista ai domiciliari: coinvolti quasi 2.500 lavoratori

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Quasi 2.500 lavoratori sarebbero stati assunti tramite cooperative poi sostituite dopo aver accumulato debiti fiscali. A Roma il commercialista Daniele Moretti è finito ai domiciliari nell'inchiesta su una presunta frode da 14 milioni di euro.

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Un sistema di cooperative utilizzate per assumere personale, trasferirlo ad altre aziende e accumulare debiti con il Fisco senza provvedere ai versamenti dovuti. È il meccanismo ricostruito dalla Guardia di Finanza nell'indagine che ha portato agli arresti domiciliari Daniele Moretti, commercialista originario di Tarquinia e attivo a Roma, nel quartiere Parioli. L'operazione, eseguita mercoledì 7 ottobre, riguarda una presunta frode fiscale superiore a 14 milioni di euro.

Secondo gli investigatori, Moretti avrebbe coordinato la gestione contabile e amministrativa di una rete societaria attraverso la quale sarebbero stati impiegati 2.478 lavoratori. Il personale risultava formalmente assunto da quattro cooperative, ma svolgeva le proprie mansioni per aziende operanti soprattutto nella ristorazione, nella vigilanza privata e nei servizi alle imprese.

Le società cooperative, stando all'ipotesi accusatoria, avrebbero funzionato come strutture intermedie per fornire manodopera attraverso contratti ritenuti fittizi. I dipendenti, inconsapevoli delle presunte irregolarità, prestavano servizio presso altre imprese mentre gli obblighi fiscali e contributivi rimanevano formalmente a carico delle cooperative.

Il sistema avrebbe consentito alle aziende coinvolte di ridurre i costi attraverso l'emissione e l'utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti. Le cooperative accumulavano nel frattempo debiti tributari e contributivi per importi milionari. Quando la situazione debitoria diventava insostenibile, le società venivano avviate alla liquidazione e sostituite con nuove strutture, permettendo la prosecuzione delle attività.

Nell'ambito dell'inchiesta sono stati disposti sequestri preventivi per un valore complessivo di oltre 14 milioni di euro. Gli accertamenti patrimoniali e le operazioni della Guardia di Finanza hanno interessato Roma e le province di Latina e Viterbo, coinvolgendo anche altri indagati ritenuti, a vario titolo, partecipi del presunto sistema fraudolento.

Le contestazioni comprendono diverse ipotesi di reato tributario, tra cui dichiarazioni fraudolente mediante fatture false, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, utilizzo indebito di crediti d'imposta fittizi e mancato versamento dell'IVA e delle ritenute.

Durante le perquisizioni i finanzieri hanno individuato anche somme di denaro occultate all'interno di intercapedini e vani con doppiofondo. Il ritrovamento è avvenuto con il supporto dell'unità cinofila di Fiumicino, impiegata nelle attività di ricerca del contante nascosto.

Gli investigatori del 6° Nucleo Operativo Metropolitano hanno ricostruito i rapporti economici tra le cooperative e le imprese che avrebbero beneficiato del sistema. La posizione attribuita a Moretti riguarda in particolare la presunta organizzazione e supervisione delle operazioni amministrative e contabili utilizzate per sostenere il circuito societario.

L'inchiesta dovrà ora accertare le responsabilità individuali degli indagati e l'effettiva entità delle irregolarità contestate. Le accuse si trovano nella fase delle indagini e per tutte le persone coinvolte resta valida la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.

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